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Ricostruzioni dirette anteriori e posteriori |
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a cura di Giordano Tasca
Sintesi della relazione tenuta da Adamo Monari al 49° Congresso degli Amici di Brugg |
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RICOSTRUZIONI ANTERIORI - INDICAZIONI DELLA TECNICA DIRETTA
I criteri di scelta fra restauro diretto e indiretto si basano su diversi fattori da tenersi in conto per sviluppare un ragionamento clinico.
1. Il substrato adesivo (smalto-dentina)
2. La resistenza biomeccanica del dente da restaurarsi
3. L’entità della lesione e il numero degli elementi coinvolti
4. Il tipo di funzione e la situazione dell’antagonista
5. L’età e le esigenze del paziente
6. La possibilità di ripristino anatomo-funzionale
Talora uno solo dei fattori risulta determinante; ad esempio l’età: in un bambino si opta pressoché sempre per la soluzione diretta, anche se la lesione è ampia. Nei denti frontali elevate esigenze estetiche possono essere decisive per una scelta di tipo indiretto, mentre è leggermente meno condizionante che nei posteriori la presenza nella preparazione di un contorno completo di smalto, per il minor impegno funzionale.
Altre volte più fattori concorrono nell’indirizzare verso il restauro indiretto; è il caso di veneering completi in composito, per i quali sono in gioco oltre al 5, anche il 3 e il 6 dell’elenco. In situazioni come quella illustrata nella Fig. 1 l’odontoiatria conservativa ha un ruolo importante nell’identificare dei margini sani, eliminando i vecchi restauri deteriorati e i tessuti cariati, per realizzare dei build-up di attesa, anche se le ricostruzioni definitive dovranno affidarsi a tecniche indirette. |
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Fig. 1 Incisivo laterale: eliminazione dei vecchi restauri deteriorati e dei tessuti cariati, build-up di attesa |
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Vi sono pure casi ibridi come quelli della Fig. 2 in cui diversi fattori (3, 4, 5 e 6 dell’elenco) appaiono in una connotazione borderline per cui si può optare, dopo una valutazione con il paziente dei costi/benefici, per un restauro diretto, più conservativo, allo scopo di allungare la vita del dente, prevedendo una seconda fase, dilazionata, della terapia. È inevitabile tener conto del fatto che, a parità di condizioni, la ricostruzione indiretta richiede sempre più tempo rispetto alla diretta e che “indiretto” non è di per sé sinonimo di qualità e di certezza del risultato. |
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Fig. 2 Caso borderline: opzione per un restauro diretto, in attesa della seconda fase della terapia, dilazionata
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