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  L'abbraccio del settore
di Arturo Chiurazzi
Una vera e propria kermesse, una festa di popolo.
Ma non esclusiva: questo è stato il 50° Congresso degli Amici di Brugg. E lo ha dimostrato aprendosi all’abbraccio dell’intero settore dentale, con il quale si è voluto onorare l’associazione di Augusto Biaggi, Luigi Castagnola, Carlo De Chiesa e oggi di Fabio Toffenetti. La risposta all’invito dei padroni di casa (in questo caso anche Unidi) è stata corale. Nella serata di venerdì 25 maggio all’incontro conviviale nella bellissima Villa Mattioli di Vergiano di Rimini si contavano centocinquanta ospiti: il gotha del dentale italiano.

Accanto al Consiglio direttivo degli Amici di Brugg, col presidente Fabio Toffenetti e il vicepresidente Giancarlo Pescarmona a fare gli onori di casa, sedevano Matteo D’Angelo e Giovanni Dolci, ossia il presidente del Collegio dei Docenti di odontoiatria e lo storico suo predecessore; le rappresentanze delle sedi universitarie di Roma, Milano, Bologna, Genova, Firenze. C’era tutto il nuovo Consiglio dell’ANDI (Associazione nazionale dentisti italiani) schierato in sala ad ascoltare l’intervento del presidente Callioni. Sono intervenute le maggiori Società scientifiche, dalla Sido alla Sidp, all’Aic, alla Sico, insieme con le associazioni dell’igiene orale.

Non potevano mancare, anche nella veste di promotori e sponsor dell’iniziativa, i partner istituzionali di Unidi, i rappresentanti delle associazioni del mercato, nonché gli uomini delle istituzioni. Fra essi in prima fila il sindaco di Rimini Ravaioli, a rappresentare la città-simbolo e culla del Congresso da quasi trent’anni. Il patrocinio è stato offerto oltre che dal Comune della città, anche dalla Camera di Commercio, mentre l’Ente Fiera Rimini - gold sponsor del Congresso - ha portato il suo saluto nella persona del presidente Lorenzo Cagnoni.


NEL FUTURO DEL DENTALE
Nel corso della serata, si è acceso un dibattito di rara intensità sulle sorti future dell’odontoiatria. La tavola rotonda, moderata da Fabrizio Onder, vicedirettore del TG2, è stata partecipata al massimo livello. Dopo il benvenuto del presidente degli Amici di Brugg (non formale: Fabio Toffenetti ha fra l’altro denunciato la crisi delle opportunità di aggiornamento, chiedendo con decisione “una maggiore chiarezza nell’organizzazione della formazione continua degli odontoiatri”), ha preso la parola Alessandro Gamberini (intenso sino alla commozione l’intervento del presidente degli industriali del dentale: “Io c’ero quando tutto questo è cominciato...”).

In prima fila nel dibattito anche l’ingegner Franco Castellini (“Le risposte che oggi si chiedono alla professione sono profondamente chirurgiche; la tecnologia non deve far altro che seguire questo sviluppo”), mentre il presidente della CAO, Giuseppe Renzo, ha fatto un appello all’unità del settore: “La professione odontoiatrica non può difendersi da sola, si può difendere nel momento in cui, allo stesso modo, tutti gli attori principali che ruotano intorno ad essa si mettono attorno ad un tavolo e discutono di quello che sarà il futuro”.


DIRITTO ALLA SALUTE - LIBERTA’ DI PROFESSIONE
Matteo D’Angelo, per il Collegio dei Docenti, non ha nascosto che le strade di Università e Amici di Brugg abbiano qualche volta in passato seguito percorsi non convergenti, ponendosi sempre tuttavia “un obiettivo eticamente condiviso: preparare il dentista italiano nel contesto europeo”. Il padre storico dell’Accademia odontoiatrica nazionale, Giovanni Dolci ha focalizzato il suo intervento sul “diritto alla salute”. “Siamo stanchi che l’odontoiatria venga considerata estetica. Nell’odontoiatria ci sarà pure estetica, ma c’è anche tanta sofferenza, e la sofferenza è di quel 50% degli italiani che non va dall’odontoiatra, di chi ha diritto di andare dall’odontoiatra, non per prestazioni costose come la protesi ed altro, ma per tutto quello che porta dolore, e che porta rischio di vita”.

Roberto Callioni, presidente di Andi, ha comprensibilmente spezzato più di una lancia a favore della libera professione. “Alla fine dell’imbuto - ha detto - c’è la battaglia quotidiana che si affronta quando si fa accomodare il paziente e si mette in pratica tutto quanto appreso al momento della formazione, si applicano e si fanno funzionare le tecnologie. Se vogliamo veramente pensare al futuro, dobbiamo renderci conto che un occhio di particolare riguardo va riservato proprio a quella libera professione che ha valorizzato il sistema”.


COMUNICARE COL PAZIENTE - PROPORSI AL SUO LIVELLO
Carlo Guastamacchia ha riproposto i cavalli di battaglia di sempre, attuali come non mai. In primis la comunicazione. “Oggi la necessità di inserire l’elemento dialogo nella nostra quotidianità è vitale. Perché la comunicazione è terapia”. È un’affermazione vera che però esige lungimiranza. “Esige la necessità che il giovane collega abbia la capacità di inserire nel suo quotidiano un dialogo con il paziente che abbia come riferimento fondamentale quella risorsa ineliminabile che è il tempo”.

Giancarlo Pescarmona ha tratto le conclusioni. Da par suo, cioè volando alto sul contingente per abbracciarlo dalla prospettiva di un “dentista ruspante che si è fatto e ha fatto l’aggiornamento andando in giro per il mondo”. Ed ora è arrivato alla soglia dei settanta, con la voglia di girare ancora una pagina, ben precisa: “Non vorrei più vedere una odontoiatria economicamente guidata. Oggi bisogna ricominciare a fare i dentisti, considerare il paziente un malato, metterci al suo fianco e fare in modo di non proporgli delle cose che lui non può avere, ma qualcosa che lui può sopportare”.
Alessandro Gamberini presidente di Unidi La tavola rotonda nel pieno della discussione. Da sinistra, Carlo Guastamacchia, Giovanni Dolci, Luciano Onder, Franco Castellini, Roberto Callioni Giancarlo Pescarmona sul podio di Villa Mattioli

La Rivista di Odontoiatria