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Un altro giro di storia |
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di Nicola Perini |
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Come sempre, più di sempre quest’anno, il clou
del Congresso si è avuto il venerdì (25 maggio)
con le conferenze dei relatori scelti dalle Società
scientifiche per fare il punto sulle singole specialità. Ha
fatto eccezione la prima relazione, la mia, che esulava
da questo contesto. Ho inteso infatti focalizzarla sull’omaggio
alla persona e al percorso scientifico di Gigi
Castagnola; percorso, che poi è continuato in un certo
qual modo con la mia esperienza di lavoro. Perciò ho
trattato un argomento che era uno dei fiori all’occhiello
del professore: il mantenimento della vitalità pulpare.
L’impressione che questa specialissima edizione del
Congresso ha lasciato in tutti noi è altamente positiva.
Tutti i relatori si sono identificati nello spirito degli
Amici di Brugg, non “portando” ricerche fini a se stesse,
ma argomenti di riscontro pratico immediato.
Si capiva insomma che stavamo vivendo un momento storico. Il Cinquantesimo si sentiva nell’aria senza
bisogno neppure di ricordarlo troppe volte, anche
perché la mia relazione e quella di Cesare Robello (il
quale ha ricordato l’insegnamento di Augusto Biaggi)
sono state proprio un omaggio alla storia associativa.
Lo stesso dicasi per l’intervento di Giancarlo Pescarmona,
sintesi dei primi cinquant’anni, sia pure visti attraverso
un percorso prettamente scientifico.
ATMOSFERA MAGICA
La solennità si è riflessa anche nei particolari a prima
vista minori, come una presenza assidua e costante,
una maggiore attenzione e direi quasi un “raccoglimento” al posto del chiacchiericcio e dell’andirivieni a
cui siamo in una certa misura abituati in altre occasioni.
I nomi del resto erano tutti importanti, gli argomenti
tutti svolti secondo il nostro spirito tradizionale.
E su tutto aleggiava l’atmosfera “magica” dell’anniversario,
quella che fa venire la voglia di essere presenti
e l’orgoglio di poter raccontare: “c’ero anch’io”.
Personalmente ricordo questo 50° come uno dei
Congressi più belli, ed è raro che le aspettative si realizzino
in così larga misura. Avevamo molto timore,
per la verità, però l’evento è volato via in maniera incredibile
e abbiamo persino “incassato” tantissimi
complimenti anche fuori della sala, incontrando la
gente a passeggio per Rimini. È stato un gesto molto
spontaneo, con tanti incoraggiamenti ad andare
avanti proprio ora che le manifestazioni congressuali
mostrano evidenti segni di crisi. |
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Nicola Perrini espone il “mantenimento
della vitalità pulpare”, omaggio a
Luigi Castagnola e ad un suo fiore
all’occhiello scientifico. |
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SIAMO RIPARTITI
In futuro? Il problema non sarà tanto l’appagamento
per quanto si è fatto - che pure è tanto - quanto piuttosto
l’immedesimarsi in una realtà che è completamente
cambiata. Ci impegneremo sempre in programmi
adeguati al nome degli Amici di Brugg, con
una maggiore attenzione al budget di cui possiamo disporre.
Sarà un po’ come tornare alle origini. Abbiamo
sperimentato chiaramente che gli argomenti di immediato
riscontro clinico-pratico, se opportunamente miscelati
ad altri argomenti di medio livello teorico-scientifico,
formano un cocktail di successo. Anche senza
scomodare luminari. In definitiva con il 50° Congresso
non siamo arrivati. Siamo partiti di nuovo: c’è da ricominciare
un altro giro di storia da capo. |
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ALL’APICE
di Guido Garotti
È stata una cinquantesima edizione partita in sordina
e conclusasi in modo magnifico. Lentamente l’area
dei lavori odontotecnici si è via via infoltita col
succedersi degli eventi, la frequenza inizialmente debole
è andata progressivamente aumentando nell’arco
delle tre giornate. I lavori scientifici e tecnici si
sono dispiegati in tutta la loro efficacia nei simposi
del venerdì. In queste occasioni la nutrita partecipazione
degli odontotecnici è stata in alcune circostanze
completata dalla presenza degli odontoiatri.
L’utilizzo del mezzo televisivo ha messo in risalto diverse
relazioni, tra cui molto interessanti quella sullo
sviluppo genetico dei mascellari e di valenza più pratica
la conferenza sull’utilizzazione dei nuovi materiali,
tra cui la zirconia, e sulla metodologia Cad-Cam
nel campo della protesi rimovibile parziale.
Il sabato dedicato alle riunioni comuni ha registrato
nella relazione di Giancarlo Pescarmona e dei suoi
collaboratori l’apice della partecipazione, mantenutasi
comunque alta sino alla chiusura del congresso
con le relazioni di Carlo Guastamacchia, Lilia
Bortolotti e Guido Garotti.
In conclusione un Congresso di grandissimo livello e
alta partecipazione con diversi eventi molto ben
ideati e ottimamente realizzati. Mi riferisco in particolare
alla cena Padri e Figli, che ha riunito vecchi e
nuovi Amici di Brugg; l’Incontro con il settore organizzato
congiuntamente da Unidi e dalla nostra
Associazione, il quale ha sancito al più alto livello la
considerazione che circonda gli Amici di Brugg (erano
presenti autorità del mondo politico, sanitario,
universitario ed accademico). E infine la tradizionale
serata di gala. Tutti momenti importanti che hanno
“plasticamente” reso omaggio allo sviluppo dell’Associazione
nell’occasione del suo Cinquantenario.
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Lilia Bortolotti
e Guido Garotti
sul palco della seduta
comune di sabato |
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