numero 3 anno XXVI     la rivista - articoli - Lavorazione pratica della ceramica
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Tecnica di stratificazione standardizzata
Latte d'opaco
Opaco
Chiusure marginali
Dentina di transizione
Costruzione del corpo dentinale
Riduzione della dentina
Piatto incisale ed effetti interni
Stratificazione vestibolare
Stratificazione palatale
Cottura di smalti e dentine
Cottura di correzione
Cottura di brillantezza e lucidatura
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  Lavorazione pratica della ceramica
di Fabrizio Montagna*, Maurizio Barbesi**, Alessandra Piras***, Gloria Denotti****

* odontostomatologo, professore a contratto presso la Clinica Odontoiatrica dell’Università degli Studi di Cagliari
** titolare di laboratorio odontotecnico, ceramista
*** dottorato di ricerca in parodontologia sperimentale, Università di Milano Bicocca, direttore prof. Marco Baldoni
**** cattedra materiali dentari, Università degli Studi di Cagliari
La maggiore difficoltà per il neofita che si accosti all’arte della ceramica consiste nell’orientarsi verso la scelta di una procedura, dal momento che non esiste una unica regola o uno schema di tipo vincolante per realizzare la stratificazione. Nei manuali tecnici e di istruzioni d’uso dei prodotti si trovano illustrate e affiancate procedure di base, che permettono di imitare i denti naturali semplici (simili alla scala colori), accanto a procedura di stratificazione policromatica per corone otticamente complesse, che includono contrasti variati tra opacità e traslucenza e tra diverse dimensioni di tinta-croma. In letteratura, inoltre, si registra un proliferare di tecniche originali e forme miste che mirano ad attribuire ancora più importanza alla stratificazione di tipo ordine-disordine (individualizzate) in modo da aumentare maggiori contrasti e conseguire più naturalezza della ricostruzione.

La procedura “all in one bake” realizza la riabilitazione con una stratificazione, dove tutte le caratteristiche cromatiche delle masse, dei modificatori e dei colori sono già realizzate in prima cottura, mentre la seconda cottura è soltanto di correzione della morfologia.

Nella procedura di “bloccaggio dei colori” dopo la prima stratificazione si creano degli spazi durante la rifinitura, dove si fissano i colori e solo a questo punto si apportano le masse di smalto e trasparente creando un “enamel skin”. Nella tecnica a sandwich durante la costruzione del muro incisale si prevede l’inserimento diretto di colori e dei modificatori ricoperti a loro volta da smalti a traslucenti; completa la tecnica l’apporto di altri colori e modificatori a loro volta rivestiti da smalti e traslucenti. Poi esistono innumerevoli forme miste personalizzate di stratificazione.

A fronte di tante possibilità tecniche si pone il problema della prassi lavorativa quotidiana, che deve rispondere alle molteplici e montanti richieste estetiche con lavorazioni che si distinguano per la semplicità, efficienza, rapidità, sicurezza ed economia.

La tecnica di stratificazione che proponiamo è una metodica semplice, che soddisfa le esigenze del lavoro di tutti i giorni e che è indicata sia per metallo-ceramica che per metal free. Consente di ottenere, con un ridotto numero di cotture, sia corone semplici e traslucenti, che complesse; in quei casi in cui sia necessaria una maggiore personalizzazione, con aree di opacità più accentuata e di colore più marcato.
TECNICA DI STRATIFICAZIONE STANDARDIZZATA

Riportiamo di seguito le fasi di una procedura con due cotture principali (all in one bake) e disponendo il pigmento tra dentina e smalto in concentrazione sufficiente da risaltare attraverso lo strato di smalto (tecnica del pigmento inglobato). La prima fase, della tecnica del pigmento inglobato, consiste nel realizzare un contorno completo con la dentina della saturazione tinta-croma scelta. Le aree del restauro, che richiedono dei depositi di pigmento, devono essere scavate e riempite con la massa del colore rilevato; quindi tutto il restauro viene coperto con porcellana dello smalto.

In tal modo si ottiene una impressione di tridimensionalità e traslucenza, con la possibilità di correggere facilmente il colore senza il rischio di dovere rieseguire tutta la stratificazione in caso di risultato insoddisfacente. Preferiamo questa procedura e limitiamo l’adozione di altre tecniche ai casi di stratificazioni sottili, in cui vi sia carenza di spazio:

• tecnica del pigmento direttamente sull’opaco
• tecnica della costruzione del pigmento (applicando il colore sullo strato di transizione)
• tecnica della costruzione del pigmento in profondità (applicando direttamente macchie di pigmento sovrapposte alla dentina, al posto del modificatore)
• tecnica del pigmento miscelato alla tinta-croma (miscelando il modificatore con la dentina del corpo).

Utilizziamo la tecnica del pigmento in superficie, in presenza di bordi usurati dei denti anteriori, in cui la dentina incisale si è scolorata per infiltrazione occlusale di pigmenti esogeni; il margine incisale viene prima realizzato a contorno completo, poi scavato per 1 mm e riempito con il modificatore.

La tecnica di pigmento e smalto utilizza solo il pigmento e lo copre con smalto; è indicata nei rari casi di denti completamente scolorati, in misura tale da portarli fuori delle dimensione tinta-croma delle dentine colorate, facendoli rientrare in quella del pigmento. Evidentemente nei denti privi della dimensione del pigmento si utilizza solo la dimensione tinta-croma (tecnica con assenza di pigmento).

I colori di superficie applicati con la cottura di vetrificazione, tolgono traslucenza e sono da utilizzare per le sole caratterizzazioni, che anche il dente presenta in superficie, come leggere pigmentazioni del terzo cervicale e degli spazi interprossimali. Del resto, sussiste accordo sul fatto che la fase di individualizzazione è preferibile durante la stratificazione e non alla fine del lavoro nella sua parte superficiale.
Di seguito (Tab. 1, Fig. 1) sono riportate le singole fasi commentate per una migliore comprensione della ceramizzazione di una corona in metallo-ceramica con margine cervicale in ceramica (collar less).

Ordine degli strati Contenuto Note
Latte d’opaco (wash) Opaco diluito Strato sottile con copertura del 40-60% del colore metallico.
Temperatura di cottura come prescritto
Opaco spesso Opaco in pasta Applicazione di 0,4-0,5 mm di opaco cremoso, più chiaro del colore scelto
Spessore finale dopo cottura 0,2-0,3 mm
Margine in ceramica Massa marginale Primo apporto in eccesso e cottura Secondo apporto di correzione della fessura marginale e cottura come prescritto
Strato di transizione Dentina cromatica Dentina opaca o miscela di dentina colorata e opaca
Cottura 10° C inferiore rispetto la precedente
Dentina del corpo Dentina colorata Modellazione completa del contorno
Taglio della dentina (cut back)
Piatto incisale Smalto Realizzazione del piatto incisale
Effetti cromatici incisali e del corpo Pigmenti
Dentine cromatiche
Mammelloni, giallo
Trasparenze grigio azzurre incisali, blu
Profondità al centro del dente, viola
Corpo, dentine cromatiche
Strato di smalto vestibolare Smalto Copertura di tutto il restauro con contorno completo
Superficie palatale Dentina opaca
Dentina colorata
Smalto
Dentina opaca fino al margine incisale coperta da dentina colorata e smalto Prima cottura 10° C inferiore alla precedente
Cornice incisale Dentina colorata
Smalto
Miscela 1:1 di dentina colorata e smalto
Compensazione della retrazione Massa neutra
Smalto
Modellazione sovradimensionata 20%
Seconda cottura 10° C inferiore
Tessitura di superficie   Rifinitura e disegno con matita di macrogeografia (solchi, lobi, angoli di deviazione, convessità cervicali) e microgeografia (scanalature, perichimazie, tessitura)
Modellazione con frese
Vetrificazione Liquido di glasatura
Pigmenti
Glasatura o cottura di autolucentezza
Uso limitato di pigmenti in superficie
Rifinitura manuale con gomme, pomice, feltrino
Tabella 1 Tecnica di stratificazione standardizzata (all in one bake, tecnica del pigmento inglobato)
Fig. 1
Fasi di stratificazione: legante aureo, dentina di transizione, ceramica finita
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