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Corpo protesico con e senza ancoraggi |
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a cura di Lidia Colombo
Sintesi della relazione tenuta al 49° Congresso degli Amici di Brugg (Rimini,
18-20 maggio 2006) da Francesco Sanfilippo e Antonio Lazetera, del Dipartimento di
Odontoiatria, Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, diretto dal prof. Enrico Gherlone |
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La relazione si è posta l’obiettivo di documentare
come il corpo di una protesi rimovibile mandibolare
assuma una diversa estensione secondo la presenza
o meno di un sistema di ritenzione della stessa.
Sono state poste a confronto tre diverse modalità riabilitative
dell’edentulia mandibolare: la protesi totale tradizionale;
l’overdenture ritenuta da due impianti interforaminali;
l’overdenture ancorata a quattro impianti
interforaminali. Per ogni procedura sono stati analizzati
gli indirizzi applicativi, i vantaggi e i limiti, descrivendo
inoltre il disegno del corpo protesico. |
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PROTESI TOTALE TRADIZIONALE
Il principale presupposto del corpo protesico di una
protesi totale tradizionale è che quest’ultimo debba
avere la massima estensione possibile. Gli autori
accennano alla corretta modalità di realizzazione del
modello master che, per poter riprodurre i dettagli anatomici,
presuppone un accurato rilevamento dell’impronta utilizzando un cucchiaio individuale, adeguatamente
costruito e funzionalizzato.
Sul modello sviluppato
si disegna il tracciato che dovrà assumere il corpo
protesico, definendo le aree di supporto sulle creste osteo-mucose e delineando le zone atte a garantire la
ritenzione protesica. L’azione antidislocamento della
protesi totale è infatti affidata alle forze di tensione
superficiale che si sviluppano tra base protesica e
mucosa, quando queste vengono a interfacciarsi,
separate dal film di fluido salivare.
Data la relazione
diretta tra intensità delle forze ed estensione delle
superfici contrapposte, la base protesica dovrà assumere
la massima estensione perimetrale, nel rispetto
della mobilità della muscolatura di guance, labbra e lingua.
Attenzione deve essere posta anche alle strutture
fibrose che s’inseriscono in prossimità della cresta,
quali i frenuli laterali, i frenuli mediani linguale e vestibolare,
nonché i rafe pterigomandibolari cui bisogna concedere
sufficiente libertà di movimento. Per lo sviluppo
della superficie di supporto si rende necessario sfruttare
al meglio le superfici osteo-mucose delle creste
edentule, nonché i balconi ossei mandibolari e le aree
dei trigoni retromolari.
Anche se una protesi tradizionale mandibolare è
costruita in modo adeguato, la sua ritenzione può risultare
insufficiente per il paziente; le condizioni anatomiche della mandibola edentula, in relazione all’entità del riassorbimento osseo, possono essere tali da inficiare il
trattamento. In tali casi l’inserzione di impianti nella cresta
residua e lo sviluppo di un sistema di ritenzione
mediante attacchi di precisione rappresenta un’efficace
alternativa terapeutica. |
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PROTESI RIMOVIBILE
CON DUE ANCORAGGI IMPLANTARI
L’edentulia totale è spesso una condizione altamente
invalidante che necessita di un adeguato ripristino funzionale
ed estetico. Un sistema di ritenzione aggiuntivo
alla protesi totale rappresenta un miglioramento funzionale
rilevante. Il Consensus Scientifico Internazionale
sulle overdenture, riunito a Montreal nel 2002, ha individuato
nell’overdenture mandibolare ritenuta da due
impianti la prima scelta terapeutica nel trattamento dell’edentulia
mandibolare, in quanto dimostratasi a lungo
termine una soluzione riabilitativa adeguata e prognosticamente
favorevole. (Figg. 1 A, B)
Quanto all’estensione del corpo protesico, bisogna
considerare che l’inserzione di due impianti mandibolari ha come scopo di fornire alla protesi mobile un supplemento
ritentivo, mentre non dovrebbe essere finalizzata
al supporto, che rimane affidato unicamente alla
superficie mucosa di appoggio. Pertanto tale estensione
segue necessariamente il disegno descritto per la
protesi totale tradizionale. Il sistema ritentivo può essere
rappresentato da due semplici ancore sferiche o da
una barra che unisce le due fixture, le quali non devono
in ogni caso essere sottoposte al carico funzionale.
Per raggiungere tale obiettivo è richiesto che l’inserimento
delle ancore, siano esse matrici per ball attachment
o cavalieri per barre, debba avvenire all’interno
della protesi rimovibile con sistema diretto solamente
dopo che questa sia stata adeguatamente funzionalizzata
per almeno un paio di settimane, in modo che la
base protesica possa liberamente accomodarsi sul
letto osteomucoso. |
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Fig. 1A Modello di mandibola con due fixture
interforaminali. |
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Fig. 1B Relativa protesi ultimata con due ancore |
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PROTESI RIMOVIBILE
CON QUATTRO ANCORAGGI IMPLANTARI
Qualora il paziente richieda un livello ulteriore di performance
funzionale, si deve considerare la possibilità di
inserire quattro o più impianti. (Fig. 2) Questa scelta
comporta una fondamentale evoluzione concettuale e
operativa. Si passa da una situazione di appoggio
mucoso e di ritenzione implantare a una di ritenzione e
di supporto entrambe delegate agli impianti. Ciò consente
una riduzione della superficie di appoggio sulle mucose e quindi dell’ingombro. In relazione all’evidenza,
riportata nella letteratura internazionale, che le overdenture
mandibolari ancorate su quattro impianti si sono
dimostrate a lungo termine meno prevedibili di quelle
ritenute da due soli impianti, la scelta di ancorarsi a quattro
o più impianti deve essere adeguatamente motivata.
Tre sono in genere le condizioni per tale indicazione:
1) un riassorbimento della cresta ossea così avanzato
da determinare una superficializzazione dei forami mentonieri o del canale mandibolare, donde il rischio
che le pressioni sulla mucosa cagionino stimolazioni
dolorose intense;
2) un riflesso faringeo eccessivo, che imponga il minor
possibile ingombro linguale;
3) un ostacolo di natura psicologica a tollerare una protesi
estesa. L’orientamento scientifico attuale è che
nella mandibola edentula l’overdenture con due ancoraggi
implantari offra il massimo dei vantaggi in termini
di efficacia e di prevedibilità a lungo termine dei risultati.
L’aumento del numero degli ancoraggi artificiali, se
consente la riduzione dell’estensione della base protesica,
comporta per converso costi più elevati per il
paziente, maggiori difficoltà realizzative e una compliance superiore nel controllo dell’igiene. |
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Fig. 2 Modello di mandibola con quattro fixture interforaminali | |