ADATTAMENTI
Implantoprotesi
A CURA DI Alessandro Canton
Adesivi per protesi mobili
G. Pradies, I. Sanz, O. Evans, F. Martinez, M. Sanz
Intern. J. Prosthodont. 2009 , vol. 22, n° 4Gli adesivi protesici spesso usati dai pazienti non sono prescritti di routine dai clinici, specialmente quando le protesi sono ben adattate e ben fatte. Il meccanismo d’azione degli adesivi è di aumentare il contatto fra la mucosa e la protesi, così da formare una forza ritentiva tramite una pellicola composta da adesivo, saliva e fluidi orali. Validi per le protesi superiori, non altrettanto per le inferiori, specie nei casi di edentulia con riduzione avanzata di cresta residua e in seguito all’assunzione di fluidi caldi. Due adesivi per protesi mobili superiori e inferiori sono messi a confronto.
Materiale e metodo
Sono stati selezionati 26 pazienti in cura presso l’Università Complutense di Madrid, con questi criteri:
- edentulia totale
- nessuna esperienza di adesivi
- buon adattamento delle protesi indossate per 4 settimane
- nessuna malattia sistemica in atto, che non permetta appuntamenti programmati
- nessuna allergia verso i componenti degli adesivi
- consenso informato.
L’adesivo di controllo (Kukident) è una crema composta da paraffina liquida, cellulosa di Na, benzina e coloranti, conservanti, aromi. L’adesivo sperimentale (Kukident) è una crema simile in parte all’adesivo di controllo, ma con eccipienti diversi e conservanti che modificano la consistenza e il comportamento sul bagnato. Uno gnatometro e un dinamometro servirono per testare la ritenzione e la stabilità delle protesi: lo gnatometro misura la forza occlusale per dislocare la protesi quando si mastica; il dinamometro misura la forza necessaria per dislocare la protesi durante la trazione... Un questionario stimava la valutazione soggettiva del paziente secondo le seguenti variabili: ritenzione, sapore, facilità di detersione, preferenza dell’adesivo.
Risultati
L’alto grado di insoddisfazione nei pazienti riguardo alla protesi inferiore per la instabilità è dovuto alle dimensioni limitate della protesi, e all’interazione della complessa muscolatura orale e della lingua. Nel mascellare superiore la presenza di una mucosa cheratinizzata non mobile, l’assenza di significativa trazione muscolare e un’ampia superficie di contatto garantiscono stabilità e ritenzione della protesi. Lo gnatometro e il dinamometro valutarono la combinazione delle forze esercitate durante il parlare, il ridere, il compiere movimenti tali da influenzare la stabilità della protesi, anche se la somma di tutte le forze non si accumula alla frequenza e alla durata delle eventuali forze funzionali o parafunzionali.
Conclusione
La percentuale di miglioramento con l’uso dell’adesivo era presente in entrambi gli adesivi testati pari a valori medi simili ad alcuni meccanismi di attacco reperibili sul mercato, per migliorare la ritenzione. Entrambi gli adesivi testati erano efficaci ma senza differenze statisticamente significative.
Aree edentule preparate
G. Calesini, C. Micarelli, S. Coppè, A. Scipioni
Int. J. Periodontics Restorative Dent. 2009 29Per molti anni i criteri di valutazione degli impianti osteointegrati riguardarono solo l’integrazione ossea; attualmente sono aumentate le richieste in merito alla predicibilità e all’estetica a lungo termine. Così si è indagato su tessuti molli perimplantari riguardo a la barriera nei confronti
- dei tessuti circostanti
- la forma, il volume, il colore
- la stabilità nel lungo periodo.
Piani di cura, metodi variamente combinati sono proposti da vari AA. Scopo del lavoro è proporre un approccio rigenerativo sistematico definendo modalità e timing.
L’approccio ESE (Edentulous Site Enhancement) si basa sul fatto che
- la stabilità dei tessuti muco-gengivali dipende dalla vascolarizzazione e che abbisogna anatomicamente di un adeguato supporto costituito dall’impianto, dal volume osseo circostante, dalle componenti implantari e dalla conformazione della protesi
- i processi di guarigione per seconda intenzione hanno capacità rigenerativa
- è possibile guidare la morfologia dei tessuti neoformati tramite la forma dell’impianto
- stimoli fisici locali influenzano la crescita e la forma dei tessuti neoformati
- adeguate tecniche di fisioterapia orale domiciliare (Stilman e Bass) guidano la guarigione a lungo termine.
Nel sito implantare mancando il legamento parodontale con il relativo plesso vascolare, si suggerisce un approccio chirurgico a spessore parziale durante la prima e la seconda fase chirurgica, conservando con il periostio la vascolarizzazione del connettivo sopra crestale.
L’approccio ESE differenzia le correzioni in primarie (aumento dei volumi osteo-muco-gengivali), secondarie (modifiche dei tessuti molli), terziarie (ulteriori modifiche qualiquantitative). Nelle correzioni anatomiche primarie si utilizza l’evoluzione del MBS (morfogenic bone splitting). Nelle correzioni secondarie l’obiettivo è creare il massimo spessore possibile per il connettivo perimplantare. Nelle correzioni terziarie si potranno influenzare e guidare la posizione apico-coronale della festonatura, la forma delle papille e il colore dei tessuti perimplantari. Sarebbe auspicabile inserire i restauri definitivi precocemente, così da sfruttare la fase di guarigione.
Conclusione
Il successo dipende dal ripristino stabile nel tempo dei tessuti osteomuco-gengivali. L’approccio ESE integra le tecniche chirurgiche sperimentate, progettando prima l’anatomia ideale per poi operare in modo da ottenerla, senza trascurare l’impianto e gli elementi protesici.
Overdenture immediate
S. Alfadda, N. Attard, L. David
Int. J. Periodontics Restorative Dent. 2009 2
Scopo del lavoro: presentare gli esiti clinici e soggettivi di overdenture caricate immediatamente. Branemark e coll. dimostrarono che usando impianti ossei a forma di radice si può avere una riabilitazione orale di successo. Peròera richiesto un periodo di guarigione di 3-6 mesi. I nuovi approcci chirurgici hanno migliorato gli esiti terapeutici,tanto che oggi gli impianti endossei a carico immediato sono un regime terapeutico fattibile.
Lo studio comprendeva due gruppi di pazienti edentuli dell’Unità Implantoprotesica dell’Università di Toronto. Nel gruppo sperimentale 35 ricevettero 70 impianti TiUnite che furono caricati immediatamente.
Il gruppo di controllo di 42 pazienti trattati in precedenza ricevette 111 impianti con procedure implantari in due fasi. Entrambi i gruppi furono trattati con overdenture supportate con meccanismo a barra resiliente. Gli esiti clinici e soggettivi si registrarono a vari stadi della cura per i primi 5 anni dall’inserimento iniziale, utilizzando due questionari: la Scala di soddisfazione protesica e il Profilo di impatto della salute orale. I risultati dello studio dimostrano che oltre ai vantaggi di questa terapia i protocolli di carico immediato offrono: riduzione del tempo e morbilità ridotta, essendo evitata la seconda fase chirurgica.
-
La percentuale di successo è virtualmente identica (98 per cento) anche perché:
- tutti gli impianti sono inseritinell’area interforaminale mandibolare
- i due impianti sono subito solidarizzati con una barra di adattamento passivo, per limitare la quantità di micromovimento
- il carico occlusale della protesi è bilanciato sia in centrica che in eccentrica, per ridurre le sollecitazioni
- la geometria degli impianti usati è a forma di vite.
La soddisfazione dei pazienti si mantenne per i cinque anni dell’osservazione.
Torna su












