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Editoriale di Arturo Chiurazzi |
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Giù dalla turris eburnea
Dalla nuova rivista l’immagine identitaria
di un’associazione
unica
ma non arroccata
su se stessa
Si completa con questo numero la rievocazione
storica che “Odontoiatria” ha voluto dedicare...
a se stessa nel quarantennale delle pubblicazioni:
dal mitico Bollettino degli anni Sessanta, scarno
ed essenziale come si conviene ad un’epoca di pionieri,
allo sgargiante rotocalco di oggi come si conviene
ad un’associazione moderna che fa della comunicazione
lo strumento principe del proprio impegno
culturale.
Del lungo percorso attraverso la storia della
rivista ufficiale degli Amici di Brugg
io porto, insieme ed un passo
indietro del maestro e direttore
scientifico Nicola Perrini, l’onore e
la responsabilità dell’ultimo decennio. E proprio all’editoriale
di questo giornale, che chiude i
nostri festeggiamenti personali e
anticipa i “fuochi d’artificio” del
50° Congresso ormai prossimo,
vorrei affidare alcune riflessioni sui
criteri che mi hanno guidato nell’esercizio
del mandato affidatomi.
Devo dire innanzitutto che la direzione
di “Odontoiatria” ha costituito
per me una bellissima esperienza.
L’ho condivisa
sin dalle prime battute con tutta la redazione; insieme
abbiamo cercato di rinnovare la rivista, restituendole
l’“antico splendore” dopo la “diaspora” della seconda
metà degli anni Novanta. Le abbiamo conferito una
veste inedita, ritagliata sui tempi e le cadenze moderne.
In linea, cioè, con il progetto globale di rinnovamento
associativo deciso dalla presidenza di Fabio
Toffenetti e dall’intero Consiglio Direttivo.
Sul piano pratico non c’è stato bisogno di mettere
mano al “sancta sanctorum” scientifico, ottimamente presidiato da Nicola Perrini, Alessandro Canton e dai
coniugi Tasca. Semmai il problema è stato quello di coadiuvare il loro lavoro sensibilizzando, pungolando
gli autori affinché dessero il meglio delle proprie esperienze
cliniche. E in questo senso posso aggiungere
che le buone relazioni (dopo decenni trascorsi ai vertici
del settore) con tutte le Università italiane mi sono
tornate preziose.
Anche nel convogliare
su “Odontoiatria” nomi e
centri di ricerca importanti per
l’aggiornamento dei lettori.
Ma ciò che più mi ha entusiasmato è stato l’aver portato a compimento
un impegno preso innanzitutto
con me stesso al momento
dell’assunzione della carica di
direttore nove anni fa: aprire la
turris eburnea degli Amici di
Brugg al mondo dentale, indirizzare
sulla rivista l’attenzione di
tutto il settore. Come? Pubblicando
notizie, articoli e commenti,
intervistando persone e personalità, trattando
eventi ed argomenti di interesse generale e non solo
associativo.
Ho cercato insomma di trasformare “Odontoiatria” in una vera rivista scientifica specializzata
da cui l’immagine degli Amici di Brugg giungesse
unica, peculiare, gelosa della propria identità, ma
anche autorevole e pronta all’abbraccio con il settore.
Non so se ci sono compiutamente riuscito. So che
ho tentato, so che la redazione ha risposto da par
suo, so che abbiamo immesso nell’impegno tutta la
nostra professionalità. E anche qualcosa in più: l’amicizia
di cui ci avete contagiato.
Arturo Chiurazzi |
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