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Fibre rinforzate in composito |
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utilizzo clinico con tecnica diretta |
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di Gianfranco Aiello* e Gerardo Cafaro**
* Professore di odontoiatria estetica presso l’Università di Padova e Presidente dell’Accademia di Estetica Dentale Italiana
** Consigliere responsabile scientifico dell’Accademia di Estetica Dentale Italiana e libero professionista in Campagna (SA) |
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CASO CLINICO - 2
Il caso presentato di seguito riguarda l’uso delle FRC come struttura di sostegno sostitutiva dell’elemento 31 gravemente compromesso da elevata mobilità. Estratto l’elemento e suturata la mucosa, si è riutilizzato lo stesso, dopo aver eseguito una rizectomia, come riabilitazione estetica e funzionale. Nella stessa seduta, si prova l’elemento estratto per identificarne l’esatto posizionamento e si crea l’alloggio palatale per la fibra sugli elementi ancora in sede. Posizionata la diga di gomma ed isolato il campo operatorio si prova la FRC, e dopo le comuni applicazioni di mordenzante, primer e bonding, si blocca la fibra con tutti gli elementi mediante uso di composito fluido. Le suture vengono rimosse solo dopo l’avvenuta guarigione del sito. (Figg. 10-19) |
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Fig 10 - Caso iniziale dell’elemento 31 gravemente compromesso. |
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Fig 11 - Visione del sito operatorio dopo estrazione e sutura. |
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Fig 12 - Visione palatale del sito e della cavità per l’alloggio della fibra. |
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Fig 13 - Prova dell’elemento rizectomizzato con la porzione radicolare che guarda la gengiva preparata ad uovo e finita in materiale composito perfettamente lucidato. |
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Fig 14 - Prova della fibra. |
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Fig 15 - Particolare dell’apposizione della fibra e dell’elemento. |
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Fig 16 - Restauro ultimato dopo rimozione della diga di gomma. |
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Fig 17 - Particolare del restauro ad una settimana di distanza dopo rimozione della sutura. |
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Fig 18 - Visione palatale. |
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Fig 19 - Visione ultima del lavoro. |
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CASO CLINICO - 3
L’ultimo caso presentato riguarda la sostituzione di uno splintaggio eseguito con un filo metallico. Come è facile notare il filo non si ingloba al meglio non avendo particolare affinità con il composito e nelle zone di passaggio da un dente all’altro risulta scoperto. Il filo metallico, preventivamente passivizzato, veniva da noi usato negli splintaggi parodontali fino a 15 anni fa. (Figg. 20-22) |
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Fig 20 - Visione preoperatoria dello splintaggio eseguito con filo di metallo. |
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Fig 21 - Splintaggio eseguito con fibra dopo rimozione di quello metallico. |
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Fig 22 - Splintaggio dopo rimozione della diga di gomma. |
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CONSIDERAZIONI CLINICHE
Le fibre attualmente commercializzate hanno la caratteristica di essere particolarmente trattabili e malleabili, ma una volta polimerizzate divengono particolarmente resistenti conservando la forma che è stata loro attribuita. Questa proprietà è di straordinaria importanza perché restando assolutamente passive, cioè non avendo memoria elastica che può creare tensioni o peggio dislocazione, non sviluppano forze ortodontiche sugli 226 elementi dentari collegati. Tra le FRC in questi anni, dopo alcune prove con altre fibre, abbiamo selezionato esclusivamente la fibra polietilene non pre-impregnata, intrecciata a linoline. La nostra esperienza clinica con queste fibre ci consente di avere un follow-up a 15 anni, e pertanto di consigliare alcuni accorgimenti da adoperare per una maggiore durata dell’intervento clinico eseguito:
1. Necessità di controlli semestrali
2. Piccoli e rari interventi di manutenzione qualora se ne presenti la necessità
3. Controlli parodontali periodici (scaling trimestrali o semestrali, sondaggio ed Rx trimestrali).
In conclusione, anni di utilizzo delle FRC (fiber-reinforced- composite) nello splintaggio e nella sostituzione di 1 o 2 elementi dentari mancanti (soprattutto anteriori e prevalentemente inferiori, segnatamente incisivi), possono farci affermare che l’uso delle fibre ad alta tecnologia ha, in parte, rivoluzionato l’odontoiatria. |
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BIBLIOGRAFIA
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