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Adattamenti
Stomatologia
a cura di Alessandro Canton
L’AIDS E IL DENTISTA
Joel B. Epstein
www.cda-adc.ca
L’ Associazione dentistica canadese pubblica sulla rivista JCDA i risultati delle più recenti ricerche di molti studiosi
sull’AIDS. Dal 1979, anno in cui fu identificata a New York e a San Francisco, l’AIDS Acquired Immuno Deficiency Sindrome, in tutto questo tempo ha cambiato molte sue caratteristiche. Sono accresciute le conoscenze sul virus, sono aumentati i farmaci per combatterlo, sono diverse la distribuzione geografica e la tipologia dei soggetti colpiti. Anche se la scoperta della zivudina e di altri antiretrovirali e di inibitori della proteasi fu impiegata con successo nella terapia, recentemente si preferisce un cocktail di tre farmaci antiretrovirali per diminuire la carica virale e favorire la ripresa del sistema immunitario.

Si assiste oggi alla cronicizzazione della malattia, si muore molto meno e si sta imparando a convivere con l’AIDS. In Italia si è passati da 4500 decessi nel 1995 a circa duecento nel 2007. Questi risultati non giustificano l’abbassare la guardia. Purtroppo meno decessi hanno aumentato i sieropositivi, la minore attenzione alla prevenzione facilita nuove infezioni specialmente fra i giovani e le donne.

Le terapie comunque hanno effetti collaterali, possono mascherare sintomi noti e introdurne dei nuovi. Durante la prima visita il Dentista può riscontrare indizi di sieropositività. Occorre perciò che impari a riconoscerli, tenendo conto che sono molte le persone che sono sieropositive e non lo sanno. Le lesioni orali associate all’Hiv più frequenti sono evidenti sulla mucosa orale: la candidosi e la leucoplachia capelluta, le verruche associate al papilloma virus, le ulcere aftose e le lesioni prodotte dal sarcoma di Kaposi. (Le terapie specifiche sulla lesione non sono efficaci, mentre sono efficaci le terapie complessive del paziente sieropositivo). Anche l’iposalivazione deve essere valutata attentamente.

Nel caso che il soggetto sia consapevole di essere sieropositivo, il Dentista deve mettersi in contatto con il Medico curante, per conoscere le patologie associate come epatiti, allergie e problemi cardiaci. La diminuita efficienza del sistema immunitario facilita il contagio di tubercolosi e il Medico curante può segnalare se è in fase attiva.
STOMATITE DA PROTESI
Lucio Milillo e coll.

Int. J. Prostodont. 2005 vol 18 55-59
La Candida Albicans è un micete saprofita del cavo orale, che in particolari condizioni da commensale diventa patogeno. Clinicamente, all’esame obbiettivo, si presenta come lesione infiammatoria della mucosa in tre gradi:

1° - petecchie sparse su tutta la mucosa o sulla mucosa in contatto con la protesi
2° - macule eritematose senza iperplasia
3° - eritema diffuso e iperplasia papillare

Protesi incongrua, scarsa igiene sono fattori di rischio, come:
• uso della protesi ventiquattro ore su ventiquattro
• diminuita resistenza tissutale
• scarsa igiene
• allergia e reazione irritante del manufatto
• fattori sistemici (diabete, disfunzioni endocrine, alimentazione scarsa, neoplasie)
• terapie (antibiotici, contraccettivi orali)
• xerostomia
• immunosoppressori (chemioterapia, cortisonici).

Ma per fare la diagnosi occorre la conferma dell’esame al microscopio o la prova colturale. La terapia dipende da un’accurata diagnosi, dall’identificazione ed eliminazione dei fattori predisponenti e dalla prescrizione di antimicotici
topici o sistemici. Il chetoconazolo e simili sono raccomandati nelle forme croniche, però attenti perché possono essere tossici. Le recidive sono la regola dopo la somministrazione dell’antimicotico, perché la Candida forma del
biofilm altamente resistente agli antimicotici, pertanto è difficile eliminarla.
Sono in atto dei tentativi per inibire la formazione del biofilm, in alternativa alla nistatina risultata inefficace a medio e lungo termine. L’attenzione è rivolta a un preparato, a base di amorolfina al 5 per cento, usato nella terapia delle onicomicosi, causate da dermatofiti.
DENTI E BELLEZZA
Lea Hofel, Mattias Lange, Thomas Jacobsen

Int. J. Periodontics Restorative Dent 2007 27
Attualmente l’attrattiva fisica gioca un ruolo importante nell’interazione sociale così come l’autostima, l’immagine corporea e il benessere psicologico sono aspetti attraenti. Il sorriso svolge un ruolo nella valutazione globale della persona. Un aspetto dento-facciale gradevole influenza positivamente la valutazione.

Studi scientifici hanno dimostrato che l’attenzione per il viso di una persona è enfatizzata sugli occhi, sul naso e sulla bocca. Un viso medio è particolarmente attraente se alcune caratteristiche facciali sono leggermente esagerate: occhi abbastanza grandi, zigomi alti, mento sottile nelle donne. Anche l’attrattiva dei denti è stata studiata, specie nei cambiamenti minimi nella posizione e nell’angolazione, nelle proporzioni dei denti incisivi superiori. Le discromie sono importanti per le persone giovani e un colore chiaro è considerato migliore.

L’aspetto facciale enfatizza la cordialità, la popolarità, la classe sociale. Pertanto tutti vogliono essere attraenti e l’odontoiatria estetica assume un’importanza notevole. Lo studio presentato dagli Autori che operano in Germania
presso l’Institute of Psycology e Biological Psycology dell’Università di Leipsig, ha interessato novanta giovani adulti, studenti di psicologia di età compresa fra 19 e 38 anni.

Materiale e metodo
Furono usate fotografie frontali del viso e del collo. Illuminazione standard, fondale chiaro per tutti. I sorrisi dovevano essere naturali e i denti superiori visibili e privi di grosse anomalie. Niente occhiali, orecchini, piercing.
Tutti indossavano magliette bianche, capelli legati all’indietro.

Risultati
Tra le attrattive facciali gli occhi occupano il primo posto, poi nell’ordine: il naso, la bocca, il mento, i capelli, il sorriso, le orecchie. Nel fascino maschile sono influenti i denti. I denti sono nominati negativamente se tenuti opachi, otturati, non bianchi. La tendenza di moda per i prodotti sbiancanti fa sì che le persone confrontino se stesse con le illustrazioni delle riviste o con le condizioni dentali delle celebrità. Psicologicamente le promesse non realistiche della pubblicità che suggerisce successo e felicità a fronte di denti più bianchi devono essere ridimensionate. Comunque l’odontoiatria non può sostenere la tendenza a denti sempre più bianchi.

La Rivista di Odontoiatria