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Corsi satellitari
  gli appuntamenti di primavera
a cura di Luca Solimei
Nell’ambito dei Corsi di Formazione a distanza in diretta Tv organizzati dagli Amici di Brugg e coordinati dalla GDS Communication hanno avuto luogo il 6 aprile e l’8 giugno scorsi gli incontri con il dottor Carlo Tinti, in collaborazione con la dottoressa Francesca Manfrini, e con il professor Matteo Chiapasco
Chirurgia parodontale pre-protesica
  aumenti connettivali delle selle edentule atrofiche o traumatizzate
Carlo Tinti, Francesca Manfrini
sintesi di Luca Solimei
All’interno di una riabilitazione protesica, specie nei settori estetici, la gestione dei tessuti molli ha sempre avuto notevole importanza.

L’inizio della serata ha visto la dottoressa Manfrini prendere in esame il problema del deficit della cresta ossea da valutare, per la formulazione di un corretto piano di trattamento, nelle sue cause e caratteristiche morfologiche.

Il riassorbimento osseo varia, in quantità e tipologia (orizzontale o verticale), a seconda che sia avvenuta una perdita traumatica di elementi dentali, cause iatrogene, problemi endodontici o malattia parodontale avanzata.

La deformità della cresta dipende inoltre dal numero di denti presenti e dalle loro caratteristiche radicolari.

Per risolvere questo deficit di cresta alveolare possiamo effettuare aumenti di tessuti duri e/o molli.

Il dottor Tinti ha voluto trattare quelle situazioni cliniche in cui può essere sufficiente un approccio esclusivo ai tessuti molli.

è necessario considerare come la risoluzione del deficit di cresta ossea con aumento esclusivo di tessuti molli presenti però dei limiti rappresentati dall’assenza di richiesta estetica, rifiuto della chirurgia da parte del paziente e severo difetto di cresta.

La scelta della procedura atta a risolvere tale problema risulta differente a seconda di quale Classe di Siebert ci troviamo a dover affrontare.

I. Riassorbimento Bucco-Linguale: innesti peduncolati (roll tecnique) o innesti connettivali (a marsupio)

II. Riassorbimento Apico-Coronale: innesti epitelio connettivali

III. Combinazione di entrambi: innesti epitelio connettivali Nello svolgimento della diretta l’Operatore ha effettuato un primo intervento in una situazione di deficit di Classe I con riabilitazione protesica di una edentulia singola (Fig. 1).

DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO

è stata effettuata un’incisione in cresta a spessore parziale, facendo attenzione a non causare fenestrazioni, per poi sollevare il lembo e misurare con una sonda parodontale le dimensioni dell’innesto necessario (Fig. 2).

Per il prelievo ha effettuato la tecnica del lembo palatino assottigliato andando ad incidere a spessore totale a 3 mm dal solco perpendicolarmente alla volta palatina (Fig. 3). Ruotato il bisturi con attenzione a rimanere parallelo alla volta, si entra in profondità e si assottiglia il lembo per poi ruotare nuovamente perpendicolarmente la lama determinando così la porzione da innestare e garantendo la guarigione per prima intenzione della zona incisa.

Per garantire il corretto posizionamento e la stabilizzazione dell’innesto al lembo primario, sono necessari punti a materassaio, favorendo il posizionamento del lembo a livello desiderato, e successivamente dei punti staccati semplici per suturare l’incisione (Fig. 4).

Concentratosi sui tessuti molli, è stato poi posizionato il provvisorio (Fig. 5) con attenzione ad avere degli spazi vuoti per favorire una corretta maturazione dei tessuti molli, altrimenti compromessa (Fig. 6).

Terminato il primo caso clinico il dottor Tinti ha risposto alle consuete domande provenienti dai vari centri collegati via satellite per poi procedere con il secondo caso della serata.

UNA CHIRURGIA INEDITA

A riguardo è stata presentata una tecnica chirurgica nuova utile a risolvere casi di deficit di classe I di considerevoli dimensioni.

Per prima cosa viene preparato un provvisorio prelimatura con caratteristiche dell’elemento a cassetta idonee all’aumento di spessore voluto.

La prima è un’incisione intrasulculare palatale e due palato-buccali a formare un trapezio; ci si approfondisce per circa 1 cm e si uniscono le due incisioni con un bisello lungo a spessore totale, sollevando il lembo fino all’angolo vestibolare della cresta.

Si passa quindi ad un’incisione a spessore parziale approfondendosi oltre la linea muco-gengivale determinando così il sacco ricevente l’innesto.

La novità consiste nel creare un opercolo a tutto spessore sul lembo primario che deve essere disepitalizzato con fresa diamantata tonda e successivamente suturato con filo riassorbibile 0.5 al lembo garantendo la salita del connettivo con la semplice chiusura del nodo.

Nella varie prove del provvisorio il Relatore, visto lo spessore ottenuto ancora insufficiente, ha deciso di effettuare prima un innesto libero attraverso un lembo palatino assottigliato secondo la tecnica precedentemente descritta e successivamente il prelievo del Tuber maxillae.

Si procede quindi con la sutura con punti a materassaio degli innesti connettivali e punti staccati semplici dell’incisione palatina per poi cementare il provvisorio e proteggerlo con impacco parodontale.

Il dottor Tinti e la dottoressa Manfrini hanno esposto e dimostrato come si possano risolvere deficit di cresta ossea di medio spessore attraverso tecniche di chirurgia muco gengivale soddisfacendo le sempre più esigenti richieste estetiche.
Fig 1 Fig 2 Fig 3
Fig 4 Fig 5 Fig 6

La Rivista di Odontoiatria