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Elementi dentali naturali artificiali e impronte |
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a cura di Lidia Colombo e Giordano Tasca
Sintesi della relazione dal titolo “Oggi in Odontoiatria” tenuta da Loris Prosper al 50° Congresso degli Amici di Brugg di Rimini |
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INTRODUZIONE
È da sottolinearsi l’importanza della collaborazione
fra odontoiatra e odontotecnico ai fini della
crescita professionale di entrambi e del miglioramento
del servizio reso ai pazienti. L’oratore, che
possiede la doppia qualifica, opera in una struttura
universitaria (ospedale S. Raffaele di Milano, Reparto
di Odontoiatria, diretto dal prof. E. Gherlone) dove
l’insegnamento di alcuni aspetti della protesi vede
affiancati odontoiatri e odontotecnici. Nella relazione
egli illustra i vari passaggi della progettazione e della
realizzazione protesica, nei quali le due professionalità
si devono integrare.
Il successo in protesi è dovuto a diversi fattori, biologici,
funzionali, estetici, oltre che a un corretto intervento
clinico, a una collaudata intesa di equipe (spesso
ampia: chirurgo, parodontologo, protesista, ortodontista,
odontotecnico) e alla compliance del paziente.
Quest’ultimo aspetto deve essere sempre curato,
attraverso la motivazione e l’insegnamento di efficienti
tecniche di mantenimento igienico domiciliare delle
protesi. Infatti condizione imprescindibile per la durata
nel tempo della protesi è la salute ottimale dei tessuti
di sostegno (intorno ai monconi sia naturali sia implantari),
che deve essere ottenuta prima di iniziare la
costruzione protesica e conservata poi nel tempo. |
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METALLO-CERAMICA
Se è vero che la metallo-ceramica è una tecnica
molto dipendente dall’operatore lo è altrettanto il fatto
che essa può raggiungere livelli estetici più che accettabili
e che può vantare una sperimentata buona
performance nel lungo periodo. Per far riflettere sull’opportunità
di usare prudenza prima di adottare i
sistemi emergenti della protesi metal-free, l’oratore
presenta un caso di riabilitazione estesa in metalloceramica,
composta nell’arcata superiore da tre ponti
con chiusura in ceramica marginale e nell’inferiore da
una monofusione su preparazioni a 50° (che comportano
sempre qualche difficoltà a nascondere il metallo).
La paziente, trattata fra il 1983 e il 1984, è stata
seguita per 23 anni. (Fig. 1) La cura dei particolari e la
collaborazione fra clinico e laboratorio hanno consentito
un successo ragguardevole nel tempo. Il tecnico
può esprimere al meglio le sue capacità se coinvolto
dal clinico, oltre che nella progettazione, anche nell’esame
in bocca di alcuni passaggi del suo lavoro (quali
la prova “biscotto”), per compiere una verifica accurata,
prima della fase finale di rimontaggio per la ceramizzazione;
è un aspetto purtroppo a volte trascurato
in nome di un presunto risparmio di tempo. Non è
altresì ammissibile che si tralascino passaggi fondamentali
quali l’uso dell’arco facciale e di articolatori a
valori semi-individuali o almeno a valori medi. |
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Fig. 1 Situazione iniziale |
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Nel caso in esame, grazie alla cura dedicata alla funzione
(corretta occlusione in centrica, in protrusiva e in lateralità)
e alla precisione marginale, la protesi nel 2004
mostra solo segni fisiologici di usura ma non abrasioni
patologiche e assenza di infiammazione gengivale.
(Fig. 2) Nonostante una seria malattia fortunatamente
superata, la paziente presenta a grande distanza di
tempo solo lievi recessioni fisiologiche, inferiormente.
Oggi probabilmente si migliorerebbe qualche aspetto
della progettazione, il che consentirebbe forse di evitare
quanto resosi necessario per il caso illustrato,
cioè un innesto muco-gengivale a livello di 1.2. (Fig.
3). Lo stato di salute dei tessuti molli non solo nelle
aree vestibolari (Fig. 4) ma pure in quelle linguali (rivedi
Fig. 2) è ottimo, grazie anche alla compliance della
paziente e l’estetica è più che accettabile nonostante
la presenza del metallo. (Fig. 5) |
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Fig. 2 A distanza di oltre venti anni sono presenti solo segni fisiologici di usura |
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Fig. 3 Dopo il superamento di una seria malattia, i tessuti molli appaiono stabili con unica eccezione sul 1.2 |
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Fig. 4 Particolare della situazione parodontale iniziale e mantenimento della guarigione a 21 anni nella stessa area |
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Fig. 5 Estetica più che accettabile nonostante la presenza del metallo | |