| Adattamenti | ||
| Stomatologia
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| a cura di Alessandro Canton | ||
| CARIE E ALLATTAMENTO Takuro Yonezu et al Dipartimento di Pedodonzia del Tokyo Dental College Bull. Tokyo Dent. Coll. 2006 47, 4 157-160 |
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| La media di DMFT in bambini di tre anni che presentano
denti cariati prima dei due anni è significativamente
più alta di quella che presentavano i bambini
di due anni senza carie. La scoperta di questo studio indica che i bambini che sviluppano la carie prima dei due anni sono da considerare a grave rischio. Gli incisivi decidui sono i primi ad erompere e si cariano immediatamente se i bambini sono sottoposti ad un’alimentazione inadeguata con germi cariogenici. Questa infezione precoce è un fattore determinante nell’infezione degli altri denti. L’allattamento materno è promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Molti autori raccomandano però l’allattamento materno fino a sei mesi. Disavvezzando a 8-13 mesi, il bambino comincia a mangiare qualche alimento come il resto della famiglia. Alcuni autori negli anni Settanta constatarono un aumento dell’incidenza della carie dovuto al prolungato allattamento materno: infatti la carie non è solo dovuta a biberon con bevande zuccherate, ma anche ad un prolungato allattamento materno. Materiale e metodo Il presente studio si avvale di un questionario e di un esame clinico a 592 bambini a diciotto mesi, a ventiquattro mesi, a trentasei mesi. I bambini furono divisi in tre gruppi: bambini ancora a 18 mesi alimentato al seno, bambini a 18 mesi alimentati con biberon, bambini non alimentati né al seno, né con il biberon. Risultati I bambini con allattamento materno fino a 18 mesi presentano molte differenze rispetto ai controlli: con una gran prevalenza di carie e un alto numero di DMFT. Tuttavia non vi era differenza tra controlli e i bambini allattati con biberon. Conclusione Un prolungato allattamento materno rappresenta un fattore di rischio per la carie dentale dei denti decidui. Per questo motivo i bambini con allattamento materno devono essere monitorati in modo più accurato e per loro occorre impostare ogni mezzo di prevenzione. Occorre anche indagare sui fattori predisponenti la carie nei soggetti allattati al seno per studiare efficaci programmi di prevenzione. |
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| GRANULOMA PERIFERICO A CELLULE GIGANTI Michael M. Bornstein Dimensions 2 2007 |
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| Caso clinico. Maschio anni 38 presenta alterazione
gengivale che origina dal quadrante destro
del mascellare superiore. La protuberanza risale
a circa due mesi fa, è senza dolore, sanguinante, ma
disturba molto durante la masticazione. È evidente che il paziente non può chiudere la bocca a causa del volume dell’alterazione che misura circa due centimetri di diametro, di colorito blu-rossastro, ha una superficie irregolare in parte ulcerata al bordo alveolare della regione palatina 12 e 13. Di consistenza molle è dolente alla palpazione. Igiene orale scadente, depositi molli e duri sui denti residui. Al sondaggio si evidenziano tasche profonde e mobilità dentale. Diagnosi differenziale Le proliferazioni gengivali, dette epulidi, si formano generalmente come reazioni • ad una infiammazione cronica, • a fattori ormonali in gravidanza, • a farmaci (immunosoppressori, antiepilettici), • a cause irritanti meccaniche locali (otturazioni debordanti o protesi incongrue). Istopatologicamente si differenziano tre tipi: 1. il granuloma periferico a cellule giganti 2. il granuloma piogeno 3. l’iperplasia fibrosa Il primo è costituito da connettivo e collagene e tessuto di granulazione; tende a recidivare, può spostare i denti e corrode l’osso. Il secondo è il più frequente, è molle e tende a sanguinare. La causa è ormonale. Il terzo è di tessuto connettivo e può contenere ossificazioni. Si localizza anteriormente. Il granuloma periferico a cellule giganti è caratterizzato da cellule giganti con molti nuclei. Il granuloma centrale a cellule giganti è un tumore intraosseo a lenta crescita che distrugge l’osso e usura le radici dentali. Quando è interessata la mucosa buccale è impossibile clinicamente distinguere tra i due. Radiologicamente il granuloma centrale si manifesta trasparente, come una cisti. L’aggressività di questi granulomi determina la terapia che comporta la resezione. Terapia Il paziente non chiude la bocca e pertanto si decide per l’eliminazione. Che è effettuata con laser CO2 in anestesia locale. L’esame istologico fa la diagnosi di granuloma periferico a cellule giganti con molti nuclei. Prognosi a lungo termine. Importante l’accurata igiene orale. Controllo dopo quattro mesi: nessuna recidiva. |
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| DISINFETTANTI NELL’AMBIENTE OPERATORIO CRA Dental Hygiene Newsletter maggio/giugno 2007 |
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Vi è confusione e la sensazione
di raggiro riguardo ai
disinfettanti delle superfici. | ||
