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Lavorazione pratica della ceramica |
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di Fabrizio Montagna*, Maurizio Barbesi**, Alessandra Piras***, Gloria Denotti****
* odontostomatologo, professore a contratto presso la Clinica
Odontoiatrica dell’Università degli Studi di Cagliari
** titolare di laboratorio odontotecnico, ceramista
*** dottorato di ricerca in parodontologia sperimentale, Università
di Milano Bicocca, direttore prof. Marco Baldoni
**** cattedra materiali dentari, Università degli Studi di Cagliari |
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COSTRUZIONE DEL CORPO DENTINALE
Si procede con la stratificazione in modo da riprodurre
gli stessi strati del dente naturale (Fig. 6). Si umetta
con un pennellino la superficie del biscotto per
migliorare il contatto con lo strato successivo e si
applica la dentina colorata, sulla superficie vestibolare
in modo da ottenere dimensioni analoghe a quelle
della modellazione finale. Dato che lo strato di dentina
è monocromatico e voluminoso, è consigliabile:
adottare la tecnica di apporto e sagomatura a spatola
in modo da formare velocemente il contorno coronale;
infine si rifinisce la superficie con un grosso pennello
asciutto (tecnica della spazzolatura).
Durante tutte le fasi di lavorazione, è importante mantenere
sempre la ceramica umida evitando di addizionare
acqua, sia alla massa essiccata sulla piastra di miscelazione
che al modellato, in quanto l’acqua non si
distribuisce in maniera uniforme e imprigiona bolle
d’aria. La condensazione e la disidratazione vanno
eseguite al termine dell’applicazione di ogni tipo di
porcellana, per impedire spostamenti delle masse nel
corso della lavorazione successiva.
L’eliminazione di bolle e di porosità dall’impasto previene cospicue
contrazioni da cottura, aumenta la resistenza meccanica
e la traslucenza della ceramica finita. |
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Fig. 6 a-b Applicazione della massa di dentina di base |
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RIDUZIONE DELLA DENTINA
La riduzione della dentina (cut back) serve ad ottenere
lo spazio per l’applicazione della massa di smalto e
trasparente; comprende le fasi di riduzione labiale,
riduzione prossimale e l’approntamento della struttura
a dito dei mammelloni incisali (Fig. 7). Il tipo e la quantità
di taglio è funzione dell’ampia varietà morfologica
e della trasparenza del dente naturale da riprodurre.
In pratica per scegliere il tipo di taglio, il dente va
immaginato privo del rivestimento di smalto, costituito
da un nucleo dentinale, composto da un limitato
numero di masse che determinano il croma di base.
Con una spatola da modellazione o un taglierino da
ceramica si esegue un primo taglio piatto sul terzo
incisale e un secondo sul terzo medio della superficie
vestibolare; controllando che non sia resa visibile la
ceramica opaca e che residui uno spessore sufficiente
di dentina (circa 0,7 mm).
L’incisione a livello del margine incisale riproduce il “disegno a dito” dei
mammelloni della dentina. Sulla superficie vestibolare
i solchi di sviluppo vestibolari, che dividono i lobi,
sono eseguiti con una incisione a V.
La riduzione prossimale crea l’angolo di deviazione
della luce sulla superficie vestibolare e l’effetto di avvolgimento dello smalto. Se si devono rendere trasparenti
gli angoli incisivi si asportano gli spigoli mesiale e distale. Per ottenere un passaggio sfumato
tra smalto e dentina, le linee nette di taglio vanno sfumate
e arrotondate con la spatola di Le Cron e/o la
punta di un pennello umido. Infine si regolarizza la
superficie con la tecnica della spazzolatura con un
pennello asciutto. |
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Fig. 7 Riduzione della dentina |
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PIATTO INCISALE
ED EFFETTI INTERNI
La stratificazione del muro incisale merita particolare
attenzione, per la possibilità di raggiungere un effetto naturale di personalizzazione inserendo smalti e trasparenti.
L’impasto di trasparente e/o smalto viene
applicato tra le strutture a dito, in corrispondenza
degli angoli incisivi e delle superfici approssimali in
base alla morfologia del dente da riprodurre.
Si costruisce in tal modo il piatto incisale (Fig. 8).
Il piatto incisale serve da appoggio al pigmento inglobato
e/o alle dentine cromatiche che vengono depositate
anteriormente tra nucleo dentinale e smalto per
dare contrasto e profondità: giallo per i mammelloni;
blu per creare le trasparenze grigie-blu incisali; viola
per dare profondità al corpo (Fig. 9). |
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Fig. 8 a-b Piatto incisale |
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Fig. 9 a-b Muro incisale con caratterizzazioni cromatiche |
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STRATIFICAZIONE VESTIBOLARE
Seguendo gli stessi criteri di impasto, condensazione
e umidificazione delle dentina, si passa alla stratificazione
dello strato di smalto, che viene posizionato a
partire dal margine incisale, fino a sovrapporsi a tutta la superficie vestibolare (Fig. 10). Per inserire variazioni
cromatiche individuali si eseguono dei tagli (aperture
o finestre) sulla superficie vestibolare e vi si inseriscono
smalto e/o effetti con maggiore profondità e
traslucenza, modificatori per riprodurre carie, pigmentazioni
interne e linee di frattura.
Si passa quindi all’applicazione della ceramica trasparente
in modo da ricoprire l’intera superficie labiale,
senza eccedere nello spessore (dopo la contrazione
da sinterizzazione deve essere di 0,2-0,3 mm), che
conferirebbe un aspetto grigio alla corona (valore
basso). A questo punto la stratificazione risulta costruita
da tre strati sovrapposti (dentina, smalto, trasparente)
e le interfacce devono risultare distinte, poiché
quanto più è precisa la linea di demarcazione tra
le masse, tanto migliore risulta il colore e la traslucenza
della ricostruzione.
Errore consiste nell’eccedere in
ripetuti cicli di condensazione, in pressioni durante
l’assorbimento idrico o la spazzolatura, provocando il
mescolamento dei vari materiali all’interfaccia e lo
spostamento della ceramica con conseguente dislocazione
o cedimento dell’intera struttura a strati; fattori
che determinerebbero, come risultato definitivo,
un colore incerto. |
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Fig. 10 a-b Masse smalto e trasparenti |
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STRATIFICAZIONE PALATALE
Dopo l’esecuzione della parte vestibolare si realizza la
superficie linguale con ceramica opaca stratificata
sino a 2 mm dal margine incisale; in modo da mimetizzare
il contrasto netto che verrebbe a determinarsi
nella zona di passaggio tra la parte opaca (cappa
metallica e dentine) e il muro incisale traslucente (Fig.
11). Si completa il lato linguale con uno strato superficiale
di smalti e trasparenti. Si modifica il contorno e
il margine incisale con le spatole da modellazione per
conferire al dente una anatomia individualizzata e si
rifinisce con la tecnica della spazzolatura.
Si toglie la corona dal modello, si applica della massa
ceramica in corrispondenza dei punti di contatto; le
dimensioni sono quelle del dente naturale lievemente
sovradimensionato per bilanciare la retrazione da sinterizzazione.
Si controlla la superficie interna della
corona e la si ripulisce da eventuali invasioni della
ceramica adesa, con la punta di un pennello asciutto. |
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Fig. 11 a-b Stratificazione della faccia palatale e risultato di
cottura | |