numero 1 anno XXVI     la rivista - articoli - Estetica e funzione nel montaggio dei denti artificiali
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Valli di registrazione intermascellare
Individualizzazione
estetica
Modellazione del
corpo protesico
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  Estetica e funzione nel montaggio dei denti artificiali
a cura di Lidia Colombo
Sintesi della relazione tenuta da Ugo Torquati Gritti e Giancarlo Riva
al 49° Congresso degli Amici di Brugg di Rimini
VALLI DI REGISTRAZIONE INTERMASCELLARE

La relazione ha focalizzato tre fasi del processo di realizzazione di una protesi totale:
1) la costruzione dei valli di registrazione intermascellare;
2) l’individualizzazione dell’estetica;
3) la modellazione del corpo protesico.

Per illustrare i passaggi che riguardano gli aspetti indicati si utilizza un caso reale partendo dai modelli definitivi sui quali si costruiscono i valli per la registrazione intermascellare. È noto che la corretta riproduzione della relazione intermascellare costituisce uno dei fattori determinanti per il mantenimento, durante la funzione, della stabilità protesica, ottenuta secondo i principi fisici di adesione e coesione fra le basi della protesi e le
superfici mucose.

L’oratore si prefigge di evidenziare l’importanza degli altri ruoli che svolgono i valli nella realizzazione delle protesi totali. Poiché essi anticipano la posizione dei denti e dei corpi protesici devono avere una
collocazione atta a:

1) creare un equilibrio fra forze esterne e interne, cioè fra la muscolatura periorale e quella linguale,
2) stabilire l’ampiezza occlusale dei denti artificiali e la loro posizione rispetto alle creste
osteomucose di appoggio,
3) garantire un sostegno adeguato alle labbra per conservare o ripristinare la fisionomia del viso.

Il concetto base da tenersi presente è che il processo di riassorbimento delle creste ossee avviene con modalità diverse: nel mascellare è centripeto mentre nella mandibola è centrifugo. La sua entità è in relazione al tempo cui risale l’edentulia.
Per valutare esattamente la posizione dei valli rispetto alle creste si ricorre a mascherine in silicone che rilevano la loro superficie esterna e si appoggiano alle basi dei modelli.

Nell’arcata superiore un punto di riferimento sicuro è la papilla interincisiva: per un corretto supporto labiale e una buona fonesi la distanza fra questa e la superficie interna della mascherina, rilevata sul vallo, deve essere di 10 mm. A livello posteriore il vallo deve stabilire un contatto con la guancia che consenta di utilizzare la muscolatura periorale come elemento di stabilizzazione e non di dislocamento. Si presentano i due esempi opposti in cui la distanza è rispettivamente insufficiente (8 mm) ed eccessiva (13 mm), in cui i valli, cioè, sono troppo linguali o troppo vestibolari: nel primo caso il labbro non risulterà adeguatamente sostenuto, nel secondo lo sarà in eccesso.

(Fig. 1) Anche posteriormente il vallo che mostra un’eccessiva vestibolarizzazione comporterà un troppo stretto contatto con la muscolatura periorale, perciò durante la funzione la protesi verrà dislocata. Nell’arcata inferiore il vallo deve parimenti seguire l’andamento della cresta rispettando però lo spazio per la lingua e il rapporto con la muscolatura periorale.

Conviene perciò riferirsi al centro della cresta, inteso non più come una linea ma come un’area, in modo da disporre di una maggior tolleranza nella posizione del vallo in senso linguo-vestibolare. Inoltre il vallo è orientato sulla cresta con la sua parte centrale, mentre con la superficie vestibolare si porta verso l’esterno
per contattare la muscolatura periorale; infatti uno spazio libero fra denti e guancia sarebbe occupato impropriamente dal bolo alimentare (Fig. 2), mentre con un contatto eccessivo la muscolatura dislocherebbe la protesi.
Fig. 1 Mascherina sezionata: la distanza fra papilla interincisiva e margine incisale del vallo superiore è insufficiente (8 mm) Fig. 2 Protesi inferiore nel cavo orale: al centro, con denti troppo lontani
dalla guancia; a destra, con denti posizionati correttamente
Si mostra un caso in cui il vallo costringe la lingua in uno spazio ristretto dal quale essa tenderà a sfuggire determinando la mobilità della base in resina del vallo stesso. Un’altra condizione da rispettarsi è che il vallo si collochi al di sotto dell’equatore della lingua, perché questa possa svolgere la duplice funzione di portare il bolo alimentare sopra le superfici occlusali e di mantenere stabile la protesi.

Bisogna quindi evitare l’errore di un vallo che superi in altezza l’equatore della lingua, interferendo con la sua
funzione. Se si osservano i valli montati in articolatore si evidenzia ancor meglio come quelli estesi in difetto in direzione vestibolare, anche se paralleli fra loro, non possano garantire un adeguato sostegno labiale (profilo
a “labbro cascante”) e comportino una posizione scorretta dei denti (troppo linguale, donde problemi fonetici), mentre il difetto opposto (profilo “a bocca piena”) sarà prodotto da quelli con estensione vestibolare eccessiva.

Il montaggio corretto invece consente un sostegno labiale e un rapporto con la muscolatura periorale adeguati (profilo armonioso) (Figg. 3, 4, 5). Nell’arcata inferiore il vallo corretto ha la superficie linguale posizionata in rapporto con la lingua, quella vestibolare in rapporto con la guancia, in modo da sfruttarsi per la ritenzione le forze di entrambe le muscolature, linguale e periorale.
Figg. 3, 4, 5 Valli in articolatore e profilo del paziente con labbro non sostenuto,
eccessivamente vestibolarizzato e posizionato correttamente
Nella realizzazione dei valli l’oratore predilige l’impiego di una resina autopolimerizzabile che è in grado di assicurare, durante la registrazione, la necessaria stabilità alle basi; su queste si erigono i valli, di cera extra dura, per i quali in laboratorio si seguono i seguenti parametri:

1) una larghezza alla sommità di circa 8 mm posteriormente e 3 mm anteriormente per avere una corrispondenza con le dimensioni rispettivamente dei denti diatorici e dei frontali;

2) un’altezza dal fondo del fornice anteriormente di 18 mm nel mandibolare e di 20-22 mm nel mascellare; posteriormente il vallo si allinea al centro del trigono retromolare mandibolare, mentre è alto 5 mm nella regione del tuber mascellare; (Figg. 6, 7)

3) una posizione funzionalmente corretta e cioè che:
    a) sia situata nell’area dell’equilibrio muscolare
    b) abbia un buon contatto con la guancia
    c) non costringa la lingua
    d) sia sotto l’equatore della lingua. (Fig. 8)
Figg. 6, 7 Vallo inferiore allineato al centro del trigono retromolare.
Vallo superiore: larghezza di 8 mm posteriormente, di 3 mm anteriormente e altezza di 5 mm al tuber
Fig. 8 Vallo inferiore con rapporti funzionalmente errati e corretti
Oltre alla tecnica di costruzione, fin qui descritta, che si basa su misure empiriche di laboratorio, ne esiste un’altra che viene realizzata direttamente sugli articolatori utilizzando le opportune informazioni sull’anatomia
del paziente fornite dal clinico.

L’oratore utilizza la registrazione intraorale con arco gotico per determinare la posizione intermascellare orizzontale: questa tecnica consente di comprimere le basi protesiche sulle strutture osteo-mucose, permettendone la stabilità durante le escursioni mandibolari.

La placca di registrazione inferiore, che non deve modificare la dimensione verticale registrata, viene segnata con pastello a cera e inserita nel cavo orale. La punta scrivente, connessa alla base superiore, deve toccare la parte centrale o distale della placca, mesialmente però all’area della cresta ascendente mandibolare, per evitare lo scivolamento anteriore durante la registrazione.

Si invita il paziente a eseguire movimenti di protrusione e di lateralità, ottenendo il tipico tracciato ad arco gotico, il cui apice rappresenta il punto di relazione centrica. Su di esso si centra esattamente la rondellina di plexiglas se l’articolatore che si utilizza non prevede il movimento retrusivo; su un punto di qualche decimo di mm posteriore invece, in caso l’articolatore consenta la posizione più retrusa.
“Fondamentale è l’utilizzo dell’arco facciale, senza il quale il rapporto intermascellare orizzontale deve essere determinato alla dimensione verticale definitiva, non essendo permesse variazioni di altezza in articolatore.”
(Palla S.: Definizione dei rapporti intermascellari. In: Totalrothesen, 1996, 131-194).

Il laboratorio esegue il montaggio in articolatore sul quale il piano occlusale dei valli corrisponderà al piano di
Camper e sarà orizzontale, parallelo al piano di lavoro, come dimostrabile per mezzo di una livella. (Fig. 9)
Fig. 9
Vallo inferiore in articolatore:
la livella mostra che il piano
occlusale è orizzontale
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