| Adattamenti | ||
| implantologia | ||
| a cura di Alessandro Canton | ||
| IMPIANTI E TESSUTI MARGINALI Filiz Aykent et al Int. J. Periodontics Restorative Dent. 2007 27 358-367 |
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| Ormai da oltre trenta anni gli impianti endossei sono una valida alternativa per sostituire i denti mancanti, mentre prima vi erano solo o protesi fisse o rimovibili. Talora gli impianti hanno qualche insuccesso dovuto a fattori tecnici o microbici o ad entrambi. L’insuccesso si valuta clinicamente come infiammazione dei tessuti molli, sanguinamento al sondaggio, dolore, profondità del sondaggio, evidenza radiografica. La perimplantite è • formazione di tasche profonde attorno agli impianti • infiammazione della mucosa perimplantare • aumento del riassorbimento osseo. Per diminuire il riassorbimento dell’osso si usa sovente il plasma spray di titanio che alterando la superficie degli impianti conferisce un maggiore ancoraggio. Le complicanze dell’osteointegrazione nelle protesi fisse sono: • frattura dell’impianto • frattura o allentamento della vite moncone • frattura o allentamento della vite occlusale • fallimento del cemento Nelle overdenture le complicanze sono: • nella base della protesi, • nel giunto di ritenzione della clip o della barra di Dolder. Scopo del lavoro Esaminare le mutazioni cliniche dei tessuti marginali perimplantari. Materiali e metodo Furono esaminati 106 impianti osteointegrati, eseguiti dal 1990 al 2002 nel Reparto di Protesi della Clinica Odontoiatrica dell’Università di Selcuk di Konya in Turchia: 42 impianti nel mascellare (20 Calcitek e 22 Straumann) e 64 nella mandibola (34 Calcitek e 30 Straumann). La valutazione avveniva tramite: l’indice di sanguinamento, l’indice di placca, l’indice gengivale, l’indice di mucosa cheratinizzata, la profondità del sondaggio. Risultati e conclusione Pur tenendo conto dei limiti di questo studio retrospettivo gli AA trassero le conclusioni che elenchiamo. 1. L’analisi rivelò una sopravvivenza cumulativa a 12 anni del 95,2 per cento, e una percentuale di successo del 90,2 per cento. Gli impianti a vite cava del 100 per cento di successo, gli impianti a vite piena del 94,5 per cento, gli impianti a cilindro cavo dell’83,9 per cento. 2. Gli impianti del mascellare superiore avevano tasche più profonde rispetto a quelle mandibolari. 3. La profondità dei solchi e l’indice di sanguinamento degli impianti dei fumatori erano peggiori in modo statisticamente significativo di quelli dei non fumatori. 4. Gli impianti per le overdenture avevano i tessuti perimplantari più infiammati di quelli delle protesi fisse. 5. La complicanza più frequente nelle protesi fisse fu l’allentamento delle viti occlusali (15 per cento); nelle overdenture fu l’usura dei denti in resina (50 per cento) e la frattura della protesi (50 per cento), frattura della clip (25 per cento). |
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| L’ARCATA ACCORCIATA E. Karduner, B. Soderfeldt, M. Kronstrom, K. Nilner Int. J. Prosthodont 2006; 19 ; 171-176 Scopo del lavoro è valutare il parere dei dentisti svedesi liberi professionisti e dei dentisti dell’ambiente sanitario pubblico nei confronti dell’arcata dentaria accorciata (SDA) Funzione, estetica e confort sono nella pianificazione della terapia dei pazienti totalmente o parzialmente edentuli. Sempre tenendo conto delle necessità soggettive, sovente si resta condizionati dalla situazione economica ma anche dallo stato di salute. Obbiettivi terapeutici limitati di fronte a requisiti orali del paziente furono affrontati: tra questi il concetto della arcata dentaria accorciata (SDA) riferito a soggetti anziani e a rischio di carie e di parodontite. Il progetto limita l’intervento alle parti strategiche: le regioni anteriori e dei premolari. È stato dimostrato in diversi studi che sono sufficienti dieci coppie di denti in occlusione per avere un confort e una funzione accettabili. Materiale e metodo Furono inviati dei questionari ad un campione casuale di 200 dentisti messi a confronto i dati dei dentisti liberi professionisti e i dentisti impiegati nel servizio pubblico. Le opinioni riguardo alla arcata accorciata sono discordi, alcuni AA affermano che per i pazienti anziani è semplificata la pulizia, mantenendo un buon aspetto estetico e una funzione buona. Altri fanno notare che la mancanza di molari facilita i disturbi dell’ATM, la migrazione dei denti, l’usura dei denti anteriori. Risultati e discussione In generale i dentisti svedesi hanno un atteggiamento positivo nei confronti della protesi accorciata rispetto alla funzione orale e al confort. Giudicano che ci sono pochi rischi per l’ATM anche se mancano i molari. Anche il giudizio dei pazienti nei confronti della protesi accorciata è stato favorevole. Conclusione I dentisti generici liberi professionisti svedesi hanno una opinione positiva nei confronti della arcata dentale accorciata. I dentisti impiegati nel servizio pubblico ritenevano che ci fossero minori vantaggi nell’uso della protesi accorciata, rispetto al rischio del trattamento eccessivo, maggiore risparmio economico, aumentata possibilità dei pazienti di conservare i loro denti fino alla vecchiaia. |
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