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“Odontoiatria” si racconta
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Da quarant’anni le pagine della rivista comunicano gli Amici di Brugg |
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a cura della Redazione |
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SOMMARIO
Nella prima parte abbiamo cercato di descrivere per sommi capi la struttura redazionale della rivista, ora dovremmo condensare in poche righe i fatti e gli argomenti trattati in dieci anni di “Odontoiatria pratica”.
Impresa impossibile, possiamo solo passare a volo d’angelo sugli eventi, cogliendone alcuni. E fra essi il più significativo per noi: la scomparsa di Biaggi. La quale si porta via l’epoca pionieristica dell’associazione, non ancora della testata giornalistica. Ad essa Castagnola e Garberoglio assicurano una sostanziale continuità. |
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IL DOLORE DI PAPÀ AUGUSTO
il 15 ottobre del 1972, Nicola Biaggi muore in un incidente automobilistico nei pressi di Brugg, all’età di ventisei anni. “Odontoiatria” esce con tre pagine listate a lutto, partecipando commossa al dolore di papà Augusto, il quale, già meditando il ritiro a San Fedele d’Intelvi, trova la forza di rispondere a tanto affetto:
“È difficile immaginare quanta forza di rassegnazione mi abbia dato la sensazione di essere circondato da uno stuolo di Amici che hanno condiviso con me la pena e il cordoglio per questo tragico colpo del destino. Vi prometto di rimanere sulla breccia e di continuare a combattere... anche in ricordo di mio figlio Nicola che ormai stava per tagliare il traguardo della fine degli studi. Grazie Amici!”. |
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Nicola Biaggi, ventisei anni, figlio prediletto di Augusto,
qui ritratto all’Università di Basilea. |
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CHICAGO E GLI STATES
Stati Uniti alla ribalta nel numero di aprile dell’anno successivo. Un intero lavoro originale si occupa del “Problema dell’assistenza odontoiatrica negli States”.
Castagnola e Garberoglio rilevano dati sconcertanti: nel Nuovo Mondo carie e “paradentosi” hanno ancora un’amplissima diffusione. E commentano:
“È una delle piaghe dei Paesi civili ad alto livello di consumi” con un bilancio ancora “più importante e triste in età pediatrica: già all’età di due anni il 50% dei bambini statunitensi presenta carie dentaria, la quale incide in maniera crescente nell’età scolare sino ai 15 anni”.
Roberto Giorgetti riporta invece le “Impressioni di un viaggio a Boston” compiuto per un corso di aggiornamento in ortodonzia su iniziativa di Giuseppe Cozzani.
In programma fra l’altro c’è una visita alla Graduate
School of Dentistry, scuola di “superspecializzazione” per i laureati in odontoiatria, sotto la guida vigile e appassionata del decano Tony Giannelly. Una figura che rimarrà bene impressa nella mente di Giorgetti, il quale così acutamente la descrive: “Nonostante si erga ogni giorno di più nel combattuto mondo della ortodonzia americana, egli durante l’insegnamento rifugge costantemente dall’ipse dixit, cercando attraverso una discussione socratica di sviluppare negli allievi una propria capacità analitica e sintetica che permetta loro di evitare i facili entusiasmi, assai frequenti negli Usa”. |
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A sinistra Gli stabilimenti Zingardi di Novi Ligure.
A destra “Toreador” di David Solot. L’artista, romeno d’origine e francese d’adozione, è stato il pittore-dentista più famoso del secondo dopoguerra. Dal 1978 (e per qualche anno) “Odontoiatria pratica” ha pubblicato in apertura di rivista una sua tavola, scegliendola fra le più originali. Incredibile l’utilizzo plastico che Solot è riuscito a fare di trapani,
denti e pinze |
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VISITA A ZINGARDI, IMPRENDITORE E AMICO
Nel numero successivo Fabio Toffenetti fa un ampio resoconto della relazione di Umberto Bar al Gruppo di studio di Clinica parodontale. È una lectio magistralis sull’esame del paziente parodontopatico e sulla presentazione del piano di trattamento, che farà scuola.
Castagnola e Garberoglio, con un discreto corredo di fotografie, raccontano della loro visita a Novi Ligure agli stabilimenti di Pietro Zingardi , “a cui ci legano da lungo tempo rapporti di cordiale amicizia, in nome della quale egli dedicò agli Amici di Brugg e alle loro manifestazioni il suo valido sostegno. E’ un appassionato intenditore del suo lavoro, ha reso il suo stabilimento veramente efficiente e dotato anche di molti e vari apparecchi per controlli di precisione”. |
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FIUGGI ’73: UNA CRONACA-FIUME
Ancora una notazione su questo numero di luglio ’73: al resoconto congressuale (sedicesima edizione di aprile a Fiuggi) vengono dedicate ben undici pagine. E’ la prima volta che alla cronaca associativa si lascia
tanto spazio. Il commento è firmato da Elia Giorgetti ed è, appunto, ampio e circostanziato su ambedue le giornate di lavori. Poi la conclusione, che ci piace riportare in ampio stralcio:
“Il Convegno è finito: si lascia, non senza una venatura di malinconia, il luogo ove abbiamo vissuto due giornate di intensa vita professionale... Si scambiano gli abbracci, si intrecciano i saluti dominati dal generale espresso desiderio di rivedersi al più presto. Poi ciascuno riprende la strada verso la sua casa e il suo studio con una nuova carica di entusiasmo e di tensione ideale; domani i problemi quotidiani si ripresenteranno senza soste, nelle richieste dei pazienti e nel diuturno confronto con il male e con il dolore. Ma ciascuno si sentirà più forte... A tratti, in coincidenza con i momenti più difficili, affioreranno nel nostro studio, a renderci più sicuri e più avvertiti con i loro suggerimenti e con le loro esperienze, i volti e le voci dei Maestri e degli Amici”. |
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FORMAZIONE A DISTANZA ANTE LITTERAM
È notizia del ’74, invece, di un grosso passo in avanti nella formazione professionale. La Camera federale dei medici tedeschi ha messo a punto infatti “un programma di aggiornamento della categoria mediante videocassette applicabili con un apparecchio intermedio ai comuni televisori.
“L’intendimento è quello di mandare a tutti i medici iscritti, settimanalmente, le più importanti notizie scientifiche e pratiche di recente acquisizione, fissate su un nastro la cui visione non richieda più di dieci minuti”.
Ma c’è dell’altro: “In seguito la Camera federale si propone
di escogitare programmi più vasti estesi a tutte le specialità per dar modo ad ogni medico di ricevere quel notiziario che più gli interessa”.
Più avanti, nello stesso numero, un altro avviso di analoga natura: per conto della Samo di Firenze, “è uscita una ricca serie di diapositive a colori commentate su nastro magnetico”. Della collana sono autori, fra gli altri, Fonzar, Zannier, Toffenetti, Soave. Siamo insomma agli albori della formazione a distanza ma in nuce l’ispirazione c’è gia, è iniziato il cammino verso le trasmissioni satellitari... |