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Studio esplorativo sulla salute orale |
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dei ragazzi di 12 anni in Italia |
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di G. Campusac, G. Solinasb, M.G. Cagettic, A. Sennac, L. Minellid, S. Majorie, M.T. Montagnaf, D. Realig, P. Castigliab, L. Strohmengerc
a) Istituto di Clinica Odontoiatrica, Università di Sassari;
b) Istituto di Igiene e Medicina Preventiva, Università di Sassari;
c) Centro di Collaborazione OMS di Milano per l’Epidemiologia
e) l’Odontoiatria di Comunità, Università di Milano, Ospedale S. Paolo;
d) Istituto di Igiene Medicina Preventiva, Università di Perugia;
e) Università di Verona;
f) Università di Bari;
g) Università di Pisa |
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RIASSUNTO
Non sono disponibili dati recenti sulla situazione dei ragazzi italiani di 12 anni nei confronti della carie. Nel 2004 è stata promossa ed eseguita una ricerca epidemiologica denominata ‘Studio esplorativo nazionale
sulla salute orale dei ragazzi in Italia’. Questo studio descrive l’attuale stato di salute dei ragazzi italiani di 12
anni in base a sesso, area di residenza e distribuzione geografica. Da marzo 2004 ad aprile 2005 sono stati
eseguiti degli esami clinici basati sui criteri dell’OMS, comprendenti carie dentarie (carie a livello di lesione
dentinale) e Indice Parodontale di Comunità (CPI). Sette esaminatori preparati ad hoc hanno esaminato
5.342 ragazzi (2.670 maschi, 2.672 femmine). È stata riscontrata la presenza di carie dentarie nel 43,1%
(95% CI 41,8-44,4%) della popolazione oggetto dello studio. Il DMFT (Valore medio del numero di denti
permanenti cariati/otturati/avulsi per carie per soggetto) medio era di 1,09 (95% CI 0,98-1,21). Sono state
riscontrate differenze significative (p < 0,05) dei valori DT, FT e DMFT fra le varie aree geografiche.
È stata osservata
una relazione inversa fra il DMFT medio e il prodotto nazionale lordo pro capite (p < 0,001). Nel 23,8%
dei ragazzi è stato rilevato sanguinamento gengivale, mentre nel 28,7% è stato rilevato il tartaro. Sono state
riscontrate differenze significative dei valori CPI fra le varie aree geografiche per l’intero campione, sia su
soggetti maschi che su soggetti femmine (p < 0,001). Negli ultimi due decenni, il DMFT medio è sceso da
un valore superiore a 5 al suo livello attuale, dimezzandosi ogni decennio; di conseguenza, il livello di carie
dentarie registrato si è allineato a quello degli altri paesi dell’Europa Occidentale. Ciò nonostante, i valori
DMFT rimangono diversi fra ragazzi con situazioni socio-economiche diverse. |
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Negli ultimi due decenni, la prevalenza di carie
nelle popolazioni dei paesi occidentali industrializzati
è diminuita notevolmente. Numerosi
autori hanno reso noto che la prevalenza di carie
dentarie è diminuita anche nei ragazzi [WHO, 1997;
de Almeida et al., 2003; Marthaler, 2004; Bratthall,
2005; Petersen and Christensen, 2006; Pitts et al.,
2006]. I motivi di questo calo sono vari e complessi,
ma i più importanti sono l’utilizzo molto diffuso di
dentifrici a base di fluoro [Moynihan and Petersen,
2004], un atteggiamento più sensibile verso l’assunzione
di zuccheri e la consapevolezza dell’importanza
dell’igiene orale per il mantenimento della salute orale,
acquisita principalmente attraverso i mass-media,
in particolare in paesi come l’Italia in cui sono stati
definiti 110 programmi di prevenzione nelle scuole.
La diminuzione delle carie dentarie può essere attribuita anche ai cambiamenti dei criteri di diagnosi e agli sforzi di prevenzione e ricostruzione da parte dei
servizi odontoiatrici [Chen et al., 1997].
La prevalenza di carie dentarie può essere correlata
al carattere etnico, al reddito, al livello di istruzione dei
genitori, ecc. Numerosi studi [Sundby and Petersen,
2003; Jacobsson et al., 2005; Skeie et al., 2006] hanno
dimostrato una prevalenza relativamente elevata
nei ragazzi che vivono in situazioni socio-economiche
più svantaggiate.
L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS, WHO)
[WHO, 1997] suggerisce l’esecuzione di studi epidemiologici
nazionali per monitorare lo stato di salute
orale in specifiche fasce di età. I ragazzi di 12 anni
sono particolarmente importanti come gruppo target
per la valutazione del livello di carie dentarie fra ragazzi
con denti permanenti, e vengono spesso selezionati per confronti a livello internazionale. In Italia
sono stati condotti solo alcuni studi epidemiologici
su piccoli campioni di ragazzi di 12 anni [Angelillo et
al., 1998; Brambilla et al., 1999; Campus et al., 2001,
2005]. Uno studio multicentrico su un campione rappresentativo
eseguito in tre zone d’Italia ha riscontrato
un indice DMFT medio di 5,33 [Vogel et al., 1986].
Nel 1996, il primo studio nazionale aveva riscontrato
un valore DMFT di 2,12 [WHO, 1997]. Da allora non
sono stati registrati nuovi dati a livello nazionale. In
realtà, la prevalenza di carie in Italia non è nota, anche
se alcuni rapporti indicano che la prevalenza della patologia
è diminuita [Brambilla et al., 1999; Campus et
al., 2001,2005]. Nel 2003, il Centro di Collaborazione
per l’Epidemiologia e l’Odontoiatria di Comunità di
Milano ha attuato uno studio epidemiologico denominato
“Studio di ricerca nazionale sulla salute orale dei
ragazzi in Italia” in collaborazione con il Dipartimento
Italiano di Igiene e Medicina Preventiva. Lo scopo dello
studio era valutare la prevalenza di carie dentarie e
condizioni parodontali in ragazzi di 12 anni.
Il presente studio descrive lo stato attuale della salute
orale dei ragazzi italiani di 12 anni in base a sesso,
area di residenza e distribuzione geografica. |
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MATERIALI E METODI
Nel 2004 la popolazione italiana era di 58.462.375
abitanti (28.376.804 maschi e 30.085.571 femmine)
di cui il 14,2% di età inferiore a 15 anni. La durata
presunta di vita alla nascita era di 77,1 anni
per i maschi e 82,8 anni per le femmine. Il prodotto
interno lordo (PIL) pro capite è di euro 19.676,70.
Il rapporto tra dentisti e abitanti è di:1,124.
Il presente studio è stato realizzato come indagine
su un campione rappresentativo, dal marzo 2004 all’aprile
2005. La finalità dello studio è stata approvata
dal Comitato Etico di Ricerca dell’Università di Milano
nel mese di dicembre 2003.
È stato eseguito un
campionamento a grappolo a più stadi, considerando
le aree geografiche italiane in base alla classificazione
Istat come strati sociali: area nord-occidentale,
nord-orientale, centrale, meridionale e insulare [Istat,
2004]; nel secondo stadio, sono stati selezionati i
territori delle aree geografiche e successivamente le scuole secondarie a livello di gruppo con una selezione
proporzionale e casuale dei partecipanti.
Per ogni strato è stata calcolata una grandezza campione
in base ad una prevalenza presunta di carie dentarie (DMFT >0) di 4596, un errore standard di 0,05 e il
design effect di 2,5 [Lwanga e Lemeshow, 1991]. Per
il campione finale è stato stimato un numero totale di
circa 6.000 ragazzi italiani che frequentano la prima
classe della scuola secondaria. Questa strategia ha
fornito un campione auto-ponderante.
Il contenuto di fluoro nell’acqua di rubinetto nelle diverse
aree selezionate per lo studio variava da 0,02 a 0,4 ppm [Ministero Italiano dell’Ambiente, http://
www.minambiente.it]. Ai genitori o tutori è stato distribuito
un foglietto illustrativo che spiegava la finalità
dello studio e richiedeva la partecipazione del ragazzo.
I ragazzi sono stati accettati come partecipanti
solo con l’autorizzazione scritta dei genitori. In totale
sono stati arruolati 5.611 ragazzi, ne sono stati esaminati
5.342, di cui 2.670 maschi e 2.672 femmine;
208 ragazzi non hanno avuto l’autorizzazione scritta
dei genitori e 61 ragazzi sono stati esclusi perché
non presenti in classe al momento della visita.
I dati sono stati raccolti nelle scuole tramite esami clinici.
Sono state registrate le seguenti condizioni cliniche:
(a) è stata registrata la presenza di carie dentarie
(DMFT) con carie a livello di lesione dentinale [Pitts
and Longbottom, 1995], con l’ausilio di una specchietto
piano (Hahnenkratt, Königsback, Germany) e
di una sonda a sfera per l’Indice Parodontale di Comunità
dell’OMS (CPI (Asa-Dental, Milan, Italy) sotto
luce artificiale; (b) CPI (punteggio 0: sano; punteggio
1: sanguinamento gengivale durante il sondaggio;
punteggio 2: tartaro).
Inoltre è stato determinato un
Indice di carie significativo [Bratthall, 2000; Campus
et al., 2003]. Dato l’elevato numero di ragazzi da visitare,
sono stati previsti 7 esaminatori. Per evitare la
variabilità fra gruppi attribuibile alla variabilità interesaminatore,
ogni scuola selezionata è stata visitata
da tutti i 7 esaminatori contemporaneamente, ognuno
dei quali ha visitato i soggetti in uguale proporzione.
Prima dell’inizio dello studio, il team è stato addestrato
ed è stata valutata l’affidabilità della variabilità
inter-esaminatore; sono stati registrati specificità,
concordanza percentuale e statistiche kappa. La
concordanza percentuale variava dal 98,0 al 99,2%,
mentre le statistiche kappa da 0,92 a 0,97 [Castiglia
et al., 2007]. Il Pil pro capite è stato utilizzato come
indice del “welfare”: per ogni area è stato registrato il
Pil medio. Sono stati registrati il sesso e il background
etnico come parte dell’esame clinico. Il carattere etnico
è stato definito dal paese di nascita dei genitori. Le
persone nate in Italia e in Europa sono state considerate
un unico gruppo per via dell’analogo background
culturale.
L’area di residenza è stata anch’essa inclusa
nello studio, come indice di urbanizzazione,
ed è stata specificata sulla base della valutazione
soggettiva dei genitori dei ragazzi, in relazione all’area
di residenza dei nuclei familiari (urbani o rurali).
La frequenza delle carie è stata espressa come proporzione.
Le distribuzioni della frequenza e i valori
medi di DMFT sono stati calcolati per aree geografiche,
sesso e aree di residenza. I dati CPI sono stati
analizzati conformemente alle raccomandazioni dell’OMS
e i partecipanti sono stati classificati secondo
il punteggio CPI massimo.
Il test Wald è stato utilizzato per confrontare le stime
medie fra sessi nelle diverse aree. Il test Kruskal-Wallis è stato utilizzato per valutare le differenze fra le medie.
L’indipendenza fra le variabili categoriche è stata
valutata con un test X2. È stato preparato un modello
di regressione lineare fra il DMFT e il Pil pro capite
per ciascuna area geografica, come variabile indice
dello stato socio-economico. A livello individuale, la
relazione fra il DMFT e il tartaro, una variabile indice di
uno stato di igiene orale insufficiente, è stata valutata
con l’analisi di regressione multipla per sesso.
Le covariate del modello di regressione erano i numeri
di sestanti con tartaro e Pil medio pro capite. Il
livello di importanza era stato fissato a 0,05 per tutte
le analisi statistiche. I dati sono stati elaborati ed analizzati
con l’ausilio del software Stata 9 [Stata, 2005]. |
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