CORSI SATELLITARI
gli appuntamenti di primavera
Gli impianti post-estrattivi
stato dell’arte
Corso di Tiziano Testori, Giovanna Perrotti e Fabio Scutellà recensione di Luca Solimei
La cura del dettaglio porta ad un risultato eccellente. Così il dottor Fabio Toffenetti ha introdotto la serata ed i suoi relatori. È proprio dalla presenza di questi e dalla loro partecipazione al 53° Congresso degli Amici di Brugg che il dottor Mario Iorio, Presidente dell’Associazione, ha iniziato per descrivere il programma dell’evento di maggio a Rimini. Il dottor Tiziano Testori ha iniziato a parlare di implantologia come parte del Piano di trattamento protesico, definendola una tecnica anziché una disciplina. L’obiettivo del professionista deve essere quello di curare bene i pazienti e quindi di preservarne integra e sana la dentatura. Il caso clinico descritto dallo specialista, aiutato nella serata anche dalla dottoressa Perrotti e dal dottor Scutellà, riguarda una paziente di giovane età, di razza ispanica in buono stato di salute generale (ASA 1).
Da un punto di vista odontostomatologico la diagnosi consiste in una frattura coronale patologica dell’elemento 1.4 (Fig. 1) la cui prognosi risulta essere dubbia; ed edentulia degli elementi 1.5 e 1.6 (Fig. 2).
Fig. 1 Elemento fratturato
Fig. 2 Ortopantomografia
Il Relatore enuncia gli obiettivi terapeutici definiti
dopo la consultazione con la paziente quali:
1. Integrazione estetica
2. Prognosi favorevole
3. Contenimento di costi e numero di sedute
È da questi elementi che si può definire il Piano di trattamento prendendo in considerazione i vantaggi e gli svantaggi delle alternative terapeutiche ed in questo caso, con le necessarie valutazioni, è stato deciso per l’avulsione dell’elemento 1.4 con conseguente riabilitazione implanto-protesica del sestante, sia essa differita o contestuale a seconda della situazione clinica che ci si ritroverà ad affrontare.
È dal dottor Scutellà che viene sottolineato il concetto di come il progetto protesico detti le basi per il progetto chirurgico e quindi, una volta raccolti i dati anamnestici, effettuata la diagnosi, viene impostato il progetto protesico stesso attraverso la rilevazione di impronte in alginato di entrambe le arcate da cui il tecnico può trarre le informazione necessarie per effettuare una ceratura diagnostica, un provvisorio e sulla base di questo una dima chirurgica.
Fig. 3 Pianificazione chirurgica
Andatosi a preparare il dottor Testori per l’intervento chirurgico, la serata ha visto l’intervento del dottor Federico Mondelli per descrivere le varie possibilità operative nella progettazione implantologica tramite software dedicati (Fig. 3).
Insieme alla collaborazione dell’anestesista che elenca dettagliatamente la cura farmacologica per la sedazione cosciente e di cui sottolinea l’importanza nel monitoraggio intra e post-chirugico, il dottor Testori si sofferma a descrivere l’anestesia locale. Viene utilizzata articaina 1:100000, iniettata molto lentamente (1 ml /10 sec.) prestando attenzione a non causare distensioni o ematomi sui tessuti molli, infausti per la buona riuscita della chirurgia.
L’ intervento chirurgico
Effettuate le valutazioni diagnostiche dei tessuti molli (presenza/assenza di gengiva aderente; profilo dei tessuti molli, ecc.) viene effettuato un lembo line angle per usufruire maggiormente di tessuto cheratinizzato da ribaltare poi vestibolarmente migliorando così l’aspetto gengivale. Lo scollamento del lembo a tutto spessore viene effettuato con l’alternarsi di bisturi e di scaler andando poi a scollare la papilla. L’elemento dentale fratturato viene quindi sezionato in due porzioni attraverso una punta montata su manipolo piezoelettrico, poi estratte attraverso l’uso di una leva e di una pinza da estrazione.
Molta attenzione deve essere rivolta al mantenimento dell’integrità alveolare che subirà la mappatura a conferma della corretta riuscita dell’estrazione. Posizionata la mascherina chirurgica (Fig. 4), vengono effettuati i pin iniziali e successivamente attraverso la preparazione bimanuale, dove la mano sinistra funge da pantografo e si appoggia sull’arcata per garantire stabilità e una corretta inclinazione dei siti implantari, vengono realizzati i siti riceventi sottoposti a continua detersione per eliminare frustoli ossei che sarebbero riassorbiti determinando lacune alveolari.
Posizionato il primo impianto 1 mm sottocrestale, si controlla la distanza interimplantare apportando eventuali modifiche. Il secondo e terzo impianto vengono posizionati con il pin sul primo a conferma delle distanze e del corretto parallelismo per poi essere tutti serrati con chiave dinamometrica. Per poter procedere con il carico immediato non funzionale deciso dal dottor Testori durante la formulazione del Piano di trattamento e confermato dal valore di torque dato agli impianti, si posizionano degli abutment a lembo aperto suturato provvisoriamente e si ribasa il provvisorio con composito fluido, previo posizionamento della diga di gomma per evitare la contaminazione del sito chirurgico. Il provvisorio ribasato deve essere avvitato in sotto occlusione, da controllare con carta da articolazione da 200 micron, per poi essere svitato e rifinito in laboratorio dal protesista mentre il chirurgo termina le fasi chirurgiche con la sutura (Fig. 5).
Fig. 4 Dima chirurgica
Fig. 5 Provvisorio
Questa consiste in punti singoli interplantari sui lembi e su innesti peduncolati prelevati dal palato garantendo che non vi sia osso esposto, anche dall’utilizzo di PRF (Fibrina ricca di piastrine). Per stabilizzare invece palatalmente il lembo, vengono effettuati punti a materassaio orizzontale. IL MANTENIMENTO Terminata la diretta chirurgica il Relatore descrive le alternative terapeutiche confermando la necessità di un corretto mantenimento igienico ed uno stato parodontale di salute, che saranno garantiti dagli interventi della dottoressa Bianchi a cui viene lasciata la parola. Vengono così descritte le operazioni di inquadramento e mantenimento igienico del paziente nelle fasi:
- 1.Pre- chirurgica
- Screening parodontale
- Terapia eziologica
- Rivalutazione parodontale
- 2.Post-chirurgica
- Sciaqui con collutorio a base di clorexidina 0,12% nei primi 7-14 giorni post-operatori
- Utilizzo di spazzolino a setole medie, filo con spugna e scovolini morbidi nelle 2-3 settimane successive
- Richiamo mensile di verifica della salute dei tessuti peri-implantari, della efficacia delle manovre di igiene e del controllo della protesi nei 60 giorni successivi
- Recall personalizzato dopo la finalizzazione del caso (Fig. 6)
Fig. 6 Rx controllo
Controllata l’occlusione e rifinita la protesi ad opera del dottor Scutellà, il dottor Testori prende la parola a conclusione della serata tenendo una lezione su l’”implantologia estetica dei settori frontali” per mezzo di DVD didattici, aggiungendo ulteriori utili nozioni ad una serata già ricca di dettagli finalizzati al raggiungimento dell’eccellenza.
Torna su












