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52° dietro le quinte del Congresso
PENSANDO GIÀ AL DOMANI
a colloquio con Mario Iorio
Segretario degli Amici di Brugg

Mentre sfoglierete questo numero di “Odontoiatria” il 52° Congresso degli Amici di Brugg sarà in pieno svolgimento: a maggio l’uscita della rivista è sincronizzata con l’”apertura del sipario” di Rimini come fosse il nostro biglietto da visita, il saluto benaugurante dell’associazione ai partecipanti. Esaurita ampiamente nei mesi scorsi la presentazione del nostro grande evento, vogliamo condurvi ora là dove abitualmente è difficile
l’accesso, vale a dire dietro le quinte del Congresso, della sua organizzazione, delle scelte scientifiche e politiche che ne determinano (ci auguriamo) il successo. Non solo: cercheremo di allungare lo sguardo al futuro delle prossime edizioni perché carne al fuoco ce n’è molta e a questo punto le anticipazioni diventano d’obbligo.

Le ore cruciali

E dunque: come si costruisce un Congresso dal nulla? Parto dal fondo, cioè dalle ore immediatamente precedenti l’evento, precisamente dalla sera del mercoledì a ridosso della giornata inaugurale. In quell’occasione il Consiglio si riunisce per fare il punto della situazione o – per meglio dire – “per sincronizzare gli orologi”. Accade cioè che il segretario informi degli eventuali intoppi organizzativi dell’ultimo minuto e che i consiglieri relazionino a loro volta segretario e presidente di problemi (altrettanto eventuali) sorti attorno al coordinamento dei relatori e delle relazioni: in modo che tutti sappiano tutto.

Poi, a congresso appena avvenuto, intorno alle 10 della domenica mattina, ci troviamo di nuovo per un Consiglio di consuntivo, per valutare ciò che è andato bene e quello che è andato male, ovviamente allo scopo di essere pronti già alla successiva edizione con le opportune modifiche. È un metodo di confronto “a caldo” – di stampo vagamente psicanalitico – che funziona benissimo, come l’esperienza ha dimostrato.

Torna il corso in Comune

Il ritrovo collettivo è quindi per i primi di luglio quando in una full immersion di due giorni programmiamo tutte le attività associative, che oggi sono diverse e diversificate. In via prioritaria – com’è naturale che sia - ci occupiamo del programma del Congresso prossimo venturo e ne incominciamo a parlare con i membri della Commissione culturale. Prerogativa del Consiglio è fornire le indicazioni sul tema generale del dibattito per quanto riguarda il programma sia degli odontoiatri, sia degli odontotecnici e di assistenti e igienisti. Le Commissioni traducono poi sul piano operativo le linee-guida così impostate. E lo fanno in piena autonomia. Lavorano separatamente l’una dall’altra, ma in maniera coordinata quantomeno per l’organizzazione del programma del sabato, che è in seduta comune.

Perché ho usato quell’avverbio “quantomeno”? Perché neanche molto tempo fa in comune vi era pure il giovedì: il tradizionale Corso gratuito era scelto, svolto e seguito congiuntamente da odontoiatri e odontotecnici. Ed è proprio lì, al Corso comune monotematico per le due componenti, che si vorrebbe tornare, già per la prossima edizione. Questa è la prima novità del 53° Congresso che voglio anticipare.

Tanta estetica nel futuro aggiornamento

A fine settembre si arriva poi alla definizione del programma, che viene approvato dal Consiglio normalmente a metà ottobre. È ancora un programma preliminare, ma viene subito distribuito nelle più diverse occasioni di incontro sino alla fine di gennaio. Per allora sono finalmente arrivate le conferme dei relatori, abbiamo i titoli definitivi, le cose si sono assestate ed ecco che possiamo stampare la versione definitiva del programma.
Vengo alla seconda novità. È nostra intenzione (soprattutto del presidente Fabio Toffenetti, che ha sempre spinto in questa direzione) iniziare con quest’anno una consuetudine di amicizia, di trasparenza e, consentitemelo, di efficienza: l’annuncio pubblico – dalla tribuna di Rimini - del tema del Congresso che verrà, se non addirittura di una prima impostazione del programma. E, se tutto “girerà” per il verso giusto, forse e persino dando un’indicazione di massima anche sulle possibili relazioni.

Vorremmo comunque che il tema del 2010 fosse armonizzato con il futuro programma triennale dei Corsi satellitari. I quali dovrebbero vertere sull’estetica, beninteso non in senso cosmetico, ma nella sua globalità, ossia il trattamento dei tessuti e i restauri in funzione dell’armonia delle sembianze. Non un argomento monotematico, dunque, ma un tema generale da sviluppare in tutte le sue sfaccettature e da tutte le angolazioni specialistiche. L’obiettivo è fare in modo che ci sia un’interazione, un rapporto molto stretto fra Congresso, Corsi satellitari e la neonata e-FAD, di cui si parlerà molto in aula (e più avanti su questa stessa rivista). Mi sembra ormai evidente quanto noi crediamo nell’aggiornamento a distanza. Il fatto che nel nostro programma, in un contesto tradizionale come quello della didattica frontale congressuale, sia sempre prevista una diretta televisiva dal satellite non è un mero espediente promozionale; ma la prova di quanta fiducia riponiamo in questo mezzo formativo ed estrememente innovativo. Diciamola tutta: noi siamo i primi e gli unici in Italia che stanno facendo una vera formazione a distanza per i propri associati.

La macchina operativa

E poi c’è chi lavora... Scherziamo naturalmente, ma certo dal punto di vista strettamente operativo la macchina di Rimini è parecchio complessa. Nell’organizzazione sul campo sono coinvolti la nostra segreteria, il segretario, il tesoriere, nonché Adria Point, la società specializzata che si occupa della realizzazione delle strutture indispensabili per lo svolgimento del Congresso, come dell’iniziativa delle iscrizioni on line ove ha fatto un ottimo lavoro. Il sistema funziona molto bene, tanto bene che non è prevista alcun’altra modalità di iscrizione, se non quella diretta al banco della segreteria nelle giornate congressuali. Insomma la vecchia modulistica è andata definitivamente in pensione.

Quest’anno possiamo contare per la prima volta su una sala enorme e bellissima, può contenere più di 2000 persone. Ancora nel maggio scorso si doveva ricorrere al montaggio di una struttura innalzata come un meccano con tubi Innocenti, dalla capienza “teorica” di 1300 posti. Le file di sedie erano molto vicine le une alle altre per cui, se si voleva raggiungere un posto libero, bisognava far alzare tutti. Che non è un guaio da poco, soprattutto a luci spente. E il giovedì tante persone erano in piedi, come anche il sabato per la seduta comune. Oggi non accadrà più, ognuno avrà il suo posto a sedere. La nuova sala – grazie anche al sistema di oscuramento del soffitto con pannelli comandati elettricamente - offre uno sviluppo in altezza molto maggiore (il condizionamento di conseguenza è migliorato), ma anche in larghezza e profondità. Anche la visione, con l’introduzione dei megaschermi da sedici noni, è nettamente migliorata.

Rimini Fiera sede ideale
Parliamo ora della nostra collaborazione con il mondo dell’industria che è vecchia quanto la nostra stessa esistenza associativa. Parallelamente al Congresso scientifico, si sa, si svolgono diversi eventi, culturali e promozionali insieme. La grande mostra di Unidi, innanzitutto: la nuova sede di Rimini Fiera ne soddisfa pienamente i requisiti, perché con le dimensioni che ha raggiunto, e i circa 200 espositori che oggi conta, non potrebbe svolgersi in nessun altro luogo. Saremo perciò sempre legati a questi ambienti. La mostra occupa un padiglione e mezzo, gli espositori sono soddisfatti principalmente perché fruiscono di uno spazio unico e gli stand godono della medesima visibilità. In più dall’anno scorso la sala congressi è collocata in modo da completare il blocco dei due padiglioni riservati alla manifestazione.

Ne consegue che chi esce dalla sala congressi entra direttamente in fiera. In origine sembrava una posizione penalizzante, ma quando l’abbiamo sperimentata abbiamo deciso di replicarla per gli anni a venire. A me personalmente è piaciuta molto nel senso che rimarca come esposizione e congresso siano realtà complementari: chi viene al congresso viene anche alla mostra e viceversa. È migliorata anche la percorribilità degli ambienti: ora è tutto a portata... di piede. Particolare non trascurabile se consideriamo che i workshop e i corsi tecnologici occupano sale e salette che vanno raggiunte con una certa rapidità. Questi eventi sono ben 26, 21 per gli odontoiatri, 4 per gli odontotecnici e – per la prima volta – uno per gli igienisti, che mi vanto di aver voluto personalmente e fortemente. È fissato per il venerdì, nell’ambito di un incontro congiunto con gli odontoiatri. Mi auguro che in futuro possano ripetersi occasioni di questo tipo.
Se avessi la bacchetta magica...

... vorrei vedere più giovani circolare nelle nostre sale. Lo scorso anno (vedi il grafico nella pagina precedente) abbiamo fatto una rilevazione sugli ingressi e ci siamo resi conto che l’età media dei congressisti è attorno ai cinquant’anni. Decisamente alta. Perché? Difficile la risposta, comunque non unica. Senz’altro i giovani ci vedono come una vecchia associazione di dentisti generici. O forse oggi sono più attratti dai Congressi monospecialistici organizzati dalle altre Associazioni e Società scientifiche italiane. Forse il nostro programma comprende una miscellanea di relazioni che sono ancora lontane dalla loro preparazione e dunque dalla loro mentalità. Eppure più dell’80% degli studi italiani sono monoprofessionali, perciò in realtà un’associazione come la nostra si rivolge alla stragrande maggioranza dei dentisti italiani.

E quindi? C’è da pensare che i giovani non potendo ancora permettersi lo studio privato lavorino come collaboratori esterni sopperendo alla carenza di specializzazione degli studi. Da qui il loro interesse per un aggiornamento di carattere settoriale. Comunque stiano le cose, a noi farebbe piacere una maggiore affluenza di giovani ed è certo che dovremo “inventarci” qualcosa per loro. Nell’attesa, quest’anno ripetiamo la rilevazione statistica, non si sa mai...
LA FORMAZIONE
a casa propria

Rimini battezza la nuova piattaforma e-Fad di Amici di Brugg e GDS capace di fornire un aggiornamento professionale senza vincoli di tempo e di luogo.

Gli Amici di Brugg calano un nuovo asso sul tavolo dell’aggiornamento continuo, un campo di attività che è ragion d’essere dell’associazione sin dagli albori. Dopo le trasmissioni televisive da studio alle aule congressuali,
dopo i Corsi satellitari diffusi in tutta Italia nasce oggi e-Fad, ovvero la formazione a distanza “integrale”. Cioè al proprio domicilio tramite un sito Internet dedicato. La nuova piattaforma offre ai professionisti dell’odontoiatria un aggiornamento di alta qualità senza vincoli di tempo e di luogo. Direttamente dal proprio computer, infatti, i corsi e-Fad consentono di incrementare le competenze su specifiche tecniche diagnostiche e chirurgiche, ottenere crediti Ecm (sistema di accreditamento della Regione Lombardia), entrare in contatto – comodamente seduti nel proprio salotto – con autori di fama nazionale.
Il servizio è l’ennesima realizzazione di una simbiosi tecnica-umana-professionale vincente da un trentennio: il collaudatissimo know-how multimediale di GDS Communication e l’autorevolezza culturale degli Amici di Brugg.

Video e filmati di alta qualità

Di cosa stiamo parlando esattamente? In parole semplici di una formazione che per la prima volta sarà al nostro seguito, dovunque e quando ci renderemo disponibili a riceverla. E non viceversa, come è regola oggi. Per ora i contenuti riguarderanno il “meglio” dei Corsi satellitari riproposto sulla piattaforma Internet dedicata alla ricezione sul proprio PC. E dunque una formazione professionale di qualità, video di casi clinici affrontati e commentati da alcuni fra i maggiori esperti in materia, filmati che mostreranno nel dettaglio le più avanzate tecniche odontoiatriche e la loro diretta applicazione.

L’interazione? In questo caso è affidata ai moderni strumenti di comunicazione (come forum ed e-mail) che consentono ai corsisti l’approfondimento delle diverse tematiche secondo modalità e tempistiche a loro più congeniali. Mentre la nuova piattaforma viene presentata ufficialmente al 52° Congresso, “Odontoiatria” è lieta di proporne una doppia autorevolissima anticipazione da parte dei massimi artefici dell’iniziativa, il Presidente degli Amici di Brugg, Fabio Toffenetti, e l’amministratore delegato di GDS, Salvatore Bellocco.
COMUNICAZIONE NOSTRO MARCHIO DI FABBRICA
intervista a Fabio Toffenetti

Presidente, il fatto che l’iniziativa venga estesa sulla Rete, significa che la formazione a distanza così come è stata proposta da GDS e Amici di Brugg ha incontrato il favore degli associati?

Questo lo potrà dire soltanto il futuro. Io posso soltanto ricordare che in un’epoca così legata alla comunicazione è necessario anche per gli Amici di Brugg dotarsi dei più diversi sistemi di comunicazione che la
Toffenetti e Mangani presentano il programma e-Fad tecnologia offre per far giungere il proprio messaggio culturale alla pił vasta platea possibile di colleghi e per mantenere viva la propria presenza tra le tante disparate offerte culturali del momento presente.
Pensa che possa entrare in concorrenza con la Fad “in presa diretta”, ossia presso i Centri di ascolto? E addirittura che, dotata com’è di crediti Ecm, possa favorire un rinchiudersi nel proprio “particulare”, sconsigliando la partecipazione ad occasioni convegnistiche fuori dalla propria sede?

Penso che ogni forma di comunicazione abbia il suo particolare spazio e la sua funzione, oltre che la maggiore o minore facilità di fruizione, costo, opportunità sociale, eccetera. In questo momento la diffusione di messaggi culturali attraverso la rete può rendere più facile per il collega l’aggiornamento continuo o la ricerca specifica di un argomento sul quale ricercare protocolli, novità, informazione. Sul proprio computer, nel momento più adatto, egli può collegarsi alla piattaforma dove la nostra iniziativa è proposta ed eseguire la sua ricerca. Non a caso il Ministero valuta diversamente le differenti forme di aggiornamento a distanza e non consente che ad esempio si raccolgano crediti di aggiornamento solo con la lettura di articoli sulle riviste. Quindi questa proposta culturale non nega o sostituisce le altre ma semplicemente le integra.

Sistemi audiovisivi
d’avanguardia nel settore

Formazione, aggiornamento continuo, scambio culturale: questi i campi in cui gli Amici di Brugg sono sempre stati precursori abbracciando le novità tecnologiche che via via i decenni hanno proposto. Ecco di volta in volta le iniziative editoriali con le prime audiocassette, poi le prime videocassette, poi la trasmissione televisiva a circuito chiuso, quella satellitare da studio alla sala congressuale, i Corsi satellitari e infine l’e-Fad.
Dottor Toffenetti, lei tutte queste fasi le ha vissute n prima persona. Cosa c’è nel dna dell’associazione che attraverso tanti passaggi d’epoca la mantiene così viva, giovane, curiosa e all’avanguardia? Quanto ha influito la collaborazione con GDS?


Lei ha posto l’accento su quello che ormai costituisce il nostro marchio di fabbrica! Fu per primo Biaggi stesso, il nostro fondatore, a volere la novità assoluta per quei tempi della ripresa televisiva diretta durante piccoli corsi prima e durante corsi più grandi e il Congresso annuale poi. Iniziammo con la televisione in bianco e nero negli anni Settanta, trasmettendo su piccoli monitor. Dietro la prima telecamera c’era Salvatore Bellocco della GDS, e con lui e tramite lui i nostri sistemi di comunicazione audiovisiva sono sempre stati all’avanguardia del momento Per questa sua pluridecennale collaborazione e per il suo personale impegno ho voluto durante la mia presidenza insignirlo del Premio Biaggi, nostro maggiore riconoscimento a chi ha operato ed opera nei principi professionali ed etici che ispirano il nostro sodalizio.

Un rapporto diretto con il pubblico

I grafici riferiti all’età dei partecipanti al Congresso di Rimini parlano di una media anagrafica piuttosto alta (50-60 anni). Ritiene che iniziative come questa possano contribuire ad avvicinare maggiormente i giovani professionisti?

Certamente sia per la loro maggiore familiarità con il mondo digitale, che per i temi e i modi dei contenuti dell’e-Fad, pensati e calibrati proprio su quelle che pensiamo siano le loro esigenze, questa iniziativa dovrà interessare maggiormente il pubblico dei più giovani colleghi, che apprezzeranno anche il minor costo di programmi che possono essere visti a casa propria, senza le spese relative a spostamenti e permanenze fuori casa.

Dopo la fase d’avvio, se - come tutto lascia credere - la nuova iniziativa avrà successo, quale sarà lo sviluppo dell’”on line” nel vostro programma formativo?

L’e-Fad è la naturale continuazione della Fad satellitare: è destinata a continuarne la missione di aggiornamento, integrandola con contenuti scientifici teorici e filmati e immagini su argomenti monotematici di attualità. Il mondo digitale è comunque un mondo a due vie, si può trasmettere e ricevere: speriamo che tramite questa piattaforma si stabilisca quindi anche un rapporto diretto con il pubblico dei fruitori del sistema, con un dialogo che ci consenta di mantenere vivi ed attuali i contenuti scientifico culturali.
UN COMPUTER E INTERNET VELOCE LA DOTAZIONE DEL CORSISTA E-FAD
a colloquio con Salvatore Bellocco

Ci può spiegare nel particolare come funzionerà tecnicamente la e-Fad GDSAmici di Brugg?

Accedere alla piattaforma e-Fad sarà semplice: l’utente, dopo aver inserito i propri dati sul sito internet, riceverà un’e-mail a conferma della corretta registrazione. Quindi potrà accedere alla piattaforma utilizzando il “nome utente” e la “password” scelti in fase di registrazione. Da questo momento l’iscritto avrà la possibilità di entrare nella sezione dedicata ai corsi degli Amici di Brugg, consultare il programma, accedere in qualsiasi momento all’elenco dei corsi a cui è registrato e navigare all’interno della piattaforma stessa.
Tutti i corsi dell’e-Fad Amici di Brugg-GDS saranno strutturati in tre moduli didattici che affronteranno tecniche diagnostiche e chirurgiche specifiche; ogni modulo sarà poi diviso in più learning object, che permetteranno di seguire a video specifiche fasi cliniche. Tutti i corsi saranno accreditati Ecm.

Di cosa si deve dotare il corsista a casa propria? Un collegamento Internet a banda larga, un computer di ultima generazione, potrà a sua volta videoregistrare?

I dentisti interessati ai nostri corsi online non dovranno avere attrezzature sofisticate: sarà sufficiente un computer e una linea Adsl. Una volta acquistato un corso, l’utente potrà visionarlo tutte le volte che vorrà, senza vincoli e senza limiti temporali; di conseguenza non avrà bisogno di videoregistrare i filmati, perché sempre disponibili on line.

Una delle attrazioni della vostra Fad è la possibilità di interagire con i relatori, di chiedere spiegazioni e scambiarsi opinioni. Sarà possibile farlo anche dal computer di casa propria?

Con l’e-Fad ci si ripropone di sfruttare al meglio le potenzialità dell’Information and Communication Technology: ai video dei casi clinici affrontati e commentati dai massimi esperti in materia, si affiancheranno, infatti, tutti gli strumenti formativi multimediali tipici del canale Internet. Forum, chat ed e-mail agevoleranno, quindi, lo scambio di informazioni e stimoleranno il confronto all’interno di questa comunità di professionisti dell’odontoiatria.
Al centro, Salvatore Bellocco insignito del Premio Biaggi riceve i complimenti di Fabio Toffenetti e Mario Iorio    
Il via a maggio con tre corsi in estate altre sette proposte

Quando parte effettivamente l’e-Fad e cosa deve fare chi è interessato?

Dopo la presentazione ufficiale al 52° Congresso degli Amici di Brugg, saranno disponibili i primi corsi in programma; in particolare da fine maggio sarà on line il corso di “Endodonzia-Conservativa”, suddiviso in “Il trattamento endodontico del dente vitale” (Francesco De Simone), “Il ritrattamento endodontico ortogrado di un dente pluriradicolato” (Francesco De Simone) e “Restauri in composito diretti nel settore anteriore” (Lorenzo Vanini).

Dopo l’estate saranno pubblicati sulla piattaforma il corso di “Chirurgia-implantologia”, suddiviso in “La piccola chirurgia ambulatoriale” (Giancarlo Pescarmona), “L’allungamento di corona clinica” (Carlo Tinti) e “L’estetica in chirurgia implantare: sinergie tra implantologia e ortodonzia” (Tiziano Testori), e il corso di “Conservativa-Protesi”, articolato in “Protesi rimovibile: presente e futuro. Aspetti di clinica protesica e odontotecnica applicata” (Lilia Bortolotti e Guido Garotti), “La preparazione razionale dei denti pilastro” (Cesare Robello e Mario Semenza) e “Restauri diretti posteriori in composito” (Roberto Spreafico e Paolo Ferrari).
Oltre a ciò, sarà possibile visionare gratuitamente il corso promozionale “Rizotomia e chirurgia ossea resettiva: dalla diagnosi alla tecnica chirurgica”, tenuto da Alberto Fonzar. In ogni caso i professionisti dell’odontoiatria interessati all’e-Fad a breve potranno trovare ulteriori informazioni e approfondimenti sul sito
www.efad.net/amicidibrugg.

Quale sviluppo prevede per l’”on line” nel vostro programma formativo?

Il nostro obiettivo è di arricchire e far crescere sempre più questo “progetto formativo integrato”, un progetto che vorremmo fosse in grado di sfruttare al meglio le alte potenzialità di entrambi i mezzi da noi utilizzati nella formazione a distanza. Da una parte il satellite, con la forza impattante della diretta televisiva, l’alta qualità delle riprese dei casi clinici affrontati e l’interazione in tempo reale con i medici formatori. Dall’altra la piattaforma on line, che consente di osservare, esaminare e rivedere più volte le procedure diagnostiche e le tecniche chirurgiche dei filmati nonché accedere, quando e dove si vuole, a un ampio archivio informativo-culturale.
PER UN APPROCCIO SOCIALE ALLA PROFESSIONE
Al via il III Convegno della cooperazione
di Pino La Corte

Per sabato 23 maggio è programmato a Rimini Fiera nell’ambito del 52° Congresso il III Convegno di “Odontoiatria essenziale per lo sviluppo della salute orale nel mondo”, promosso dalle maggiori associazioni di cooperazione e volontariato odontoiatrico con il contributo determinante degli Amici di Brugg e la sponsorizzazione economica dell’Ultradent. Il convegno gratuito, giunto alla terza edizione, vuole sensibilizzare i
Il dottor La Corte sul podio del Convegno dello scorso anno. partecipanti ad un approccio sociale alla professione non dimenticando le ampie fasce di popolazione in Italia e nel mondo oggi escluse da un’assistenza odontoiatrica appropriata.
Un’odontoiatria esclusivamente basata sull’evidence based dentistry finisce per concentrarsi sul problema tecnico trascurando il fatto che quello odontoiatrico non è altro che una parte del problema che il paziente porta alla nostra attenzione. Quest’anno il programma e gli oratori sono d’eccellenza. Il professor Giuseppe Costa, ordinario di Igiene del Dipartimento di salute pubblica all’Università di Torino, chiarirà con dati epidemiologici alla mano cosa si intende per diseguaglianze della salute. La professoressa Laura Strohmenger definirà i determinanti non solo organici che concorrono allo stato di salute e il professor Giorgio Vogel parlerà dell’odontoiatria fra scienza, tecnologia e valori umani (ne pubblichiamo la presentazione qui di seguito).

Assistenza domiciliare un'utopia?

Nel corso dei lavori verrà commemorata la collega Cristina Gobbi, odontoiatra di grande impegno professionale e civile, deceduta improvvisamente nel mese di marzo. Cristina sarebbe dovuta essere qui con noi a Rimini, relazionandoci su Aids e salute orale nei Paesi in via di sviluppo. L’argomento sarà sviluppato dal dottor Saverio Tarchi. Il dottor Luca Solimei tratterà l’argomento dell’odontoiatria minimale capace di semplificare il problema dentale riducendo l’impatto economico a carico dei pazienti.

Nel pomeriggio il Convegno si occupa di odontoiatria domiciliare, ossia del bisogno espresso da quella parte della popolazione, in genere anziana, non più capace di uscire di casa, le possibilità d’assistenza offerte dal servizio nazionale e il diritto all’assistenza specialistica odontoiatrica domiciliare disattesa ai più, per disinteresse della professione e mancanza di risorse adeguate. Gli odontoiatri Caterina Perra, Laura Mostardini e Andrea Tori operatori delle ASL 9 Grosseto e ASL 10 Firenze racconteranno la situazione attuale. Seguirà una tavola rotonda condotta dalla professoressa Strohmenger su “Un’odontoiatria domiciliare possibile”.
FRA SCIENZA, TECNICA E UMANITÀ
La presentazione di Giorgio Vogel

Da circa 10 anni le società scientifiche italiane hanno con forza invitato i propri soci a seguire le indicazioni dell’evidence based dentistry, dell’odontoiatria basata sulle evidenze scientifiche. Giustamente perché non vi è, infatti, alcun dubbio che perché i comportamenti medici ed odontoiatrici siano appropriati debbano, in primo luogo, essere efficaci. Occorre, tuttavia, non dimenticare che l’essere medici è cosa differente dall’essere adoratori della tecnica.
Come dice Giorgio Cosmacini “La medicina non è scienza. È molto di più”. Si deve evitare di inseguire il mito della massima efficacia possibile, che in realtà, almeno in odontoiatria, si traduce molto spesso in un overtreatment assolutamente ingiustificato. La ricerca della massima efficacia possibile deve essere messa in discussione.

Un conto è operare le proprie scelte all’interno di metodi e tecniche efficaci ed altro è perseguire in modo ossessivo quello che, in altri campi della medicina, viene chiamato accanimento terapeutico. È certo che un’odontoiatria esclusivamente basata sull’efficacia finisce per concentrarsi sul problema tecnico trascurando il fatto che il problema odontoiatrico non è altro che una parte del problema che il paziente porta alla nostra attenzione. La possibilità di curarsi e di guarire non è esclusivamente legata alla scienza ed alla tecnica ma anche, soprattutto, a molti altri fattori, sociali, economici e politici, che condizionano grandemente i risultati dell’azione medica.

Ciò è drammaticamente vero in gran parte del mondo ma non è meno vero anche nei paesi occidentali ed in particolare nel nostro. Dobbiamo chiederci: la popolazione del nostro Paese può avere, in generale, risposte ai suoi bisogni di assistenza odontoiatrica? Esiste un minimo di equità nella distribuzione delle risorse economiche a disposizione per le cure odontoiatriche, in particolare in una società che si trova di fronte ad un’esplosione dell’offerta tecnicoscientifica e, contemporaneamente, ad un cambiamento nella composizione della popolazione e ad una diminuzione o assenza delle risorse impiegabili per la promozione o per la cura della salute? La risposta è ovviamente: no.

Il Terzo Mondo a casa nostra

In particolare gli anziani, ed in genere le persone non autosufficienti non riescono, se non raramente, a risolvere i loro problemi odontoiatrici. Molti gruppi di popolazione non possono accedere alle cure odontoiatriche a causa di innumerevoli barriere (economiche, sociali e culturali). Abbiamo, quindi, il terzo e quarto mondo in casa. Questo terzo Congresso promosso dalle associazioni che si occupano di odontoiatria essenziale affronterà alcuni di questi problemi. Dalla comprensione delle principali cause delle diseguaglianze ai fattori che condizionano lo stato di salute, alla semplificazione dei metodi e delle tecniche senza riduzione dell’efficacia, fino al drammatico problema dell’assistenza domiciliare. L’assistenza medica domiciliare è diventata sempre più rara e difficile da ottenere. L’assistenza odontoiatrica domiciliare è invece del tutto assente.

Anziani e persone non autosufficienti, affette da infezioni d’origine odontogena, con gravi decubiti da protesi, con protesi prive di un’adeguata ritenzione che impediscono una sufficiente funzionalità ed aggravano una già precaria qualità del vivere, con lesioni delle mucose che necessitano di una diagnosi e di una terapia, restano senza risposta ai loro problemi. L’importanza di questo tema e la oggettiva complessità e difficoltà di fornire risposte operative giustifica che su di esso sia stata organizzata una tavola rotonda con l’obbiettivo che la discussione fra operatori sanitari con esperienze diverse possa portare a formulare ipotesi operative realisticamente implementabili. Sono certo che l’atmosfera di profonda empatia umana presente in tutti i Congressi degli Amici di Brugg favorirà anche questa volta uno scambio importante d’informazioni ed anche l’elaborazione di programmi operativi compatibili con la situazione istituzionale.

La Rivista di Odontoiatria