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Attuali orientamenti in implantologia |
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Osteointegrata |
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a cura di Giordano Tasca
Sintesi della relazione tenuta da Amedeo Zerbinati, Matteo Chiapasco e Paolo Casentini
al 50° Congresso degli Amici di Brugg di Rimini |
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SITUAZIONI COMPLESSE
In un meeting internazionale tenutosi a Zurigo e coordinato
insieme ad altri autorevoli studiosi dal prof. Chiapasco nel 2006, si è fatto il punto sulle varie tecniche
di incremento delle strutture di supporto gravemente deficitarie per vari motivi (atrofia, malformazioni congenite, traumi, ecc.). Le tecniche disponibili
e supportate da sufficiente letteratura sono risultate essere:
1) espansione delle creste
2) elevazione del seno
3) distrazione osteogenetica
4) innesti ossei
5) GBR verticale
6) GBR orizzontale
7) osteotomia Le Fort I di avanzamento e abbassamento con innesti ossei autologhi di interposizione
Tutte sono risultate affidabili, a patto che siano impiegate
dopo un’adeguata pianificazione preoperatoria
e da parte di operatori esperti. Secondo il protocollo
dell’implantologia protesicamente guidata si prepara
su una ceratura diagnostica una mascherina con reperi
radiopachi, la quale, indossata dal paziente durante l’esecuzione di una TAC, permette di misurare
con precisione millimetrica l’entità del difetto osseo
rispetto alla posizione ideale degli impianti. In tal modo
anche la ricostruzione della porzione di mascellare
può essere pilotata protesicamente, così da consentire
l’inserimento di impianti in posizione ideale. Questa
metodica può essere applicata sia a casi con difetti
limitati (Fig. 13) che molto estesi. (Fig. 14) |
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Fig. 13 A-B-C) Esito di trauma con perdita degli incisivi superiori e del processo alveolare. D) La TAC mostra la discrepanza tra posizione ideale dei denti e processo alveolare residuo, che deve essere corretto. E-F) Ricostruzione del difetto con innesti di osso autologo prelevati dal ramo mandibolare. G) Inserimento di due impianti in posizione protesicamente guidata. H-I-L) Risultato protesico finale. |
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Fig. 14 A-B-C) Gravissima atrofia del mascellare superiore edentulo che impedisce l’inserimento di impianti. D-E-F) Ricostruzione del mascellare superiore mediante rialzo del seno bilaterale e innesti di apposizione prelevati dalla calvaria. G-H) Risultato protesico finale dopo inserimento di 8 impianti nel mascellare ricostruito. |
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SITUAZIONI ESTREME - TRAPIANTI OSSEI RIVASCOLARIZZATI
Di fronte a situazioni di deficit strutturali estremi può
non bastare più l’innesto di osso ma si deve ricorrere
a trapianti ossei rivascolarizzati. Si tratta di prelevare,
insieme a un segmento osseo, un’arteria e una vena,
che vengono collegate direttamente a corrispondenti
vasi del collo, in modo che l’osso sia nutrito immediatamente.
Sono tuttavia tecniche molto invasive, con degenze
postoperatorie prolungate che devono essere eseguite solo da chirurghi maxillo-facciali esperti e con ottima
preparazione in chirurgia microvascolare. |
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CONCLUSIONI
La riabilitazione delle edentulie parziali e totali con
protesi su impianti è una metodica ormai consolidata
e supportata da abbondante letteratura. Tuttavia
molte pubblicazioni sono anedottiche e mancano di
solide basi scientifiche. Bisogna pertanto attenersi a
protocolli suffragati da pubblicazioni su riviste “peer
reviewed” e che abbiano alcuni anni di follow-up.
Tutto il resto deve ritenersi sperimentale e deve essere
effettuato con grande cautela. |