numero 1 anno XXVIII     la rivista - articoli - vita associativa - Le faccette in ceramica
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Analisi del caso
Sequenza di preparazione
Posizionamento del provvisorio
Cementazione
Trattamento di superficie
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Le faccette in ceramica
  Preparazione, registrazione e cementazione
Corso di Mauro Fradeani
recensione di Luca Solimei
Parola chiave della tecnica presa in esame in questa serata di Formazione a distanza è la richiesta di un risultato estetico ottenibile esclusivamente grazie ad una efficace interazione con il nostro collaboratore odontotecnico per riprodurre, nascondere o sostituire le caratteristiche e la morfologia superficiale degli elementi anteriori. Con un corretto utilizzo dei materiali a nostra disposizione riusciamo a proporre una valida alternativa al restauro coronale completo con un approccio altamente conservativo. A questo proposito, il dottor Fradeani ha perfezionato una tecnica che gli consente di raggiungere un risultato estetico ideale con notevole predicibilità. (Fig. 1)
Nella fase introduttiva dell’incontro, l’Autore si è soffermato sulla descrizione delle varie tipologie di ceramiche
a disposizione puntualizzando che l’utilizzo delle ceramiche integrali consente il massimo passaggio della luce conferendo un aspetto più naturale al manufatto protesico cementato.
Fig 1 - Mauro Fradeani all’opera.
Esistono due grosse famiglie di ceramiche:
a base di silicato
garantiscono una notevole traslucenza in contrapposizione, però, ad una resistenza non elevata. Possono essere sottoposte a mordenzatura
ad alta resistenza
al contrario delle prime, garantiscono una elevata resistenza tanto da essere maggiormente impiegate nei settori posteriori.

Con l’utilizzo di un contributo filmato, il dottor Fradeani ci ha dimostrato praticamente il suo protocollo di prima visita e di analisi estetica del paziente. Non è opportuno limitare la nostra analisi esclusivamente all’area dento-gengivale ma serve valutare prima i tratti somatici concentrando in un secondo momento la nostra attenzione sul rapporto tra gli elementi dentali e le componenti attigue. Innanzi tutto si prendono in esame le richieste e le aspettative del paziente, valutandone la fattibilità poiché spesso egli non è in grado di rendersi conto di ciò di cui ha realmente bisogno. Malgrado ciò non bisogna dimenticare che una valutazione estetica è quanto di più soggettivo possa esserci e determinate fasi interlocutorie possono darci indicazioni utili alla finalizzazione del caso in maniera soddisfacente sia per l’operatore che per il paziente.
ANALISI DEL CASO

In rispetto al protocollo, quindi, si parte dall’analizzare le caratteristiche facciali, esaminando il volto sia da un punto di vista frontale che laterale, individuandone così i riferimenti indispensabili passando all’analisi dento-labiale che fornisce informazioni sulle forme e sulle dimensioni corrette degli elementi dentali in funzione delle strutture contigue.

Relativamente al caso in esame:
Esposizione dentale a riposo (pari a 2 mm)
Andamento incisale (convesso, seguendo così la concavità del labbro inferiore)
Profilo incisale (corretto, cioè contenuto all’interno del vermiglione del labbro inferiore)
Linea del sorriso (alta)
Ampiezza del sorriso (media)
Corridoio laterale (normale)

Da quanto si può quindi notare, il parametro essenziale da modificare risulta essere la discromia del terzo cervicale associata inoltre ad una pregressa otturazione in composito ormai deteriorata. (Fig. 2) I test fonetici sono elementi fondamentali per l’individuazione delle corrette posizioni e dimensioni degli elementi da restaurare. Attraverso la pronuncia di alcune lettere possiamo ottenere informazioni importanti:

M utile per la valutazione della Dimensione Verticale e la Lunghezza Incisale; nel nostro caso corretta (2 mm spazio inter-arcata)
I anch’essa utile per la Lunghezza Incisale (nel nostro caso pari al 70%)
F Lunghezza Incisale e Profilo Incisale
S per valutare la Dinamica Mandibolare
Fig 2 - La visione intraorale evidenzia la mancanza degli incisivi laterali, la mesializzazione dei canini e gli spazi interdentali eccessivi.
Effettuati così tali test, è stato possibile constatare come i parametri della paziente fossero nella norma e come, in mancanza della richiesta estetica per alterazioni cromatiche, non ci sarebbe stato alcun motivo a procedere. L’analisi dentale evidenzia una forma ovoidale con una macro e micro tessitura leggera mentre nel colore si notano le maggiori alterazioni consistenti in un’area maggiormente opaca nel terzo cervicale e nella presenza, nel terzo medio, di un’otturazione estetica in resina composita che si abrade e scurisce facilmente nel tempo. Detta analisi richiede in genere ben più parametri da valutare quali:
• Proporzioni tra elementi dentali
• Inclinazioni assiali
• Posizione degli elementi dentali
• Aree di contatto interdentali e angoli interincisali

Nel caso preso in esame però tutti questi fattori risultano generalmente nella norma. Analizzati infine i rapporti occlusali e gli aspetti funzionali si è potuto misurare un Overbite di 5mm ed un Overjet di 1,5 mm ed una relazione interarcata statica.
SEQUENZA DI PREPARAZIONE

Terminata questa fase introduttiva e diagnostica, il dottor Fradeani ha proseguito con la fase della preparazione degli elementi da trattare secondo i seguenti passaggi:

• Apertura dello spazio interprossimale con una fresa a lama di coltello cercando di rimanere iuxtagengivali
• Preparazione della porzione distale una volta posizionata una matrice di acetato a protezione degli elementi adiacenti
• Riduzione incisale di 1,5 mm con preparazione netta
• Rifinitura della zona disto incisale con l‘inserzione della fresa orizzontale per nascondere il margine
disto-cervicale, altrimenti visibile nel sorriso
• Il controllo degli spessori necessari viene effettuato con delle mascherine in silicone preconfezionate sulla base della ceratura diagnostica, rappresentando quindi un perfetto elemento di controllo della preparazione
• Inserimento del primo filo 0.3 non impregnato che avrà la funzione di retrarre il margine gengivale, utile sia nella fase di rifinitura che nell’impronta
• Si procede infine con la ripreparazione del margine fino al nuovo livello gengivale che risulta più apicale, grazie all’azione del filo 0.3, e che risulterà sottogengivale una volta finalizzato il caso.
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