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Quindici anni di lotta al disagio sociale
  a colloquio con Giancarlo Vecchiati
a cura di Guido Peggion
Pace, solidarietà, salute e sviluppo. Niente male come scelta di vita. COI-Cooperazione Odontoiatrica Internazionale ne ha fatto negli anni (quindici per la precisione) il proprio orizzonte tendenziale, aprendosene uno “scorcio” alla volta. Tanto che oggi quelle quattro parole che introducono al sito web della Cooperazione appaiono più il consuntivo di un impegno piuttosto che la missione iniziale. Oggi COI è presieduta dalla dottoressa Jennifer Sardo Infirri, figura carismatica dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (per ventisette anni ha svolto un ruolo di rilievo nell’unità odontoiatrica a Ginevra).

“Per noi – ci dice il dottor Giancarlo Vecchiati, fondatore e storica guida dell’organismo - è motivo di grande soddisfazione il fatto che la dottoressa Infirri abbia scelto di lavorare con la Cooperazione e addirittura di presiederla. È la dimostrazione che le nostre scelte fatte con un po’ di sofferenza si sono dimostrate giuste”.
Oggi la sede di COI è in via Nizza 230, più precisamente al Lingotto, nei locali messi a disposizione dalla Dental School dell’Università di Torino, con la quale si è convenzionata sin dal 2001. Attualmente in COI convivono tre filoni operativi: innanzitutto quello delle attività di Cooperazione Internazionale nei PVS con progetti di sviluppo, di emergenza e di ricostruzione post bellica, poi il Centro Europeo di Formazione (Ecitoh) e infine l’Odontoiatria Sociale con l’Osservatorio della salute orale delle comunità svantaggiate.

L’European Center for Intercultural Training in Oral Health, diretto dallo stesso dottor Vecchiati, ha lo scopo di formare operatori dei PVS e volontari e di svolgere attività di ricerca nell’ambito della salute orale. Negli stessi ambienti si svolge un Master universitario biennale (60 crediti, 1500 ore di impegno) su “Sviluppo della salute del cavo orale nelle comunità svantaggiate e nei Paesi in via di sviluppo”.

Per ciò che riguarda l’Odontoiatria sociale COI partecipa come socio fondatore insieme alla Caritas e al Centro di Collaborazione dell’OMS di Milano all’attività del Gruppo Italiano per l’accesso alle cure odontoiatriche (Giaco), ed è impegnato nel monitoraggio epidemiologico, nella progettazione e nella realizzazione di interventi a favore delle comunità svantaggiate (soprattutto anziani) svolgendo una preziosa funzione di sensibilizzazione e di indirizzo nei confronti delle istituzioni.
  La nuova sede COI al Lingotto di Torino Tabaka, scenario del primo intervento umanitario
LA SVOLTA DEL DUEMILA

Tutti questi “scorci”, che qui abbiamo appena abbozzato, non esistevano neppure all’orizzonte del sodalizio
quando esso ebbe la luce nel 1993 per la felice intuizione del dottor Vecchiati. Si sono dispiegati come evoluzione naturale “solo” attorno al 2000, ed hanno fatto di COI la bandiera di una solidarietà concreta,
moderna e matura, fatta di dedizione ma anche e soprattutto di preparazione, aggiornamento, padronanza
dei problemi e capacità di individuarne le soluzioni.

Racconta Giancarlo Vecchiati: “La storia del volontariato odontoiatrico organizzato è iniziata all’interno di Medicus Mundi, una Ong di cui ero responsabile per il settore specialistico dell’odontoiatria. Si era a metà degli anni 80 e in quell’ambito, tra le diverse attività, fu realizzato un progetto molto importante, che durò fino al 1993, in Etiopia per il ministero degli affari esteri; prevedeva la formazione di una nuova figura di operatore dentale (il dental therapist) adatta ad operare in un grande Paese con un numero assolutamente
inadeguato di dentisti, con poche risorse economiche e materiali, oltre alla realizzazione di una grande “dental clinic” all’interno dell’ ospedale Yekatit di Addis Abeba.

Dalle esperienze di quegli anni nacque in me la consapevolezza che i problemi di salute orale dei Paesi in via di sviluppo non trovavano alcun tipo di risposta a cominciare dalle attività di cooperazione e di un volontariato odontoiatrico strutturato: erano in definitiva una realtà e nello stesso tempo un diritto negato per milioni di persone. “Insieme al gruppetto di amicidentisti creatosi all’interno della Ong, valutammo che era necessario
dare dignità e visibilità al ruolo del dentista nel campo della cooperazione e all’ impegno, misconosciuto, di volontariato di tanti singoli dentisti. E nel contempo farne un professionista sensibile anche alle tematiche della solidarietà internazionale. E come? La nostra risposta fu: attraverso un’associazione tutta nostra che potesse divenire punto di riferimento per il mondo dentale. Ecco perché è nata COI”.
GLI INTERVENTI SUL TERRITORIO

Costituito nel 2003 da COI-Cooperazione Odontoiatrica Internazionale, ed ospitato oggi nei nuovi ambienti della Dental School torinese, l’Osservatorio della salute orale delle comunità svantaggiate opera come Centro di eccellenza sul (e per il) territorio piemontese. Ha un proprio ambulatorio, nella sede del COI, per le problematiche di salute orale individuate dalle diverse realtà del volontariato sul territorio. Inoltre studia e propone alle istituzioni pubbliche e al “privato sociale” metodologie, tecnologie e procedure per dare una risposta sostenibile al bisogno di salute delle componenti più fragili della nostra società.

Un obiettivo di primaria importanza, ad esempio, è la semplificazione delle procedure operative cliniche pur mantenendo elevati gli standard di qualità. Si è iniziato con lo studio della protesi totale, i cui fruitori spesso sono anziani in condizioni socio-economiche disagiate. La procedura messa a punto riduce da 5-6 a solo due gli appuntamenti alla poltrona e prevede l’uso di materiali innovativi. Il direttore è il Professore emerito dell’Università di Torino Giulio Preti.

Il centro europeo di formazione
Insieme con l’Osservatorio, fa parte integrante del COI l’European Center for Intercultural Training in Oral Health. “Mission” dell’Ecitoh, diretto personalmente dal dottor Giancarlo Vecchiati, è la promozione attraverso la formazione e la ricerca dello sviluppo della salute orale nelle comunità svantaggiate e nei Paesi in via di sviluppo. Ha sede anch’esso nei locali del Lingotto e svolge prevalentemente attività in collaborazione con ’Università di Torino. Questa partnership istituzionale è un’assoluta novità per il campo odontoiatrico; consente agli studenti di avere un ampio e completo panorama su ciò che riguarda la salute orale nel mondo e soprattutto di apprendere come intervenire per promuovere lo sviluppo di una salute globale per tutti.

L’offerta didattica del Centro Europeo prevede master universitari, corsi di formazione sulla Cooperazione
e di perfezionamento sulla salute orale delle comunità svantaggiate. Le attività di ricerca riguardano invece le tecnologie e le metodologie adeguate e sostenibili per i Paesi in via di sviluppo, programmi per il trasferimento di competenze sulla salute orale agli operatori sanitari degli stessi Paesi, la valorizzazione dei saperi locali nella prevenzione e nella cura delle patologie orali.

Il master in volontariato
Per contrastare le molte disuguaglianze e i bisogni insoddisfatti in tema di salute orale, sia nei Paesi ricchi che in quelli in via di sviluppo, sono necessari interventi precisi, una programmazione sanitaria mirata ma anche professionisti preparati e formati a dare le risposte che la situazione richiede. Questa è la ragione per cui è stato creato un Master Universitario di 1° livello in “Sviluppo della salute del cavo orale nelle comunità svantaggiate e nei Paesi in via di sviluppo”. Il Master, unico del genere in Italia, è stato attivato per la prima volta nel 2006 in sinergia fra l’Università di Torino, l’European Center for Intercultural Training in Oral Health e Cooperazione Odontoiatrica Internazionale. Scopo ultimo è “istituire un percorso formativo validato da linee guida internazionali condivise che possa formare operatori professionalmente preparati ad inserirsi in attività lavorative o di volontariato nel campo della cooperazione internazionale, della solidarietà, del sistema pubblico e del privato-sociale in ambito odontoiatrico e non solo”.

L’iniziativa ha potuto contare sul contributo della Regione Piemonte, della Provincia di Torino, delle Fondazioni bancarie della Cassa di Risparmio di Torino e di Fossano, dell’ANDI Lombardia, e della Fondazione ANDI, oltre al patrocinio dell’AIO e della Città di Torino.

In seguito al forte interesse suscitato presso studenti ed operatori, attualmente è in fase di preparazione la 3a edizione del Master che prenderà il via nel 2009 e si avvarrà dell’utilizzo dei nuovi sistemi di e-learning. Il master si rivolge sia ai neolaureati che ai laureati anche non del settore dentale, già impegnati in questo settore lavorativo o nel volontariato, che desiderino approfondire la materia e rendere il loro impegno professionale e umanitario più adeguato alla realtà operativa di competenza.

La cerimonia di conclusione della prima edizione del Master, avvenuta il 19 settembre nell’aula magna della Dental School di via Nizza, alla presenza del Magnifico Rettore, è stata anche l’occasione per festeggiare i
quindici anni di attività del COI. Sono intervenuti il p r e s i d e n t e del sodalizio, p rofe s s o re ssa Jennifer
Atkinson Sardo infirri, e il vicepresidente nonché direttore dell’Ecitoh, dottor Giancarlo Vecchiati.
Il professor Guido Goracci, nella sua veste di direttore del Who Collaborating Center di Roma, ha tenuto una lectio magistralis su “Odontostomatologia tropicale”.
 
Studenti dell’Ecitoh Convegno ad Expodental ’99: da sin., il past President di FDI Zillen, il presidente COI Giancarlo Vecchiati, il professor Giovanni Dolci e il past President Andi, Amori  

La Rivista di Odontoiatria