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Una vera e propria kermesse, una festa di popolo.
Ma non esclusiva: questo è stato il 50°
Congresso degli Amici di Brugg. E lo ha dimostrato
aprendosi all’abbraccio dell’intero settore dentale,
con il quale si è voluto onorare l’associazione di
Augusto Biaggi, Luigi Castagnola, Carlo De Chiesa e
oggi di Fabio Toffenetti. La risposta all’invito dei padroni
di casa (in questo caso anche Unidi) è stata corale.
Nella serata di venerdì 25 maggio
all’incontro conviviale nella bellissima
Villa Mattioli di Vergiano di Rimini
si contavano centocinquanta ospiti:
il gotha del dentale italiano.
Accanto
al Consiglio direttivo degli Amici di
Brugg, col presidente Fabio Toffenetti
e il vicepresidente Giancarlo Pescarmona
a fare gli onori di casa, sedevano
Matteo D’Angelo e Giovanni Dolci,
ossia il presidente del Collegio dei Docenti
di odontoiatria e lo storico suo
predecessore; le rappresentanze delle
sedi universitarie di Roma, Milano,
Bologna, Genova, Firenze. C’era tutto il
nuovo Consiglio dell’ANDI (Associazione nazionale
dentisti italiani) schierato in sala ad ascoltare l’intervento
del presidente Callioni. Sono intervenute le
maggiori Società scientifiche, dalla Sido alla Sidp,
all’Aic, alla Sico, insieme con le associazioni dell’igiene
orale.
Non potevano mancare, anche nella veste di
promotori e sponsor dell’iniziativa, i partner istituzionali
di Unidi, i rappresentanti delle associazioni del
mercato, nonché gli uomini delle istituzioni. Fra essi in prima fila il sindaco di Rimini Ravaioli, a rappresentare
la città-simbolo e culla del Congresso da quasi
trent’anni. Il patrocinio è stato offerto oltre che dal
Comune della città, anche dalla Camera
di Commercio, mentre l’Ente Fiera Rimini
- gold sponsor del Congresso - ha
portato il suo saluto nella persona del
presidente Lorenzo Cagnoni.
NEL FUTURO DEL DENTALE
Nel corso della serata, si è acceso un
dibattito di rara intensità sulle sorti future
dell’odontoiatria. La tavola rotonda,
moderata da Fabrizio Onder, vicedirettore
del TG2, è stata partecipata
al massimo livello. Dopo il benvenuto
del presidente degli Amici di
Brugg (non formale: Fabio Toffenetti ha
fra l’altro denunciato la crisi delle opportunità di aggiornamento,
chiedendo con decisione “una maggiore
chiarezza nell’organizzazione della formazione continua
degli odontoiatri”), ha preso la parola Alessandro
Gamberini (intenso sino alla commozione l’intervento
del presidente degli industriali del dentale: “Io
c’ero quando tutto questo è cominciato...”).
In prima
fila nel dibattito anche l’ingegner Franco Castellini
(“Le risposte che oggi si chiedono alla professione sono
profondamente chirurgiche; la tecnologia non deve far altro che seguire questo sviluppo”), mentre il presidente
della CAO, Giuseppe Renzo, ha fatto un appello
all’unità del settore: “La professione odontoiatrica
non può difendersi da sola, si può difendere nel
momento in cui, allo stesso modo, tutti gli attori principali
che ruotano intorno ad essa si mettono attorno
ad un tavolo e discutono di quello che sarà il futuro”.
DIRITTO ALLA SALUTE - LIBERTA’ DI PROFESSIONE
Matteo D’Angelo, per il Collegio dei Docenti, non ha
nascosto che le strade di Università e Amici di Brugg
abbiano qualche volta in passato seguito percorsi non
convergenti, ponendosi sempre tuttavia “un obiettivo
eticamente condiviso: preparare il dentista italiano nel
contesto europeo”. Il padre storico dell’Accademia
odontoiatrica nazionale, Giovanni Dolci ha focalizzato
il suo intervento sul “diritto alla salute”. “Siamo stanchi
che l’odontoiatria venga considerata estetica.
Nell’odontoiatria ci sarà pure estetica, ma c’è anche
tanta sofferenza, e la sofferenza è di quel 50% degli italiani
che non va dall’odontoiatra, di chi ha diritto di andare
dall’odontoiatra, non per prestazioni costose come
la protesi ed altro, ma per tutto quello che porta dolore,
e che porta rischio di vita”.
Roberto Callioni, presidente di Andi, ha comprensibilmente
spezzato più di una lancia a favore della libera
professione. “Alla fine dell’imbuto - ha detto - c’è la battaglia quotidiana che si affronta
quando si fa accomodare il
paziente e si mette in pratica tutto
quanto appreso al momento della
formazione, si applicano e si fanno funzionare
le tecnologie. Se vogliamo veramente pensare
al futuro, dobbiamo renderci conto che un occhio
di particolare riguardo va riservato proprio a quella libera
professione che ha valorizzato il sistema”.
COMUNICARE COL PAZIENTE - PROPORSI AL SUO LIVELLO
Carlo Guastamacchia ha riproposto i cavalli di battaglia
di sempre, attuali come non mai. In primis la comunicazione.
“Oggi la necessità di inserire l’elemento
dialogo nella nostra quotidianità è vitale. Perché la comunicazione
è terapia”. È un’affermazione vera che
però esige lungimiranza. “Esige la necessità che il giovane
collega abbia la capacità di inserire nel suo quotidiano
un dialogo con il paziente che abbia come riferimento
fondamentale quella risorsa ineliminabile
che è il tempo”.
Giancarlo Pescarmona ha tratto le
conclusioni. Da par suo, cioè volando alto sul contingente
per abbracciarlo dalla prospettiva di un “dentista
ruspante che si è fatto e ha fatto l’aggiornamento
andando in giro per il mondo”. Ed ora è arrivato alla
soglia dei settanta, con la voglia di girare ancora una
pagina, ben precisa: “Non vorrei più vedere una
odontoiatria economicamente guidata. Oggi bisogna
ricominciare a fare i dentisti, considerare il paziente un
malato, metterci al suo fianco e fare in modo di non
proporgli delle cose che lui non può avere, ma qualcosa
che lui può sopportare”. |
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