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Lavorazione pratica della ceramica |
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di Fabrizio Montagna*, Maurizio Barbesi**, Alessandra Piras***, Gloria Denotti****
* odontostomatologo, professore a contratto presso la Clinica
Odontoiatrica dell’Università degli Studi di Cagliari
** titolare di laboratorio odontotecnico, ceramista
*** dottorato di ricerca in parodontologia sperimentale, Università
di Milano Bicocca, direttore prof. Marco Baldoni
**** cattedra materiali dentari, Università degli Studi di Cagliari |
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La maggiore difficoltà per il neofita che si accosti
all’arte della ceramica consiste nell’orientarsi
verso la scelta di una procedura, dal momento
che non esiste una unica regola o uno schema di tipo
vincolante per realizzare la stratificazione. Nei manuali
tecnici e di istruzioni d’uso dei prodotti si trovano illustrate
e affiancate procedure di base, che permettono
di imitare i denti naturali semplici (simili alla scala colori), accanto a procedura di stratificazione policromatica
per corone otticamente complesse, che includono contrasti variati tra opacità e traslucenza e tra diverse
dimensioni di tinta-croma. In letteratura, inoltre, si registra
un proliferare di tecniche originali e forme miste
che mirano ad attribuire ancora più importanza alla
stratificazione di tipo ordine-disordine (individualizzate)
in modo da aumentare maggiori contrasti e conseguire
più naturalezza della ricostruzione.
La procedura “all
in one bake” realizza la riabilitazione con una stratificazione,
dove tutte le caratteristiche cromatiche delle
masse, dei modificatori e dei colori sono già realizzate
in prima cottura, mentre la seconda cottura è soltanto
di correzione della morfologia.
Nella procedura di “bloccaggio dei colori” dopo la
prima stratificazione si creano degli spazi durante la
rifinitura, dove si fissano i colori e solo a questo punto
si apportano le masse di smalto e trasparente creando
un “enamel skin”. Nella tecnica a sandwich durante
la costruzione del muro incisale si prevede l’inserimento
diretto di colori e dei modificatori ricoperti a
loro volta da smalti a traslucenti; completa la tecnica
l’apporto di altri colori e modificatori a loro volta rivestiti
da smalti e traslucenti. Poi esistono innumerevoli
forme miste personalizzate di stratificazione.
A fronte di tante possibilità tecniche si pone il problema
della prassi lavorativa quotidiana, che deve
rispondere alle molteplici e montanti richieste estetiche
con lavorazioni che si distinguano per la semplicità,
efficienza, rapidità, sicurezza ed economia.
La tecnica di stratificazione che proponiamo è una metodica semplice, che soddisfa le esigenze del lavoro
di tutti i giorni e che è indicata sia per metallo-ceramica
che per metal free. Consente di ottenere, con un
ridotto numero di cotture, sia corone semplici e traslucenti,
che complesse; in quei casi in cui sia necessaria
una maggiore personalizzazione, con aree di
opacità più accentuata e di colore più marcato. |
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TECNICA DI STRATIFICAZIONE
STANDARDIZZATA
Riportiamo di seguito le fasi di una procedura con due
cotture principali (all in one bake) e disponendo il pigmento
tra dentina e smalto in concentrazione sufficiente
da risaltare attraverso lo strato di smalto (tecnica
del pigmento inglobato). La prima fase, della tecnica
del pigmento inglobato, consiste nel realizzare un
contorno completo con la dentina della saturazione
tinta-croma scelta. Le aree del restauro, che richiedono
dei depositi di pigmento, devono essere scavate e
riempite con la massa del colore rilevato; quindi tutto
il restauro viene coperto con porcellana dello smalto.
In tal modo si ottiene una impressione di tridimensionalità
e traslucenza, con la possibilità di correggere
facilmente il colore senza il rischio di dovere rieseguire
tutta la stratificazione in caso di risultato insoddisfacente.
Preferiamo questa procedura e limitiamo
l’adozione di altre tecniche ai casi di stratificazioni sottili,
in cui vi sia carenza di spazio:
• tecnica del pigmento direttamente sull’opaco
• tecnica della costruzione del pigmento (applicando
il colore sullo strato di transizione)
• tecnica della costruzione del pigmento in profondità
(applicando direttamente macchie di pigmento sovrapposte alla dentina, al posto del modificatore)
• tecnica del pigmento miscelato alla tinta-croma (miscelando il modificatore con la dentina del corpo).
Utilizziamo la tecnica del pigmento in superficie, in
presenza di bordi usurati dei denti anteriori, in cui la
dentina incisale si è scolorata per infiltrazione occlusale di pigmenti esogeni; il margine incisale viene
prima realizzato a contorno completo, poi scavato
per 1 mm e riempito con il modificatore.
La tecnica di pigmento e smalto utilizza solo il pigmento
e lo copre con smalto; è indicata nei rari casi
di denti completamente scolorati, in misura tale da
portarli fuori delle dimensione tinta-croma delle dentine
colorate, facendoli rientrare in quella del pigmento.
Evidentemente nei denti privi della dimensione del pigmento si utilizza solo la dimensione tinta-croma
(tecnica con assenza di pigmento).
I colori di superficie applicati con la cottura di vetrificazione,
tolgono traslucenza e sono da utilizzare per
le sole caratterizzazioni, che anche il dente presenta
in superficie, come leggere pigmentazioni del terzo
cervicale e degli spazi interprossimali. Del resto, sussiste
accordo sul fatto che la fase di individualizzazione
è preferibile durante la stratificazione e non alla fine
del lavoro nella sua parte superficiale.
Di seguito (Tab. 1, Fig. 1) sono riportate le singole fasi commentate per una migliore comprensione della ceramizzazione
di una corona in metallo-ceramica con margine cervicale
in ceramica (collar less).
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| Ordine degli strati
| Contenuto |
Note |
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| Latte d’opaco (wash) |
Opaco diluito |
Strato sottile con copertura del 40-60% del colore metallico.
Temperatura di cottura come prescritto |
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| Opaco spesso |
Opaco in pasta |
Applicazione di 0,4-0,5 mm di opaco cremoso, più chiaro del
colore scelto
Spessore finale dopo cottura 0,2-0,3 mm |
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| Margine in ceramica |
Massa marginale |
Primo apporto in eccesso e cottura Secondo apporto di correzione della fessura marginale
e cottura come prescritto |
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| Strato di transizione |
Dentina cromatica |
Dentina opaca o miscela di dentina colorata e opaca
Cottura 10° C inferiore rispetto la precedente |
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| Dentina del corpo |
Dentina colorata |
Modellazione completa del contorno
Taglio della dentina (cut back) |
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| Piatto incisale |
Smalto |
Realizzazione del piatto incisale |
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| Effetti cromatici incisali e del corpo |
Pigmenti Dentine cromatiche |
Mammelloni, giallo Trasparenze grigio azzurre incisali, blu
Profondità al centro del dente, viola
Corpo, dentine cromatiche |
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| Strato di smalto vestibolare |
Smalto |
Copertura di tutto il restauro con contorno completo |
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| Superficie palatale |
Dentina opaca Dentina colorata Smalto |
Dentina opaca fino al margine incisale coperta da dentina colorata e smalto Prima cottura 10° C inferiore alla precedente |
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| Cornice incisale |
Dentina colorata Smalto |
Miscela 1:1 di dentina colorata e smalto |
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| Compensazione della retrazione |
Massa neutra Smalto |
Modellazione sovradimensionata 20% Seconda cottura 10° C inferiore |
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| Tessitura di superficie |
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Rifinitura e disegno con matita di macrogeografia (solchi, lobi,
angoli di deviazione, convessità cervicali) e microgeografia
(scanalature, perichimazie, tessitura)
Modellazione con frese |
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| Vetrificazione |
Liquido di glasatura Pigmenti |
Glasatura o cottura di autolucentezza Uso limitato di pigmenti in superficie
Rifinitura manuale con gomme, pomice, feltrino |
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| Tabella 1 Tecnica di stratificazione standardizzata (all in
one bake, tecnica del pigmento inglobato) |
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Fig. 1 Fasi di stratificazione: legante aureo, dentina di
transizione, ceramica finita |
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