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La sigillatura di solchi e fossette dentali
  valutazione al microscopio ottico e al sem
di Daniele Scaminaci Russo*, Cristina Botti**, Roberto Rotundo*, Luca Giachetti***
Università degli Studi di Firenze Dipartimento di Odontostomatologia
* Assegnista di ricerca
** Libero professionista
*** Ricercatore, Insegnamento di Materiali Dentari
VALUTAZIONE DI INTERVENTO

L’ esecuzione della sigillatura di solchi e fossette deve avvenire come misura preventiva in soggetti ad alto rischio di carie, e non dovrebbe essere applicata in maniera sistematica e indifferenziata. Esistono indici standard per il rilevamento della carie dentale. Il più utilizzato oggi è l’indice DMFT che rappresenta uno strumento globalmente riconosciuto per quantificare la diffusione della patologia cariosa(17). Si riferisce al numero di denti (T = Tooth), cariati (D = Decay), mancanti (M = Missing) e otturati (F = Filling) sia in dentatura permanente che in dentatura decidua, venendo rispettivamente identificato da lettere maiuscole (DMFT) per la dentatura permanente e inuscole
(dmft) per la dentatura decidua.

Un indice dentale ancora più dettagliato è il DMF calcolato per ogni superficie dentale, il così detto DMFS, che sta a indicare il numero delle superfici rispettivamente cariate, mancanti od otturate a livello di ciascun dente.
Vi è infatti una correlazione significativa tra gli indici e il successivo sviluppo di patologia (Tab. 3).
• 3 anni dmf(t) > 0
• 4 anni dmf(t) > 2
• 5 anni dmf(t) > 4
• 6-7 anni dmf (t)/DMF (T) > 5 oppure D (T) > 0
• 8-9 anni dmf (t)/DMF (T) > 7 oppure D (T) > 2
• 10-12 anni DMF (S) su superfici masticanti/prossimali > 0
Tabella 3 Indice DMF soggetti ad elevato rischio di carie.
TECNICHE DI PREPARAZIONE

Recenti studi sull’efficacia della prevenzione della carie hanno individuato i compositi come materiali più indicati rispetto ai cementi vetro-ionomerici(18). Pertanto le tecniche più utilizzate (Figg. 1-4) sono quelle in cui l’applicazione delle resine sigillanti (Fig. 5) è preceduta da un’adeguata preparazione dello smalto di solchi e fossette dentali:

• Polishing con spazzolino e pasta abrasiva
• Air-polishing con particelle di bicarbonato di sodio
• Apertura dei solchi con fresa diamantata
• Apertura dei solchi mediante Er:YAG laser
Fig. 1 - Polishing
Questa tecnica prevede la detersione di solchi e fossette dentali con spazzolino e pasta da profilassi (A), seguita da lavaggio e asciugatura con spray aria-acqua. Pur essendo molto conservativa, questa procedura non garantisce il completo riempimento dei solchi, in evidenza nelle osservazioni al microscopio ottico (B) e al SEM (C).
Fig. 2 - Fresa
Questa tecnica prevede la detersione dei solchi con spazzolino e pasta da profilassi seguita da apertura dei solchi con una fresa diamantata a fessura (A). Non è una tecnica conservativa dei tessuti ma offre buoni risultati in termini di riempimento dei solchi come si può evincere dalle osservazioni al microscopio ottico (B) e al SEM (C).
Fig 3 - Laser Er:YAG
Detersione dei solchi con spazzolino e pasta da profilassi seguita da apertura dei solchi tramite Laser Er:YAG (A). Anche questa non è una tecnica conservativa, ma offre buoni risultati in termini di riempimento dei solchi come evidenziato al microscopio ottico (B) e al SEM (C).
Fig 4 - Air-polishing
Detersione di solchi e fossette dentali con spazzolino e pasta da profilassi, seguita da air-polishing con getto di particelle di bicarbonato. Si tratta di una tecnica molto conservativa, tuttavia non garantisce il completo riempimento dei solchi come si può notare anche in questo caso dalle osservazioni al microscopio ottico (B) e al SEM (C).
fig. 5a fig. 5b fig. 5c
Fig 5 - Fasi successive alla preparazione dei solchi e delle fossette. Mordenzatura con acido ortofosforico al 37% per 30 secondi (A). Lavaggio e asciugatura (spray aria-acqua) fino alla comparsa dell’aspetto bianco gessoso dello smalto (B). Applicazione del materiale sigillante (C). Sigillatura dopo la polimerizzazione (D).  
fig. 5d    
COMPARAZIONE FRA VARI METODI

Molti studi hanno indagato sui risultati di differenti metodi di preparazione della superficie dello smalto prima dell’utilizzo dell’acido ortofosforico e dell’applicazione del sigillante.

Tecniche non invasive
Fra le tecniche meno invasive si utilizza il polishing con spazzolino rotante e pasta abrasiva(19) e il sistema air-abrasion o più propriamente detto air-polishing poiché utilizza particelle di sodio bicarbonato invece che le più abrasive particelle di ossido di alluminio dei sistemi air-abrasion. L’adesione risulta maggiore nei casi in cui l’air-polishing viene utilizzato in combinazione con la mordenzatura(20), inoltre la preparazione con air-polishing produce un incremento statisticamente significativo della profondità di penetrazione del sigillante, statisticamente significativo(21). Nonostante la positività di tali studi, l’air-polishing prima della mordenzatura non è un metodo standard per la preparazione alle sigillature a causa del costo degli strumenti necessari e per la complessità della procedura.

Tecniche invasive
Altri autori hanno sperimentato metodi più aggressivi di preparazione della superficie prima dell’applicazione del sigillante: l’apertura dei solchi con fresa, l’utilizzo dei sistemi air-abrasion e del Laser ad Erbio. È stato osservato(22, 23) un incremento della superficie di ritenzione grazie all’allargamento dei solchi tramite una fresa diamantata a fessura(24). Tale incremento è stato confermato da Xalabarde(25) che dimostra come, allo stesso tempo, non ci siano differenze fra sigillanti riempiti e non riempiti concernenti la capacità di penetrazione e adattamento. La preparazione dei solchi con la fresa fa sì che le forze masticatorie applicate su un dente sigillato producano meno microinfiltrazioni (26, 27).

Il trattamento con air-abrasion con allumina a 50 μm associato alla mordenzatura con acido ortofosforico al 37%(28) aumenta significativamente la durata dell’adesione del sigillante(29). Tuttavia altri Autori(30) riferiscono migliori risultati quando la superficie del dente viene preparata con una fresa rispetto a quando viene utilizzato l’air-abrasion o il sistema tradizionale con spazzolina rotante e pomice. La preparazione dei solchi esclusivamente con Er: YAG Laser non è una metodica consigliata per l’elevata percentuale di distacco del sigillante. È preferibile associarla comunque alla mordenzatura anche se campioni trattati con laser e successivamente mordenzati non risultano meno microinfiltrati rispetto al gruppo trattato esclusivamente con acido mordenzante (31).
In definitiva, in termini di miglior adesione e di maggior resistenza alle microinfiltrazioni, vengono considerate superiori le tecniche invasive rispetto a quelle non invasive(32).

La Rivista di Odontoiatria