numero 2 anno XXVI     la rivista - articoli - vita associativa - un altro giro di storia
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Un altro giro di storia
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  Un altro giro di storia
di Nicola Perini
Come sempre, più di sempre quest’anno, il clou del Congresso si è avuto il venerdì (25 maggio) con le conferenze dei relatori scelti dalle Società scientifiche per fare il punto sulle singole specialità. Ha fatto eccezione la prima relazione, la mia, che esulava da questo contesto. Ho inteso infatti focalizzarla sull’omaggio alla persona e al percorso scientifico di Gigi Castagnola; percorso, che poi è continuato in un certo qual modo con la mia esperienza di lavoro. Perciò ho trattato un argomento che era uno dei fiori all’occhiello del professore: il mantenimento della vitalità pulpare. L’impressione che questa specialissima edizione del Congresso ha lasciato in tutti noi è altamente positiva. Tutti i relatori si sono identificati nello spirito degli Amici di Brugg, non “portando” ricerche fini a se stesse, ma argomenti di riscontro pratico immediato. Si capiva insomma che stavamo vivendo un momento storico. Il Cinquantesimo si sentiva nell’aria senza bisogno neppure di ricordarlo troppe volte, anche perché la mia relazione e quella di Cesare Robello (il quale ha ricordato l’insegnamento di Augusto Biaggi) sono state proprio un omaggio alla storia associativa. Lo stesso dicasi per l’intervento di Giancarlo Pescarmona, sintesi dei primi cinquant’anni, sia pure visti attraverso un percorso prettamente scientifico.


ATMOSFERA MAGICA
La solennità si è riflessa anche nei particolari a prima vista minori, come una presenza assidua e costante, una maggiore attenzione e direi quasi un “raccoglimento” al posto del chiacchiericcio e dell’andirivieni a cui siamo in una certa misura abituati in altre occasioni. I nomi del resto erano tutti importanti, gli argomenti tutti svolti secondo il nostro spirito tradizionale. E su tutto aleggiava l’atmosfera “magica” dell’anniversario, quella che fa venire la voglia di essere presenti e l’orgoglio di poter raccontare: “c’ero anch’io”. Personalmente ricordo questo 50° come uno dei Congressi più belli, ed è raro che le aspettative si realizzino in così larga misura. Avevamo molto timore, per la verità, però l’evento è volato via in maniera incredibile e abbiamo persino “incassato” tantissimi complimenti anche fuori della sala, incontrando la gente a passeggio per Rimini. È stato un gesto molto spontaneo, con tanti incoraggiamenti ad andare avanti proprio ora che le manifestazioni congressuali mostrano evidenti segni di crisi.
Nicola Perrini espone il “mantenimento
della vitalità pulpare”, omaggio a
Luigi Castagnola e ad un suo fiore
all’occhiello scientifico.
SIAMO RIPARTITI
In futuro? Il problema non sarà tanto l’appagamento per quanto si è fatto - che pure è tanto - quanto piuttosto l’immedesimarsi in una realtà che è completamente cambiata. Ci impegneremo sempre in programmi adeguati al nome degli Amici di Brugg, con una maggiore attenzione al budget di cui possiamo disporre. Sarà un po’ come tornare alle origini. Abbiamo sperimentato chiaramente che gli argomenti di immediato riscontro clinico-pratico, se opportunamente miscelati ad altri argomenti di medio livello teorico-scientifico, formano un cocktail di successo. Anche senza scomodare luminari. In definitiva con il 50° Congresso non siamo arrivati. Siamo partiti di nuovo: c’è da ricominciare un altro giro di storia da capo.
ALL’APICE
di Guido Garotti

È stata una cinquantesima edizione partita in sordina e conclusasi in modo magnifico. Lentamente l’area dei lavori odontotecnici si è via via infoltita col succedersi degli eventi, la frequenza inizialmente debole è andata progressivamente aumentando nell’arco delle tre giornate. I lavori scientifici e tecnici si sono dispiegati in tutta la loro efficacia nei simposi del venerdì. In queste occasioni la nutrita partecipazione degli odontotecnici è stata in alcune circostanze completata dalla presenza degli odontoiatri.
L’utilizzo del mezzo televisivo ha messo in risalto diverse relazioni, tra cui molto interessanti quella sullo sviluppo genetico dei mascellari e di valenza più pratica la conferenza sull’utilizzazione dei nuovi materiali, tra cui la zirconia, e sulla metodologia Cad-Cam nel campo della protesi rimovibile parziale.
Il sabato dedicato alle riunioni comuni ha registrato nella relazione di Giancarlo Pescarmona e dei suoi collaboratori l’apice della partecipazione, mantenutasi comunque alta sino alla chiusura del congresso con le relazioni di Carlo Guastamacchia, Lilia Bortolotti e Guido Garotti.
In conclusione un Congresso di grandissimo livello e alta partecipazione con diversi eventi molto ben ideati e ottimamente realizzati. Mi riferisco in particolare alla cena Padri e Figli, che ha riunito vecchi e nuovi Amici di Brugg; l’Incontro con il settore organizzato congiuntamente da Unidi e dalla nostra Associazione, il quale ha sancito al più alto livello la considerazione che circonda gli Amici di Brugg (erano presenti autorità del mondo politico, sanitario, universitario ed accademico). E infine la tradizionale serata di gala. Tutti momenti importanti che hanno “plasticamente” reso omaggio allo sviluppo dell’Associazione nell’occasione del suo Cinquantenario.

Lilia Bortolotti
e Guido Garotti
sul palco della seduta
comune di sabato
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