| Adattamenti | ||
| Stomatologia | ||
| a cura di Alessandro Canton | ||
| ESTETICA DEL SORRISO Stefan Wolfart et al Int. Prosthodont. 2006 19 449-454 |
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| Hanno partecipato allo studio
del problema docenti di
Psicologia, di Odontoiatria
delle Università di Kiel e di Friburgo (Germania). Lo scopo era di valutare la possibilità di identificare i pazienti difficili, prima di iniziare una terapia protesica riabilitativa. Si è partiti dalla costatazione che esiste una correlazione tra problemi protesici e stato emozionale dei pazienti. Già in passato furono messi a punto dei questionari per identificare i pazienti con problematiche emotive (inventario della personalità multifasica del Minnesota MMPO e l’Indice Medico di Cornell). Usando quest’ultimo si stabilì una correlazione, per cui a un punteggio più alto corrisponde una riduzione della soddisfazione dei pazienti. Tra estetica dentale e qualità della vita esiste un rapporto diretto: per esempio una protesi che migliori l’estetica è causa di aumento dell’autostima. Perciò se è vero che esiste una correlazione fra benessere generale e valutazione soggettiva dell’aspetto dentale, potrebbe essere utile trovare un test psicologico, utile ai clinici interessati alla riabilitazione estetica nella pratica di tutti i giorni, per identificare pazienti che, non avendo un rapporto corretto con il loro aspetto dentale, sono pertanto difficili da soddisfare. Materiale e metodo Ottanta partecipanti (47 donne, 33 uomini) volontari, non pagati, accettarono di partecipare nel corso di un controllo di routine. Età superiore ai 18 anni, non uso di droghe, e senza malattie gravi. Non in cura per depressione. Le domande alle quali bisognava rispondere erano: 1. È soddisfatto dell’aspetto dei suoi denti? 2. Se risponde NO, i problemi estetici sono il problema principale? Il questionario comprendeva 14 voci che definivano una somma di punteggio estetico (0 = soddisfatto; 56= insoddisfatto). Il benessere si stabiliva secondo il test di Cornell. Furono fatti quattro gruppi di 20: dentatura sana N; Protesi parziali Fisse = F; Protesi parziali Rimovibili = R; Quelli che avevano dei problemi = P. Discussione La classificazione dei partecipanti fu fatta secondo parametri oggettivi (lo stato dentale) e soggettivi (autovalutazione del proprio aspetto dentale). Per la somma dei punteggi della soddisfazione riguardo al proprio aspetto dentale si ottenne validità dei contenuti, avendo usato le linee guida accettate dalla FDI. Per quanto riguarda l’età, si riscontrarono differenze significative nei tre gruppi: il gruppo N (denti sani) era composto da soggetti giovani. Il gruppo R (mobile rimovibile) era composto da soggetti vecchi. I partecipanti con stato depressivo erano più insoddisfatti del loro aspetto dentale rispetto a quelli con benessere normale. È noto che la malattia depressiva è associata a scarsa valutazione di sé. Per gli operatori dentali questo test può essere utile per evidenziare quei pazienti che hanno un rapporto non corretto con il loro aspetto. Gli Autori consigliano in questi casi una strategia terapeutica: prima di iniziare la costruzione del restauro estetico finale, fare un test nella zona estetica con un provvisorio a lungo termine. Conclusione Sbaglia chi, con riferimento alla valutazione dell’aspetto dentale, sottovaluta il test psicologico per il benessere, perché in realtà con esso si può evidenziare l’eventuale stato di depressione del soggetto. |
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| IPERTROFIA BLUASTRA AL LABBRO INFERIORE E. Ferrazzini Pozzi Dimensions 2007 6 |
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| In occasione dell’ispezione della
cavità orale, la presenza di un nodulo
bluastro nella superficie interna
della mucosa del labbro inferiore,
deve sempre essere considerata degna
di approfondimento. Dall’anamnesi si può evincere che il paziente si fosse tempo addietro morsicato, senza peraltro in seguito aver accusato dolore. Esame obbiettivo: esteriormente il labbro non è deformato, internamente la mucosa del labbro presenta una ipertrofia intraorale del diametro di 1 cm, di colorito bluastro, plurilobato, molle, non dolente. La Diagnosi Differenziale pone diverse ipotesi: emangioma, ematoma, ectasia venosa, mucocele. Si deve anche considerare l’eventualità di una evoluzione maligna. L’emangioma è una proliferazione vascolare benigna, facilmente identificata istologicamente, è spugnosa di colore bluastro, scompare alla compressione, non presenta fluttuazioni. La mucosa che lo ricopre è liscia e regolare. Istopatologicamente si differenzia in capillare, cavernosa e arterovenosa. L’ematoma è sangue accumulato nel tessuto, in seguito a lesione di vasi sanguigni: come accade per un morso o per un intervento chirurgico. Il colorito bluastro persiste alla compressione, ma scompare dopo alcunigiorni. L’ectasia venosa è la dilatazione di una vena. Colorito bluastro, comprimibile ed è presente specialmente negli anziani. Si localizza frequentemente sulla superficie inferiore della lingua. Il mucocele (cisti di ritenzione salivare/ cisti per travaso salivare) è l’accumulo di secreto ghiandolare nel tessuto che provoca un rigonfiamento duro elastico dello stesso colore della mucosa con una tinta rosso bluastra. Il mucocele può essere dovuto ad una ostruzione del condotto (cisti di ritenzione salivare) e in questo caso si forma una cisti cavernosa rivestita di epitelio o un accumulo di saliva nel tessuto travasa la secrezione nello stroma ghiandolare (cisti per travaso), senza rivestimento epiteliale (pseudo cisti). Il sarcoma di Kaposi è un tumore vascolare maligno che si riscontra nei pazienti sieropositivi alla infezione HIV (AIDS). Discussione e terapia chirurgica Anche se il nodulo non disturba il paziente, tuttavia è consigliabile togliere la lesione per avere la conferma diagnostica con l’esame istopatologico. Con il laser CO² la lesione della mucosa può essere asportata integralmente spesso usando solamente un anestetico di superficie. Per l’effetto della fototermia l’emostasi è pronta ed efficace. Si invia il prelievo per la diagnosi all’Istituto di anatomia patologica. | ||
