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  L'overdenture implanto-supportate
con mini-impianti
di Fabrizio Montagna*, Jörg Michael Ritzmann**

* Prof. a c. Clinica Odontoiatrica dell’Università degli Studi di Cagliari Direttore Sanitario del Centro Servizi Odontoiatrici,
Sommacampagna (Vr)
** Odontoiatra, libero professionista, Milano
EVENTI AVVERSI

L’eccessiva sovrastrumentazione dei siti ossei è la principale causa di insuccessi precoci, entro il primo mese dal posizionamento; può influire sino ad una percentuale di perdita del 30% 6. Profondità e diametri di fresatura devono essere sotto-dimensionati, tenendo conto della qualità ossea, in modo da ottenere la massima stabilità primaria. Lo scarso controllo del calore sviluppato dall’attrito delle frese (>47°) rappresenta un’altra causa primaria di insuccesso, di perimplantite precoce. Una ulteriore causa di insuccesso precoce è data dal carico immediato di impianti in osso di scarsa qualità (D4); il torque di inserimento va valutato soggettivamente durante l’avvitamento
e il carico differito in presenza di scarsa resistenza.

Gli errori più frequenti in caso di perimplantiti tardive sono rappresentati dalla utilizzazione di protesi incongrue
per costruzione, stabilità occlusale e adesione delle basi, senza provvedere al ribasamento e al molaggio occlusale periodico. La frattura dell’impianto durante l’avvitamento è riportata in letteratura con una prevalenza dello 0,4%. Si tratta di viti autofilettanti sottili, che richiedono torque di inserzione non superiori a 35-40 N, pari a un terzo del limite di rottura (100-110 N); il superamento del limite elastico causa deformazioni da plasticizzazione e propagazione di
cricche. È consigliabile utilizzare cricchetti dinamometrici con movimenti lenti, assiali e guidati; in presenza di osso corticalizzato (D1) con elevato torque di inserimento, è consigliabile svitare l’impianto e ripreparare la sede.

I l posizionamento extraosseo è un rischio collegato alle procedure flap-less in creste atrofiche, l’errore è causato dall’elevato spessore delle mucose e una errata lettura della morfologia della cresta ossea (Figg. 15,16). Durante la fresatura del sito e l’avvitamento è consigliabile mantenere le dita sui versanti buccali e linguali, in modo da percepire fessurazioni e perforazioni delle corticali o posizionamenti iuxtaperiostei. L’eccessiva inclinazione degli impianti può essere sia mesio-distale che radiale. La distribuzione asimmetrica del carico facilita perimplatiti da sovraccarico e disattivazioni degli anelli di ritenzione con frequente necessità di sostituzione. L’insufficiente spazio
protesico per il posizionamento degli attacchi richiede l’aumento degli spessori della resina fonti di inestetismi, difficoltà funzionali e di adattamento.
Fig. 15, 16 Posizionamento eccentrico con tecnica flapless e divergenza degli impianti distali; l’esposizione chirurgica permetteva la sostituzione in posizione corretta
L’elevato rischio di fratture è prevenibile inserendo nella protesi endoscheletri in cromo-cobalto per rinforzo. L’analisi preliminare degli spazi protesici, della dimensione verticale e della disposizione degli impianti permette di prevenire questo tipo di problemi. Le cause più frequenti di ulcerazioni mucose sono rappresentate dal dislocamento delle protesi durante la polimerizzazione delle matrici a causa di:

• interferenze di patrici e/o matrici con le basi in resina
• scivolamenti della protesi per precontatti occlusali
• posizioni eccentriche assunte involontariamente dal paziente, nel tentativo di eseguire chiusure forzate, con il risultato di dislocare la protesi sui tessuti.
In questi casi è necessario liberare le patrici, controllare i fattori dislocanti e ripolimerizzarle in posizione corretta,
con una leggera pressione occlusale (Figg. 17-20).
Ulcerazione mucosa comparsa dopo la polimerizzazione delle matrici Dislocazione delle protesi durante il serramento nella fase di polimerizzazione con scivolamento anteriore delle protesi
Guarigione delle ulcerazioni dopo correzione dei fattori dislocanti e ripolimerizzazione delle matrici
Fig. 17, 18, 19, 20 Precontatti dislocanti per scivolamento anteriore della base protesica
Manutenzione e igiene orale
Le procedure di igiene non differiscono dalle indicazioni normalmente fornite ai portatori di protesi totale e protesi
mobile implanto-supportata. È importante la motivazione illustrando l’accumulo di placca in zone di difficile detersione: tra base protesica e impianti; tra gengiva, collo degli impianti e attacchi a sfera. Si consiglia di:

• spazzolare le mucose con spazzolini morbidi
• spazzolare le protesi e immergerle in soluzioni antisettiche, una volta al giorno per 15-20 minuti
• rimuovere la protesi durante la notte, poiché è dimostrato che tale precauzione diminuisce l’entità del riassorbimento alveolare a lungo termine
• per gli impianti utilizzare spazzolini con forme specifiche, che presentano setole lunghe e curve atte a
detergere il collo.
La ritenzione diminuisce progressivamente nel tempo per imbibizione salivare e degrado delle ghiere di ritenzione elastica (PVC), che mediamente richiedono sostituzioni annuali.
BIBLIOGRAFIA

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La Rivista di Odontoiatria