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  La terapia di mantenimento in implantologia
Gaia Fratini*, Monica Giani**, Roberto Rotundo***

* Igienista dentale, libero professionista, Firenze
** Igienista dentale, libero professionista, Campi Bisenzio, Firenze
*** Professore a Contratto, Corso di Laurea in Igiene Dentale; Assegnista di Ricerca, Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria, Università degli Studi di Firenze
LE PATOLOGIE PERI-IMPLANTARI

Analogamente a quanto è accaduto per lo studio delle malattie parodontali, anche in Implantologia sono stati prodotti numerosi lavori su animali prima e umani poi al fine di indagare sull’eziopatogenesi delle patologie
peri-implantari.
I processi infiammatori che colpiscono i tessuti periimplantari si possono evidenziare in due distinte manifestazioni cliniche: la mucosite peri-implantare e la peri-implantite.

Mucosite peri-implantare
La mucosite peri-implantare (Fig. 2) è un’infiammazione reversibile dei tessuti molli che circondano l’impianto
e, come la gengivite, è caratterizzata dagli stessi segni clinici quali arrossamento gengivale, sanguinamento
al sondaggio ed edema (Mombelli & Lang 1998). Uno studio clinico di Pontoriero e coll. del 1994 ha evidenziato una similitudine con la gengivite nel rapporto di causa-effetto tra l’accumulo di placca batterica e lo sviluppo della mucosite peri-implantare.

La microflora associata ai tessuti peri-implantari con mucosite è praticamente identica a quella rilevabile intorno agli elementi dentali (Mombelli e coll. 1988).
Riguardo alla risposta dei tessuti molli peri-implantari in seguito ad una prolungata esposizione alla placca batterica, Ericsson e coll. nel 1992 ipotizzarono che la risposta del tessuto gengivale potesse essere più efficace nel prevenire la propagazione apicale dei microrganismi della tasca comparata alla risposta della
mucosa peri-implantare.

Peri-implantite
La peri-implantite (Fig. 3) è un processo infiammatorio che interessa i tessuti intorno agli impianti osteointegrati
con conseguente perdita di osso di supporto (Albrektsson e Isidor 1994). I segni clinici che la caratterizzano
sono distruzione verticale dell’osso crestale intorno all’impianto diagnosticata radiograficamente con formazione di una tasca peri-implantare, sanguinamento e/o suppurazione al sondaggio, mobilità ed iperplasia della mucosa.
Fig. 2 Mucosite peri-implantare Fig. 3 Immagine radiografica
di peri-implantite
 
Nella lesione peri-implantare è stato osservato un grado di distruzione maggiore rispetto a quanto accade a livello parodontale (in media 3,2 mm negli impianti contro 1,1 mm nei denti in un periodo di 10 settimane) (Lindhe e coll. 1992). Inoltre, Lindhe e coll. nel 1992 hanno dimostrato come la lesione peri-implantare raggiunga direttamente l’osso alveolare con presenza di suppurazione nella midollare ossea, a differenza della lesione parodontale dove tra l’infiltrato connettivale e l’osso alveolare vi è uno strato di connettivo senza
segni di infiammazione.

La ragione di questa differenza d’intensità del processo distruttivo non è attualmente conosciuta, però può essere collegata all’assenza nell’impianto del cemento radicolare e quindi delle fibre collagene che vi si inseriscono, il cui orientamento parallelo potrebbe avere un ruolo rilevante nella velocità di diffusione della lesione nella mucosa intorno all’impianto.
La peri-implantite può non svilupparsi in tutti i siti peri-implantari con mucosite così come la parodontite non necessariamente si sviluppa in tutti i denti con gengivite (Lang e coll. 1993).

Dal punto di vista microbiologico i microrganismi identificati nella peri-implantite sono molto simili a quelli presenti nelle tasche parodontali di denti con parodontite avanzata (Leonhardt e coll. 1992). Sia in impianti che in denti di cani Beagle con peri-implantite/parodontite sperimentale, è stato infatti osservato un aumento del numero totale di colony-forming units (CFU). È stato anche rilevato un aumento di microrganismi anaerobi Gram negativi e contemporaneamente una diminuzione della percentuale di streptococchi, che invece predominavano nella flora batterica di siti peri-implantari e dentali sani.

La composizione della microflora associata a flogosi peri-implantare è stata studiata anche nell’uomo analizzando la flora batterica attorno agli impianti falliti. Diversi studi hanno infatti riportato la presenza di
elevati livelli di spirochete (Rams T. E. e coll. 1983, 1984, Mombelli A. e coll. 1987), considerate tra i batteri
più patogeni presenti nella parodontite dell’adulto. Inoltre Porphyromonas gingivalis, Prevotella intermedia/Prevotella nigrescens e Actinobacillus actinomycetesmcomitans sono stati trovati nel 60% degli impianti con periimplantite e anche microrganismi non primariamente associati alla parodontite, come stafilococchi, enterobatteri e lieviti, sono stati trovati nel 55% delle lesioni peri-implantari
(Leonhardt e coll. 1999).
LA TERAPIA DI MANTENIMENTO IN IMPLANTOLOGIA

Una corretta igiene orale nel paziente implantare è dunque un requisito indispensabile per il successo a lungo termine degli impianti dentali. Così come per gli elementi dentali, anche la mucosa peri-implantare forma intorno all’impianto un sigillo mucoso che costituisce la prima linea di difesa a livello peri-implantare, e, di conseguenza, la conservazione della sua integrità risulta di fondamentale importanza per il successo della terapia implantare.

Inoltre, oggi, sempre più impianti dentali vengono inseriti in bocche parzialmente edentule, in cui la microflora dentale presente può costituire un’importante sorgente di colonizzazione batterica per gli impianti stessi.
È perciò necessario che il paziente candidato alla terapia protesica sia preventivamente istruito e motivato ad una corretta igiene orale, e venga da subito inserito in un programma di mantenimento in modo da evitare l’insorgenza di complicanze biologiche e abitudini scorrette che potrebbero portare ad un insuccesso
della terapia.

La terapia di mantenimento per pazienti con impianti dentali, come avviene per la terapia parodontale di supporto, inizia sempre con una valutazione diagnostica che prenderà in considerazione:

• la revisione dell’anamnesi generale ed odontoiatrica
• la valutazione dentale (nei pazienti parzialmente edentuli)
• la valutazione parodontale/peri-implantare
• un’eventuale indagine radiografica.

A cui conseguirà una fase terapeutica, con la messa in atto delle seguenti operazioni:

• ri-motivazione del paziente
• verifica delle corrette manovre d’igiene orale domiciliare
• igiene orale professionale per il mantenimento della salute peri-implantare e la cura di eventuali recidive
• eventuale terapia coadiuvante farmacologica.

La Rivista di Odontoiatria