| Accelerazione dei processi | |||||||
| di cicatrizzazione tissutale con un nuovo biomateriale: la fibrina ricca di piastrine (PRF) |
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| di M. Del Corso, J. Choukroun, A. Simonpieri, P. Zampetti, V. Bucci Sabbatini | |||||||
| Il PRF (Platelet-Rich Fibrin) appartiene ad una nuova generazione di concentrati piastrinici e abbina una tecnica
di produzione semplificata ad una assenza di manipolazione biochimica del sangue (eparina, EDTA, trombina
bovina, cloruro di calcio…). La fibrina così ottenuta contiene una quantità significativamente elevata di
citochine piastriniche, che risultano imbrigliate all’interno delle maglie del prodotto. L’impiego del PRF negli innesti ossei facilita i processi postchirurgici di cicatrizzazione accelerando l’integrazione e il rimodellamento del materiale innestato. L’impiego della membrana di PRF trova un valido impiego nella chirurgia riparativa del seno e nella chirurgia parodontale. |
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INTRODUZIONE La fibrina è la forma attivata di una molecola plasmatica denominata fibrinogeno. Tale molecola, presente nel plasma, gioca un ruolo fondamentale nel processo di aggregazione piastrinica e nelle reazioni di coagulazione. Proteina solubile, il fibrinogeno è trasformato in fibrina insolubile ad opera della trombina. L’impiego della fibrina quale materiale osteoinduttivo, come mezzo di compattamento del materiale d’innesto e come elemento d’innesto in sé è già stato riportato in letteratura(1-4). La fibrina assume, inoltre, un ruolo fondamentale nei processi di emostasi, cicatrizzazione ed angiogenesi. Dopo il divieto di commercializzazione negli Stati Uniti (1978) delle colle di fibrina, a causa del pericolo di diffusione dell’epatite, molti sforzi sono stati impiegati per sviluppare protocolli di creazione molecolare di fibrina autologa e di aggregati piastrinici con diverse tecniche di manipolazione del sangue(5-9). Diversi autori(10-20), inoltre, hanno sottolineato l’importanza dei fattori di crescita intrinsechi alla fibrina autologa, in qualità di adiuvanti e amplificatori dei processi di riparazione tissutale, inclusi la proliferazione cellulare, la chemotassi, la differenziazione cellulare e la sintesi della matrice extracellulare. Messa a punto da Choukroun et al.(21) la tecnica di preparazione del PRF (Fibrina Ricca di Piastrine) è già nota da qualche anno in Francia ed implica una sola centrifugazione del sangue del paziente, senza alcuna aggiunta di sostanze coagulanti. Vengono in tal maniera superate le restrizioni legate alla reinfusione sanguigna e alle manipolazioni delle provette di prelievo, come accade negli emoderivati. |
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MATERIALI E METODI Il protocollo di realizzazione del PRF è relativamente semplice: il prelievo di sangue è realizzato in provette prive di anticoagulante che vengono immediatamente centrifugate. L’assenza di anticoagulanti permette l’attivazione della cascata fisiologica della coagulazione. Il fibrinogeno, concentrato all’inizio nella parte alta della provetta, verrà progressivamente trasformato in fibrina dalla trombina circolante. Si ottiene, dunque, un coagulo di fibrina che contiene la totalità delle piastrine e dei leucociti (Fig. 1) (22-25). Il coagulo di fibrina autologa viene successivamente trasformato in membrane per i diversi impieghi clinici. (Fig. 2) |
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