| |
Dall'acciaio al nichel-titanio |
 |
 |
 |
l’evoluzione delle tecniche endodontiche |
 |
 |
 |
 |
a cura di Giordano Tasca
Sintesi della relazione tenuta da Nicola Perrini e Paolo Mareschi al 50° Congresso degli Amici di Brugg di Rimini |
 |
 |
 |
CONOSCERE
GLI STRUMENTI
Non esiste lo strumento ideale che consenta di risolvere
in maniera congrua tutti i problemi; l’odontoiatra
deve perciò affidarsi a un metodo corretto e a un
team affiatato che concorrano a ottenere i risultati
desiderati. Tuttavia tre importanti novità sono oggi
disponibili per semplificare e rendere più predicibile
l’endodonzia.
1) I localizzatori d’apice elettronici
Gli strumenti di vari costruttori sono basati sugli stessi
principi e danno prestazioni simili, fornendo con certezza la misura della lunghezza di lavoro (LL).
Questa è definita come la distanza da un punto di riferimento
coronale al forame apicale, cioè all’apertura
del canale radicolare sulla superficie esterna della
radice; apertura che non sempre si trova sull’apice anatomico: tale discrepanza è riscontrabile radiograficamente
se lo sbocco si trova sulle superfici mesiali
o distali, ma non lo è sulle superfici linguali
e vestibolari. (Fig. 7)
Quindi può essere ingannevole misurare la
LL all’apice anatomico, unico visibile in radiografia,
mentre la misurazione elettronica è affidabile nel 95%
dei casi, garantendo un maggior controllo di tutte le
fasi operative e semplificando il lavoro. Si elimina la
serie di radiografie intraoperatorie che era necessaria
con la tecnica di Schilder per un pluriradicolato e ci si
limita, ad eccezione di casi particolari in cui è necessario verificare l’anatomia endodontica, a una preoperatoria
e a una finale eseguite con il centratore, cui seguirà a distanza una di controllo. (Fig. 8) |
 |
 |
|
 |
 |
Fig. 7 a: Discrepanza fra forame apicale ed apice
anatomico visibile in rx ; b: la discrepanza potrebbe
interpretarsi in Rx come LL corta |
|
 |
|
 |
 |
Fig. 8 a: Rx preoperatoria, b: postoperatoria
c: di controllo a distanza |
|
 |
 |
2) Strumenti di preparazione in Ni-Ti
Gli strumenti in acciaio hanno molte caratteristiche
positive ma una negativa di grande rilevanza, la rigidità.
Essi tendono per la scarsa flessibilità, specie nei
calibri maggiori, a deformare il canale, perché il loro
ritorno elastico li spinge ad asportare troppa dentina
sul versante esterno della curva canalare a livello dell’apice
(trasportandone il forame) e su quello interno
nel terzo medio. A questo livello non detergono la
parete convessa (esterna) mentre consumano quella
concava (a volte fino allo stripping). L’alterazione della morfologia canalare che ne risulta è un fenomeno più frequente di quanto si pensi ed è causa misconosciuta
di molti insuccessi. (Fig. 9)
Gli strumenti di Ni-Ti invece sono molto flessibili e
quindi possono avere volumi e soprattutto conicità maggiori, inoltre possono e devono essere usati in
rotazione consentendo un’asportazione più uniforme
della dentina sulle opposte pareti di canali curvi,
anche grazie a nuovi disegni delle lame dotate di ottima capacità di detersione. (Fig. 10) |
 |
 |
|
 |
 |
Fig. 9 a: “Trasporto di canale” su 2.5 con strumento e
dopo otturazione |
|
 |
|
 |
 |
Fig. 10 a: Strumento in Ni-Ti ingrandito al SEM;
b: strumento montato con detriti rimossi |
|
 |
 |
La sagomatura del canale risulta perciò più rispettosa della morfologia
iniziale e delle pareti a rischio (concave, più sottili),
pur consentendo, dove necessario, di orientare l’asportazione
verso le aree di interferenza per creare un percorso più facile da seguirsi, da detergersi e da
otturarsi. Radici, con curvature che un tempo rappresentavano
una consistente difficoltà, possono oggi
essere trattate con il Ni-Ti in maniera sicura e predicibile.
(Fig. 11)
Occorre però conoscere anche i limiti degli strumenti
in Ni-Ti legati alla fragilità che accompagna la flessibilità,
per cui sono utilizzabili in sicurezza in molti canali
ma non in tutti: i canali con curve improvvise o doppie,
quelli divergenti, quelli convergenti, quelli con
repentino cambiamento di diametro comportano un
rischio di frattura. In queste situazioni che implicano
stress quindi l’impiego deve essere molto prudente e
a volte scartato.
Non si dimentichi poi che la flessibilità
del Ni-Ti trova un limite nella massa del materiale
e quindi strumenti di diametri elevati sono rigidi quasi
come quelli in acciaio. Perciò riveste grande importanza
il sondaggio canalare: si esegue, dopo l’apertura
della camera pulpare, per mezzo di quattro strumenti
in acciaio (06, 08, 10, 15) e permette di acquisire
una valida conoscenza anatomica del canale. |
 |
 |
|
 |
|
 |
 |
Fig. 11 Esempi di trattamenti in radici curve |
|
 |
 |
Per es. può far sospettare che esista una curva
aggiuntiva a quella visibile in radiografia, perché posta
su un piano ortogonale alla prima, configurando una
situazione di doppia curvatura. In base al grado di difficoltà incontrate dagli strumenti si definisce sondabile un canale in cui si riesce a portare all’apice un file 08 in acciaio, percorribile se lo stesso è possibile fare
con il 15. Quasi tutti i canali sono sondabili, non altrettanti sono percorribili come mostra la Fig. 12.
Sulla scorta del grado di percorribilità si imposta la
corretta strategia di preparazione (scelta degli strumenti
più adeguati per quel canale o quella porzione
di canale). I canali sondabili e percorribili consentono
una preparazione rapida in assoluta sicurezza con il
Ni-Ti; quelli sondabili e percorribili con difficoltà presentano
ostacoli che richiedono di essere addolciti
mediante un uso più prolungato degli strumenti in
acciaio; quelli sondabili ma non percorribili hanno
ostacoli insuperabili dagli strumenti di Ni-Ti, quindi la
parte non percorribile si prepara solo con il 15 di
acciaio, perché qualsiasi altro tentativo non migliorerebbe
il risultato, anzi spesso potrebbe peggiorarlo. |
 |
 |
 |
 |
 |
Fig. 12
Canale distale del 4.7 sondabile ma non
percorribile nel terzo apicale, canali mesiali sondabili e percorribili |
|
 |
 |
3) Nuovi strumenti per otturazione
La prima osservazione utile per il dentista pratico è
che se ha difficoltà nell’otturazione canalare significa
che non ha eseguito correttamente la preparazione,
perché un canale adeguatamente preparato è facile
da otturarsi. Ciò è tanto più vero da quando si hanno
a disposizione strumenti che richiedono una curva di apprendimento veloce come il System B, o sistemi
analoghi dotati di punte che forniscono la temperatura adeguata e che agiscono sia da portatori di calore
sia da compattatori. La fase più importante dell’otturazione canalare è la
scelta del cono di gutta, che deve avere la conicità e i
diametri più simili possibile a quelli della preparazione
eseguita per poter essere compattati correttamente.
Verificato il buon adattamento, si inserisce il cono di
gutta nel canale, si penetra con la punta riscaldata, si lascia raffreddare, si compatta il materiale ammorbidito,
si fornisce un breve riscaldamento di separazione e
si estrae lo strumento con il materiale in eccesso. (Fig.
13) Si è arrivati al punto più profondo di compattazione
in circa 15 s e, nel caso sia prevista l’inserzione di
un perno, ci si può fermare, altrimenti si opera il ririempimento
con Obtura o altri strumenti. (Fig. 14) |
 |
 |
|
 |
 |
Fig. 13 a: Inserimento cono, b: penetrazione punta
riscaldata, c: raffreddamento, d: compattazione,
e: separazione,
f: estrazione |
|
 |
|
 |
 |
Fig. 14 a: Rx preoperatoria, b: otturazione completata,
c: perno inserito nel canale distale e ricostruzione |
|
 |
 |
PIANIFICAZIONE
DELLA STRATEGIA
In collaborazione con il dottor Andrea Gesi, l’oratore
ha codificato la pianificazione del trattamento endodontico
suddividendolo in una serie di passaggi elementari,
in maniera da rendere più agevole e sicura
l’operazione complessiva. La preparazione comprende:
l’apertura della camera pulpare, il sondaggio, l’apertura del canale, la determinazione del diametro
iniziale, la detersione/sagomatura, la rifinitura e il controllo.
Le regole di questa griglia sono che:
1) ogni fase ha un obiettivo principale e degli obiettivi secondari. L’apertura adeguata della camera pulpare permette di scoprire l’imbocco di tutti i canali; il sondaggio
definisce la conoscenza anatomica; l’apertura
dell’imbocco canalare crea un accesso facile e sicuro
al terzo coronale; la determinazione del diametro iniziale
indica le reali dimensioni del canale; la detersione/
sagomatura determina la forma tronco-conica;
dopo la rifinitura, il controllo permette di verificare la
corrispondenza fra risultato e obiettivi prefissi.
2) non si può passare alla fase successiva se non si è completata la precedente. Il trattamento endodontico
è costituito da una serie di passaggi strettamente concatenati
tra di loro: solo la completa esecuzione di ogni
singolo passaggio consente un corretto risultato finale
3) per ogni fase vi sono strumenti appropriati.
Nell’ambito dei molti sistemi disponibili ogni operatore
sceglie il più consono alla propria manualità. L’otturazione prevede: la scelta del cono di gutta e
del compattatore, la preparazione del cemento, la compattazione della gutta e, quando è indicato, il ririempimento
canalare.
La pianificazione dettagliata vuol essere un contributo
degli autori a trasferire nella pratica quotidiana il
loro concetto di base che il trattamento endodontico
oggi è facile e accessibile a tutti e che è importante possedere, più che una tecnica, un metodo con il
quale sia consentito ottenere risultati costanti nel
tempo. (Fig. 15) |
 |
 |
|
 |
 |
Fig. 15 La pianificazione dettagliata (a) ha consentito tre
trattamenti corretti (b) |
|