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Odontotecnica: l'era dei pionieri |
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testi e disegni di Guido Soave |
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DENTI A PUNTE PLATINO
I denti a punte platino sono simili alle faccette steel
ma si differenziano da queste avendo, al posto della
coulisse posteriore, due perni paralleli orizzontali in
platino (fig. 4).
Generalmente si trovavano in commercio
a due a due: due centrali, due laterali, due canini.
Naturalmente i canini si potevano usare per premolari.
Usati per calotte di Richmonds o per selle edentule
si dovevano adattare accuratamente dal lato cervicale
alle Richmonds con piccole limature alternate a
controlli, o alle selle.
A seconda dell’atrofia gengivale si tenevano più o
meno vestibolarmente alla sommità della sella. |
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Fig. 4 Denti a punte platino
…l denti a punte platino sono simili alle faccette steel ma si
differenziano da queste avendo, al posto della coulisse
posteriore, due perni paralleli orizzontali in platino… |
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C’era
una variante in commercio, i cosiddetti “Pontopin”
che avevano alla loro base una finta radice di porcellana.
Ottimi là dove vi era una forte retrazione alveolare
(fig. 5). Vi era, però, in questi uno scarso assortimento.
Altra variante erano le “Wolfacette” che avevano
delle coulisse laterali.
Dopo l’adattamento cervicale, fatta una mascherina
in gesso vestibolare e controllata la lunghezza incisale,
naturalmente limando il dovuto, si limava con una
carborundum a grana sottile, il bordo incisale a piano
inclinato verso il linguale e i lati prossimali verso il centro
della faccetta.
Il dente risultava così incastonato su tre lati, o quattro
se il castone appoggiava sulla sella. |
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Fig. 5
…C’era una variante in commercio, i cosiddetti “Pontopin”
che avevano alla loro base una finta radice di porcellana.
Ottimi là dove vi era una forte retrazione alveolare… |
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Si poteva successivamente,
previo isolamento delle faccette,
modellare in cera tenendo conto dell’occlusione.
Trattandosi di anteriori superiori, il controllo dell’occlusione
a volte poteva essere impedito dai cramponi
fuoriuscenti. Con un bastoncino in cera collante
riscaldato e appiccicato dal lato vestibolare e facendo
trazione anteriore si risolveva l’inghippo sfilando il
dente. A modellazione avvenuta, e tolti i denti con lo
stesso metodo, si potevano fondere i castoni con oro
platinato, avendo però l’accortezza di infilare nei fori dei cramponi grafiti dello stesso diametro o anche filo
di acciaio inossidabile.
Nelle ricostruzioni anteriori,
dato lo spessore del castone, minimo 1 mm, i cramponi
fuoriuscenti lingualmente potevano essere ribaditi.
Con una speciale pinza, dopo avere allargato a
forma conica l’estremità linguale dei fori. Quindi erano
cementati e ribaditi. Il bordo incisale aureo rifinito sulla
ceramica non doveva essere troppo sottile. Nei denti
premolari, dato il maggiore spessore del metallo, la
ribattitura dei cramponi non veniva effettuata (fig. 6). |
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Fig. 6
…Nei denti premolari, dato il maggiore spessore del
metallo, la ribattitura dei cramponi non veniva effettuata… | |