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Editoriale di Mario Iorio
Amicizia e qualità

Vincoli umani e sapere condiviso sono valori oggi ancor più necessari di ieri: è la sempreverde
attualità di Brugg


Giuseppe Cozzani conclude una bellissima lettera indirizzata a me come Presidente neoeletto ed al nuovo Consiglio degli Amici di Brugg, augurandoci (cito testualmente) “un proficuo lavoro nell’abbinamento, come è tradizione, dell’Amicizia e della Qualità”. Parole che hanno un particolare significato per chi, come me, è nato e cresciuto non solo professionalmente in questa Associazione e che acquistano maggior peso in quanto dette da un “vecchio” amico come Cozzani, che ha partecipato a tutti, dico tutti i 52 Congressi degli Amici di Brugg.

In queste due parole si identifica infatti molto bene lo spirito che anima la nostra Associazione fin dalla sua nascita e che tuttora la rende particolare e diversa dalle altre Associazioni e Società scientifiche: il vincolo di amicizia fra i suoi iscritti unito alla ricerca della qualità nell’aggiornamento. Sono due principi che nascono insieme, quando negli anni ’50 alcuni dentisti italiani si recano a Brugg, una piccola cittadina vicino Zurigo, nello studio del dottor Augusto Biaggi per imparare un’Odontoiatria ancora sconosciuta nell’Italia del dopoguerra. Scrivo questo soprattutto per i giovani ed i giovanissimi che non hanno conosciuto Biaggi e Castagnola e che spesso ci chiedono cosa sia Brugg e il perché del termine “Amici”.

Questi dentisti “ruspanti” tornavano in Italia arricchiti da questa esperienza e trasmettevano agli amici, insieme alle nuove conoscenze, l’entusiasmo di chi vedeva soluzioni terapeutiche nuove ed inimmaginabili, soprattutto per allora. Così i dentisti italiani che si recavano a Brugg da Biaggi diventavano sempre più numerosi e sempre più numerosi erano anche quelli che, pur non essendosi mai recati da lui, ne sentivano parlare. I suoi allievi divennero in breve maestri e la radice comune, cioè quel metodo pratico di insegnare che Biaggi aveva loro trasmesso, fu alla base della creazione del gruppo da cui prese origine l’Associazione degli Amici di Brugg.

“Fai vedere solo quello che fai” era una regola che tutti i relatori dovevano seguire e che dava alle diverse relazioni una matrice comune: la quotidianità, con tutti i problemi pratici che il dentista generico deve affrontare nelle diverse situazioni in cui si viene a trovare in studio, passando dalla conservativa alla protesi, dall’endodonzia alla piccola chirurgia. I relatori si calavano in questi problemi e prospettavano soluzioni di qualità, ma alla portata di tutti, fornendo non nozioni teoriche, ma informazioni pratiche su cosa fare a colleghi con cui condividevano lo stesso lavoro e le stesse difficoltà.

È quanto gli Amici di Brugg continuano a fare anche oggi: si pensi ai Corsi satellitari e al filo diretto che c’è con l’operatore, che in ogni momento è in grado di rispondere in tempo reale alle domande dei partecipanti, su ogni singolo passaggio della terapia che sta effettuando. Penso che lo spirito di Biaggi del “fai vedere solo quello che fai” sia stato interpretato nel modo migliore e più moderno, grazie al collegamento Tv via satellite e a quello via web. Anche l’errore che l’operatore può commettere in diretta (come è successo), diventa l’occasione per i partecipanti di imparare cosa fare per risolverlo ed il rapporto che si stabilisce fra docente e discenti è colloquiale, amichevole; è quello che c’è fra colleghi che fanno lo stesso lavoro, hanno i medesimi problemi e possono fare gli stessi errori.

Per questo penso che Qualità ed Amicizia siano valori che abbiano senso anche oggi e forse ancor più di ieri. Oggi il livello di preparazione dei neolaureati è decisamente migliorato ed è sicuramente superiore a quello di 50 anni fa; ci sono più Associazioni e Società scientifiche per ogni singola branca dell’Odontoiatria; Corsi di perfezionamento per le diverse specialità sono così numerosi che c’è solo l’imbarazzo della scelta. Eppure un’Associazione di Odontoiatria generale come la nostra non ha esaurito la sua funzione, anzi, continua ad avere dalla pratica professionale sempre nuovi stimoli.

Questo probabilmente perché le nuove metodiche e la moderna tecnologia, se da un lato hanno risolto molti dei problemi del dentista generico, dall’altro gliene hanno creati di nuovi e quindi hanno in realtà aumentato la necessità di un aggiornamento di tipo pratico, di qualità e facile da recepire: “friendly”, per riassumerlo con un termine anglosassone. Quello che gli Amici di Brugg stanno facendo da più di cinquant’anni.

Mario Iorio
Presidente degli Amici di Brugg

La Rivista di Odontoiatria