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Studio esplorativo sulla salute orale |
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dei ragazzi di 12 anni in Italia |
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di G. Campusac, G. Solinasb, M.G. Cagettic, A. Sennac, L. Minellid, S. Majorie, M.T. Montagnaf, D. Realig, P. Castigliab, L. Strohmengerc
a) Istituto di Clinica Odontoiatrica, Università di Sassari;
b) Istituto di Igiene e Medicina Preventiva, Università di Sassari;
c) Centro di Collaborazione OMS di Milano per l’Epidemiologia
e) l’Odontoiatria di Comunità, Università di Milano, Ospedale S. Paolo;
d) Istituto di Igiene Medicina Preventiva, Università di Perugia;
e) Università di Verona;
f) Università di Bari;
g) Università di Pisa |
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RIASSUNTO
Non sono disponibili dati recenti sulla situazione dei ragazzi italiani di 12 anni nei confronti della carie. Nel 2004 è stata promossa ed eseguita una ricerca epidemiologica denominata ‘Studio esplorativo nazionale
sulla salute orale dei ragazzi in Italia’. Questo studio descrive l’attuale stato di salute dei ragazzi italiani di 12
anni in base a sesso, area di residenza e distribuzione geografica. Da marzo 2004 ad aprile 2005 sono stati
eseguiti degli esami clinici basati sui criteri dell’OMS, comprendenti carie dentarie (carie a livello di lesione
dentinale) e Indice Parodontale di Comunità (CPI). Sette esaminatori preparati ad hoc hanno esaminato
5.342 ragazzi (2.670 maschi, 2.672 femmine). È stata riscontrata la presenza di carie dentarie nel 43,1%
(95% CI 41,8-44,4%) della popolazione oggetto dello studio. Il DMFT (Valore medio del numero di denti
permanenti cariati/otturati/avulsi per carie per soggetto) medio era di 1,09 (95% CI 0,98-1,21). Sono state
riscontrate differenze significative (p < 0,05) dei valori DT, FT e DMFT fra le varie aree geografiche.
È stata osservata
una relazione inversa fra il DMFT medio e il prodotto nazionale lordo pro capite (p < 0,001). Nel 23,8%
dei ragazzi è stato rilevato sanguinamento gengivale, mentre nel 28,7% è stato rilevato il tartaro. Sono state
riscontrate differenze significative dei valori CPI fra le varie aree geografiche per l’intero campione, sia su
soggetti maschi che su soggetti femmine (p < 0,001). Negli ultimi due decenni, il DMFT medio è sceso da
un valore superiore a 5 al suo livello attuale, dimezzandosi ogni decennio; di conseguenza, il livello di carie
dentarie registrato si è allineato a quello degli altri paesi dell’Europa Occidentale. Ciò nonostante, i valori
DMFT rimangono diversi fra ragazzi con situazioni socio-economiche diverse. |
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Negli ultimi due decenni, la prevalenza di carie
nelle popolazioni dei paesi occidentali industrializzati
è diminuita notevolmente. Numerosi
autori hanno reso noto che la prevalenza di carie
dentarie è diminuita anche nei ragazzi [WHO, 1997;
de Almeida et al., 2003; Marthaler, 2004; Bratthall,
2005; Petersen and Christensen, 2006; Pitts et al.,
2006]. I motivi di questo calo sono vari e complessi,
ma i più importanti sono l’utilizzo molto diffuso di
dentifrici a base di fluoro [Moynihan and Petersen,
2004], un atteggiamento più sensibile verso l’assunzione
di zuccheri e la consapevolezza dell’importanza
dell’igiene orale per il mantenimento della salute orale,
acquisita principalmente attraverso i mass-media,
in particolare in paesi come l’Italia in cui sono stati
definiti 110 programmi di prevenzione nelle scuole.
La diminuzione delle carie dentarie può essere attribuita anche ai cambiamenti dei criteri di diagnosi e agli sforzi di prevenzione e ricostruzione da parte dei
servizi odontoiatrici [Chen et al., 1997].
La prevalenza di carie dentarie può essere correlata
al carattere etnico, al reddito, al livello di istruzione dei
genitori, ecc. Numerosi studi [Sundby and Petersen,
2003; Jacobsson et al., 2005; Skeie et al., 2006] hanno
dimostrato una prevalenza relativamente elevata
nei ragazzi che vivono in situazioni socio-economiche
più svantaggiate.
L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS, WHO)
[WHO, 1997] suggerisce l’esecuzione di studi epidemiologici
nazionali per monitorare lo stato di salute
orale in specifiche fasce di età. I ragazzi di 12 anni
sono particolarmente importanti come gruppo target
per la valutazione del livello di carie dentarie fra ragazzi
con denti permanenti, e vengono spesso selezionati per confronti a livello internazionale. In Italia
sono stati condotti solo alcuni studi epidemiologici
su piccoli campioni di ragazzi di 12 anni [Angelillo et
al., 1998; Brambilla et al., 1999; Campus et al., 2001,
2005]. Uno studio multicentrico su un campione rappresentativo
eseguito in tre zone d’Italia ha riscontrato
un indice DMFT medio di 5,33 [Vogel et al., 1986].
Nel 1996, il primo studio nazionale aveva riscontrato
un valore DMFT di 2,12 [WHO, 1997]. Da allora non
sono stati registrati nuovi dati a livello nazionale. In
realtà, la prevalenza di carie in Italia non è nota, anche
se alcuni rapporti indicano che la prevalenza della patologia
è diminuita [Brambilla et al., 1999; Campus et
al., 2001,2005]. Nel 2003, il Centro di Collaborazione
per l’Epidemiologia e l’Odontoiatria di Comunità di
Milano ha attuato uno studio epidemiologico denominato
“Studio di ricerca nazionale sulla salute orale dei
ragazzi in Italia” in collaborazione con il Dipartimento
Italiano di Igiene e Medicina Preventiva. Lo scopo dello
studio era valutare la prevalenza di carie dentarie e
condizioni parodontali in ragazzi di 12 anni.
Il presente studio descrive lo stato attuale della salute
orale dei ragazzi italiani di 12 anni in base a sesso,
area di residenza e distribuzione geografica.
MATERIALI E METODI
Nel 2004 la popolazione italiana era di 58.462.375
abitanti (28.376.804 maschi e 30.085.571 femmine)
di cui il 14,2% di età inferiore a 15 anni. La durata
presunta di vita alla nascita era di 77,1 anni
per i maschi e 82,8 anni per le femmine. Il prodotto
interno lordo (PIL) pro capite è di euro 19.676,70.
Il rapporto tra dentisti e abitanti è di:1,124.
Il presente studio è stato realizzato come indagine
su un campione rappresentativo, dal marzo 2004 all’aprile
2005. La finalità dello studio è stata approvata
dal Comitato Etico di Ricerca dell’Università di Milano
nel mese di dicembre 2003.
È stato eseguito un
campionamento a grappolo a più stadi, considerando
le aree geografiche italiane in base alla classificazione
Istat come strati sociali: area nord-occidentale,
nord-orientale, centrale, meridionale e insulare [Istat,
2004]; nel secondo stadio, sono stati selezionati i
territori delle aree geografiche e successivamente le scuole secondarie a livello di gruppo con una selezione
proporzionale e casuale dei partecipanti.
Per ogni strato è stata calcolata una grandezza campione
in base ad una prevalenza presunta di carie dentarie (DMFT >0) di 4596, un errore standard di 0,05 e il
design effect di 2,5 [Lwanga e Lemeshow, 1991]. Per
il campione finale è stato stimato un numero totale di
circa 6.000 ragazzi italiani che frequentano la prima
classe della scuola secondaria. Questa strategia ha
fornito un campione auto-ponderante.
Il contenuto di fluoro nell’acqua di rubinetto nelle diverse
aree selezionate per lo studio variava da 0,02 a 0,4 ppm [Ministero Italiano dell’Ambiente, http://
www.minambiente.it]. Ai genitori o tutori è stato distribuito
un foglietto illustrativo che spiegava la finalità
dello studio e richiedeva la partecipazione del ragazzo.
I ragazzi sono stati accettati come partecipanti
solo con l’autorizzazione scritta dei genitori. In totale
sono stati arruolati 5.611 ragazzi, ne sono stati esaminati
5.342, di cui 2.670 maschi e 2.672 femmine;
208 ragazzi non hanno avuto l’autorizzazione scritta
dei genitori e 61 ragazzi sono stati esclusi perché
non presenti in classe al momento della visita.
I dati sono stati raccolti nelle scuole tramite esami clinici.
Sono state registrate le seguenti condizioni cliniche:
(a) è stata registrata la presenza di carie dentarie
(DMFT) con carie a livello di lesione dentinale [Pitts
and Longbottom, 1995], con l’ausilio di una specchietto
piano (Hahnenkratt, Königsback, Germany) e
di una sonda a sfera per l’Indice Parodontale di Comunità
dell’OMS (CPI (Asa-Dental, Milan, Italy) sotto
luce artificiale; (b) CPI (punteggio 0: sano; punteggio
1: sanguinamento gengivale durante il sondaggio;
punteggio 2: tartaro).
Inoltre è stato determinato un
Indice di carie significativo [Bratthall, 2000; Campus
et al., 2003]. Dato l’elevato numero di ragazzi da visitare,
sono stati previsti 7 esaminatori. Per evitare la
variabilità fra gruppi attribuibile alla variabilità interesaminatore,
ogni scuola selezionata è stata visitata
da tutti i 7 esaminatori contemporaneamente, ognuno
dei quali ha visitato i soggetti in uguale proporzione.
Prima dell’inizio dello studio, il team è stato addestrato
ed è stata valutata l’affidabilità della variabilità
inter-esaminatore; sono stati registrati specificità,
concordanza percentuale e statistiche kappa. La
concordanza percentuale variava dal 98,0 al 99,2%,
mentre le statistiche kappa da 0,92 a 0,97 [Castiglia
et al., 2007]. Il Pil pro capite è stato utilizzato come
indice del “welfare”: per ogni area è stato registrato il
Pil medio. Sono stati registrati il sesso e il background
etnico come parte dell’esame clinico. Il carattere etnico
è stato definito dal paese di nascita dei genitori. Le
persone nate in Italia e in Europa sono state considerate
un unico gruppo per via dell’analogo background
culturale.
L’area di residenza è stata anch’essa inclusa
nello studio, come indice di urbanizzazione,
ed è stata specificata sulla base della valutazione
soggettiva dei genitori dei ragazzi, in relazione all’area
di residenza dei nuclei familiari (urbani o rurali).
La frequenza delle carie è stata espressa come proporzione.
Le distribuzioni della frequenza e i valori
medi di DMFT sono stati calcolati per aree geografiche,
sesso e aree di residenza. I dati CPI sono stati
analizzati conformemente alle raccomandazioni dell’OMS
e i partecipanti sono stati classificati secondo
il punteggio CPI massimo.
Il test Wald è stato utilizzato per confrontare le stime
medie fra sessi nelle diverse aree. Il test Kruskal-Wallis è stato utilizzato per valutare le differenze fra le medie.
L’indipendenza fra le variabili categoriche è stata
valutata con un test X2. È stato preparato un modello
di regressione lineare fra il DMFT e il Pil pro capite
per ciascuna area geografica, come variabile indice
dello stato socio-economico. A livello individuale, la
relazione fra il DMFT e il tartaro, una variabile indice di
uno stato di igiene orale insufficiente, è stata valutata
con l’analisi di regressione multipla per sesso.
Le covariate del modello di regressione erano i numeri
di sestanti con tartaro e Pil medio pro capite. Il
livello di importanza era stato fissato a 0,05 per tutte
le analisi statistiche. I dati sono stati elaborati ed analizzati
con l’ausilio del software Stata 9 [Stata, 2005]. |
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RISULTATI
In generale, il 43,1% (95% CI 41,8-44,4%) dei ragazzi
presentava carie dentarie; nello specifico: il 40,5% dei maschi e il 45,6% delle femmine (p < 0,001). Le percentuali
dei soggetti privi di carie nelle diverse aree
geografiche erano: 59,7% nell’area nord-occidentale,
il 59% nell’area nord-orientale, il 57,5% nell’area centrale,
il 46,7% nell’Italia meridionale e il 60,6% nell’Italia
insulare. Una percentuale inferiore al 4% dei soggetti
aveva uno o entrambi i genitori nati fuori dall’Europa.
La Tabella 1 visualizza le valutazioni dello studio dei
valori medi e il 95% degli intervalli di confidenza dell’indice
DMF(T) per sesso e aree geografiche italiane
adattate al “design effect”. In generale, il valore medio nazionale di DMFT era 1,09 (95% CI 0,98-1,21), in
quanto passava da 0,92 (95% CI 0,68-1,15) per l’Italia
insulare a 1,50 (95% CI 1,07-1,92) nell’Italia meridionale. La componente D dell’indice di carie era dominante
ovunque. Il test Kruskal-Wallis ha mostrato
notevoli differenze fra le varie aree per l’indice DT (p =
0,003), FT (p = 0,004) e DMFT (p = 0,0001). |
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| Aree geografiche italiane
| DT (95% CI) |
FT (95% CI) |
MT (95% CI) |
MT (95% CI) |
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Nord-Occidentale
Maschi
Femmine
valore (1) p
Nord-Orientale
Maschi
Femmine
valore (1) p |
0,58 (0,42-0,75)
0,47 (0,35-0,59)
0,70 (0,47-0,92)
0,1
0,52 (0,35-0,69)
0,38 (0,28-0,49)
0,65 (0,39-0,91)
0,011 |
0,38 (0,26-0,50)
0,38 (0,24-0,53)
0,39 (0,25-0,52)
0,95
0,42 (0,29-0,56)
0,42 (0,30-0,54)
0,43 (0,25-0,61)
0,86 |
0,02 (0,01-0,03)
0,02 (0,00-0,03)
0,02 (0,01-0,04)
0,24
0,01 (0,00-0,01)
0,01 (0,00-0,02)
0,003 (0,00-0,01)
0,11 |
0,99 (0,81-1,16)
0,87 (0,73-1,01)
1,11 (0,87-1,36)
0,02
0,95 (0,84-1,06)
0,81 (0,72-0,91)
1,08 (0,87-1,30)
0,037 |
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Centrale
Maschi
Femmine
valore (1) p |
0,72 (0,55-0,89)
0,68 (0,52-0,84)
0,76 (0,57-0,95)
0,14 |
0,36 (0,26-0,45)
0,31 (0,23-0,39)
0,41 (0,29-0,52)
0,01 |
0,02 (0,02-0,03)
0,01 (0,00-0,02)
0,03 (0,02-0,05)
0,086 |
1,10 (0,88-1,32)
1,00 (0,79-1,21)
1,20 (0,95-1,45)
0,005 |
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Meridionale
Maschi
Femmine
valore (1) p |
1,13 (0,84-1,41)
1,17 (0,84-1,50)
1,08 (0,84-1,50)
0,36 |
0,35 (0,19-0,50)
0,28 (0,14-0,42)
0,42 (0,25-0,58)
0,0001 |
0,02 (0,00-0,03)
0,02 (0,00-0,04)
0,02 (0,00-0,03)
0,99 |
1,50 (1,07-1,92)
1,47 (1,02-1,92)
1,52 (1,09-1,94)
0,59 |
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Italia insulare
Maschi
Femmine
valore (1) p |
0,58 (0,47-0,70)
0,48 (0,31-0,66)
0,69 (0,51-0,88)
0,12 |
0,31 (0,16-0,45)
0,27 (0,09-0,44)
0,35 (0,21-0,49)
0,25 |
0,03 (0,01-0,05)
0,03 (0,01-0,05)
0,03 (0,00-0,07)
0,82 |
0,92 (0,68-1,15)
0,77 (0,84-1,31)
1,07 (0,84-1,31)
0,01 |
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Italia totale
Maschi
Femmine
valore (1) p |
0,71 (0,62-0,80)
0,65 (0,56-0,74)
0,77 (0,67-0,87)
0,003 |
0,36 (0,31-0,42)
0,33 (0,27-0,38)
0,40 (0,33-0,47)
0,004 |
0,02 (0,02-0,03)
0,01 (0,01-0,02)
0,03 (0,02-0,03)
0,10 |
1,09 (0,98-1,21)
0,99 (0,87-1,11)
1,20 (1,06-1,33)
0,0001 |
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| (1) Test Wald adattato |
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| Tabella 1 Criteri di classificazione della carie. |
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La Figura 1 mostra la distribuzione dell’indice DMFT
per l’intero campione; l’indice risultava positivamente
asimmetrico in tutte le aree. Il valore medio nazionale
(±DS) dell’Indice di carie significativo era del 2,99 ±
1,75 (2,76 ± 1,67 nei maschi, 3,22 ± 1,79 nelle femmine)
(p < 0,05; dati non contenuti in tabella). Non sono emerse differenze significative nei dati di carie in relazione ad aree urbane o rurali, né al carattere
etnico, anche se la presenza di carie era più alta
in ragazzi di etnia non europea (DMFT: 1,20 rispetto
a 1,0; p = 0,31) (dati non contenuti in tabella). Il Pil pro
capite era inversamente correlato in modo significativo
al valore medio di DMFT (p < 0,001) (Fig. 2).
La Tabella 2 mostra i risultati relativi alle condizioni
parodontali. Quasi un quarto dei partecipanti (23,8%) presentava sanguinamento gengivale, mentre nel
28,7% è stato rilevato il tartaro.
I punteggi CPI erano statisticamente diversi fra le varie
aree geografiche dell’Italia (p < 0,001) e fra maschi
e femmine (p < 0,001).
La Figura 3 mostra i risultati del modello di regressione
multipla: viene indicata la relazione fra il DMFT
e il numero di sestanti con tartaro in base al sesso. I
valori adattati dei valori medi di DMFT erano più alti
nelle femmine che nei maschi. |
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Fig. 1 Distribuzione della frequenza (barre) di DMFT per
campione intero (probabilità normale indicata dalla linea continua) |
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Fig. 2 Relazione tra DMPT medio e PIL pro capite |
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Fig. 3 Relazione tra DMFT e il numero di sestanti con tartaro in base al sesso, con l’ausilio del modello di regressione multipla |
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| Aree geografiche italiane
| Sano n (%) |
Sanguinamento n (%) |
Tartaro n (%) |
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Nord-Occidentale
Maschi
Femmine
Nord-Orientale
Maschi
Femmine |
473 (53,1)
239 (52,4)
234 (53,8)
377 (55,7)
167 (50,6)
210 (60,5) |
196 (22,0)
102 (22,4)
94 (21,6)
150 (22,2)
69 (20,9)
81 (23,3) |
222 (24,9)
115 (25,2)
107 (24,6)
150 (22,2)
94 (28,5)
56 (16,1) |
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Centrale
Maschi
Femmine |
1066 (45,8)
497 (43,1)
569 (48,6) |
618 (26,6)
311 (27,0)
307 (26,2) |
642 (27,6)
346 (30,0)
296 (25,3) |
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Meridionale
Maschi
Femmine |
292 (38,8)
133 (35,5)
159 (42,1) |
182 (24,2)
79 (21,1)
103 (27,3) |
279 (37,1)
163 (43,4)
116 (30,7) |
 |
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 |
Italia insulare
Maschi
Femmine |
330 (48,0)
162 (45,9)
168 (50,3) |
122 (17,8)
53 (15,0)
69 (20,7) |
235 (34,5)
163 (39,1)
97 (29,0) |
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Italia totale
Maschi
Femmine |
2538 (47,6)
1189 (44,9)
1340 (50,3) |
1268 (23,8)
614 (23,0)
654 (24,5) |
1528 (28,7)
856 (32,1)
672 (25,2) |
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Test di indipendenza (CPI e aree geografiche italiane): campione totale
x2(8) = 90,05, p < 0,001; maschi x2(8)= 65,58, p < 0,001; femmine
x2(8) = 38,14, p < 0,001. |
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| Tabella 2 Distribuzione dei ragazzi italiani di 12 anni in base al punteggio CPI massimo. |
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DISCUSSIONE
Lo scopo dell’ortodonzia preventiva è quello di pianificare
e realizzare strategie per promuovere la salute dei
denti, in particolare in ragazzi e adolescenti, di fornire
linee guida su schemi e metodi al personale odontoiatrico
e di rispondere ai cambiamenti introdotti da
questi nuovi metodi diagnostici e tipi di trattamento.
Per raggiungere tali obiettivi nella pratica occorre disporre
di dati epidemiologici sulla salute orale relativi
al paese in cui si dovrà eseguire l’ortodonzia preventiva.
Inoltre, il Sistema Sanitario Italiano è mutato negli
ultimi decenni. Il servizio dentistico principale è basato
su fornitori privati, pertanto la prevenzione dentale
è finanziata principalmente tramite pagamento diretto
da parte del paziente o, in misura minore, da parte di
assicurazioni pubbliche o private.
Ecco perché lo scopo del nostro studio era valutare
lo stato della salute orale dei dodicenni italiani. Sono
state selezionate numerose località in diverse aree
geografiche, in modo da fornire dei dati rappresentativi
dell’intera nazione. Il livello di carie dentarie registrato
nei ragazzi di 12 anni è risultato abbastanza
basso; in realtà, la presenza di carie è molto vicina al
valore fissato dall’OMS come obiettivo per il 2010 (ad es. DMFT<l).
Da un punto di vista europeo, i risultati
italiani sono paragonabili a quelli riscontrati in altri
paesi dell’Europa occidentale [WHO, 1997; Marthaler,
2004], in cui esistono servizi pubblici ben organizzati
per la salute orale per ragazzi e adolescenti [Sundby
and Petersen, 2003; Pitts et al., 2006]. Inoltre, il valore
medio di DMFT in Italia è inferiore a quello riportato
dagli autori in altri paesi europei in cui i sistemi per la
salute orale sono limitati in modo analogo [de Almedia
et al., 2003; Demertzi et al., 2006]. Tali cifre potrebbero
confermare che i servizi odontoiatrici svolgono un
ruolo limitato nella diminuzione dei livelli di carie nei
dodicenni, mentre fattori socio-economici evidenti e
l’uso diffuso di prodotti a base di fluoro sono i fattori
principali [Nadanovsky and Sheiham, 1994, 1995].
Ciononostante, sono state rilevate differenze notevoli
nei valori di DMFT fra le varie aree geografiche. In particolare, l’Italia meridionale ha registrato un DMFT
vicino al 60%, che è maggiore di quello delle due aree geografiche settentrionali. Questo tipo di patologia è
probabilmente correlato alle condizioni socio-economiche
della popolazione che vive nell’Italia meridionale,
dove il Pil pro capite è molto più basso che in
altre parti dell’Italia, ha meno possibilità di avvalersi dei servizi di prevenzione dentale e presenta di conseguenza
un livello di patologia ad elevata diffusione.
Tuttavia, la componente D era dominante in tutte
le regioni geografiche: ciò indica la necessità di una
prevenzione dentale e la mancanza di controllo sulla
patologia. In Italia, come sopra indicato, sono disponibili
solo dati limitati sulla prevalenza della carie. Lo
studio attuale indica un ulteriore miglioramento delle
carie dentarie tra i ragazzi di 12 anni. Negli ultimi due
decenni, il valore medio di DMFT è sceso, in misura
molto accentuata, da un valore superiore a 5 [Vogel
et al., 1986] fino quasi a 2 nel 1996 (WHO) e successivamente
al livello attuale, dimezzandosi ogni decennio.
Questa variazione è analoga a quella rilevata negli
altri paesi occidentali [Marthaler, 2004]. Resta da vedere
se la riduzione della carie in Italia giungerà alla
fase di ristagno, come riscontrato nei paesi nordici
[Haugejorden and Birkeland, 2002]. Nella letteratura
sono disponibili pochi dati sulle condizioni gengivali
dei ragazzi di 12 anni. Lo studio attuale ha indicato un
elevato livello di sanguinamento gengivale e di tartaro
nei ragazzi italiani; solo la metà del campione è risultata
sana, con la conseguente necessità di migliorare
la responsabilizzazione delle persone in relazione all’igiene orale. Tuttavia, il punteggio CPI massimo in
Italia è risultato sensibilmente migliore rispetto a quello
registrato per i ragazzi portoghesi di 12 anni nel
2003 [de Almeida et al., 2003].
È stata proposta una relazione clinica inversa tra la
presenza di tartaro e le carie. In questo modo, l’assenza
di tartaro potrebbe essere un utile indicatore
dell’eventuale formazione di carie. La letteratura fornisce
pochi dati contraddittori su tale argomento ed
è stata riscontrata una correlazione inversa molto
lieve fra il tartaro sopragengivale e la carie [Manji et
al, 1989; Pattanaporn and Navia, 1998; Duckworth
and Huntington, 2005]. I nostri dati non sono riusciti a
sostenere l’ipotesi che i ragazzi con tartaro avessero
meno carie rispetto ai ragazzi senza tartaro.
In conclusione, la condizione della salute orale dei
dodicenni italiani sembra essere migliorata negli ultimi
decenni; il livello di carie dentarie si è allineato a
quello degli altri paesi dell’Europa occidentale, anche
se non sono stati definiti concetti di promozione o
programmi di prevenzione nelle scuole a livello nazionale.
Ciononostante, i valori DMFT rimangono diversi
fra ragazzi con situazioni socio-economiche diverse.
Ci si dovrà impegnare ulteriormente per migliorare la pratica dell’igiene orale e per ridurre le carie dentarie
attraverso programmi di prevenzione, in particolare a
livello scolastico nell’Italia meridionale, dove la patologia
resta fuori controllo. |
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RICONOSCIMENTI
Questo lavoro è stato realizzato come parte di uno studio
di collaborazione del Dipartimento italiano di igiene
e medicina preventiva. Ecco i partecipanti: Claudia
Massacessi (Ancona); Maria Teresa Montagna, Daniela
Tatò, Christian Napoli (Bari); Paolo Marelli (Crotone);
Giovanpaolo Pini Prato (Firenze); Maria Grazia
Cagetti, Andrea Senna, Erika Cristina, Giuliano Fantozzi,
Vittorio Fumagalli, Roberto Licata, Chiara Martinetti,
Astrid Berneri, Matteo Zanin, Laura Strohmenger (Milano);
Antonio Di Bellucci (Napoli); Giovanna Giuliana
(Palermo); Silvia Pizzi (Parma); Liliana Minelli (Perugia);
Maria Rita Giuca, Daniela Reali (Pisa); Pasquale Rubino
(Roma); Guglielmo Campus, Giuliana Solinas, Carmelo
Maida, Gianluca Sacco, Paolo Castiglia (Sassari); Egidio
Bertelli, Anna Maria Vannini (Siena); Tiziano Basso
(Tolmezzo); Silvia Majori (Verona). |
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BIBLIOGRAFIA
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