| Editoriale di Fabio Toffenetti | ||
| Dialogo sull'etica Responsabilità è anche “sentire” i problemi del malato. Ne parlano il Presidente e Giovan Paolo Pini Prato. Nell’intento di offrire al nostro numeroso pubblico di Rimini non solo i suggerimenti clinico pratici riguardanti le cure migliori e più aggiornate da prestare ai nostri pazienti, ma anche argomenti che si prestino a serie riflessioni sulla nostra vita professionale, abbiamo quest’anno deciso di dedicare una giornata molto esauriente e articolata sul problema della responsabilità professionale. Il tema ci è stato proposto dal professor Pini Prato, da lungo tempo apprezzato relatore dei congressi di Brugg, che fungerà anche da coordinatore delle diverse relazioni. Gli abbiamo posto al riguardo alcune domande, che esponiamo in forma di editoriale, visto anche l’interesse per l’argomento mostrato dai colleghi dopo la lettura del programma provvisorio del Congresso già distribuito da qualche mese. Fabio Toffenetti – Ti ringrazio ancora per aver proposto un argomento che sta suscitando interesse ancora prima di essere stato esposto. Puoi dirci che cosa intendi per responsabilità professionale? Giovan Paolo Pini Prato – Penso che responsabilità significhi anzitutto essere in grado di “rispondere” del proprio operato: alle leggi, al prossimo e a se stessi. Nel contratto che si stabilisce fra medico e paziente, il medico si assume una “responsabilità” sulla proposta e sull’applicazione di atti terapeutici volti a migliorare lo stato di salute del paziente. In campo medico, “professionale” significa anche sentire i problemi del malato e cercare di risolverli come fossero i propri. Toffenetti – Qual è la responsabilità in odontoiatria? Pini Prato – La responsabilità non è un concetto. astratto, è un fatto rilevante e reale nella moderna odontoiatria, che per conoscenze scientifiche, tecnologie e tecniche operative è diventata una branca molto importante della medicina. Parallelamente al miglioramento e all’aumento delle possibilità terapeutiche sono aumentate le aspettative e le richieste dei pazienti – non ultime quelle estetiche – e quindi anche la litigiosità in caso di insoddisfazione per il risultato ottenuto. Di conseguenza è aumentato per il professionista il grado di responsabilità, che in caso di contenzioso riveste aspetti medico-legali, assicurativi e soprattutto giuridici. Questi aspetti, trattati da esperti, formeranno una parte importante della giornata che insieme abbiamo progettato. Toffenetti – Perché hai voluto proporre questo tema agli Amici di Brugg? Pini Prato – Gli Amici di Brugg da sempre si sono occupati dell’aggiornamento professionale di dentisti, odontotecnici, igienisti ed assistenti alla poltrona. Sono quindi una platea ampia e rappresentativa coinvolta quotidianamente nei vari campi del dentale che deve conoscere le proprie responsabilità in un’attività sempre più medica, più sofisticata e più attenta nella salvaguardia del suo operato e nella tutela dei diritti del paziente. Poiché gli Amici di Brugg comprendono tutti gli attori di uno studio professionale, mi sono sembrati la platea più adatta a cui ricordare che la responsabilità non è unicamente del dentista ma di tutto il team odontoiatrico, non solo negli atti e nelle procedure più complesse, ma soprattutto nelle attività routinarie. Toffenetti – Quali sono le regole per assumersi una corretta responsabilità professionale in uno studio dentistico? Pini Prato – A parte quella legata al decoro dello studio e al rispetto delle norme di igiene e di sterilità, la vera responsabilità del dentista è formulare una corretta diagnosi dopo aver raccolto attentamente tutte le informazioni anamnestiche del paziente utili ad identificare malattie in corso, fattori di rischio, allergie ecc… Solo dopo un’accurata diagnosi si può impostare un adeguato piano di trattamento. Purtroppo molti dentisti non fanno diagnosi - forse ritenendola inutile - e passano subito al trattamento. Oggi ciò non è più accettabile nella moderna odontoiatria; la mancanza di una corretta e documentata diagnosi è un atto irresponsabile ed è una fortissima aggravante di fronte ad un giudice in caso di controversia legale. Inoltre in tema di terapia la moderna odontoiatria si è allineata alla medicina seguendo i concetti dell’Evidence Based Medicine e cioè un trattamento deve essere basato sulle prove scientifiche riconosciute e non sulle opinioni personali. Da qui l’obbligo di un aggiornamento continuo e l’attenzione di evitare tecniche ed interventi che non abbiano supporti scientifici validi. Ne viene di conseguenza che è obbligatorio, a fronte di ogni nuova proposta terapeutica, informare il paziente e richiedere il suo consenso scritto informato come è previsto dal Codice Deontologico della Federazione Italiana dei Medici e degli Odontoiatri. Toffenetti – Cosa consigliare quindi agli odontoiatri? Pini Prato – Penso che debba instaurarsi un rapporto chiaro, trasparente, etico con il paziente non solo nelle prestazioni più semplici ma soprattutto in quelle più complesse dove la responsabilità coinvolge tutto il team odontoiatrico. La diagnosi è fondamentale e deve essere attenta ed anche retribuita; la terapia non deve essere eseguita su informazioni spesso solo commerciali, ma basate su una solida validità scientifica. La terapia deve inoltre essere affrontata per quel determinato paziente tenendo conto delle sue condizioni fisiche, psichiche e soprattutto economiche. Attenzione infine ad assumersi responsabilità non ben discusse prima con il paziente quando si trattino problematiche di alto contenuto estetico. Toffenetti – Grazie carissimo Giampi anche di quest’ultima importante risposta, che mi riporta al ricordo dello scomparso amico Ivano Casartelli a cui idealmente dedichiamo questa giornata, pensando a come egli abbia ispirato la sua intera attività professionale a motivazioni etiche e deontologiche profondamente sentite. Questo sarebbe sicuramente il migliore comportamento ed il sistema più sicuro di evitare contenzioso nella professione. Fabio Toffenetti Presidente degli Amici di Brugg | ||
