Hai dimenticato la password?
Editoriale di Augusto Biaggi

Lettera aperta agli amici (1976)

Carissimi Amici, sono ormai più di 30 anni che dedico la mia vita all’insegnamento e allo studio per migliorare le prestazioni dei medici dentisti e degli odontotecnici a favore dei nostri pazienti. Sarei ingiusto se concludessi di essere insoddisfatto del risultato ottenuto.

Al giorno d’oggi abbiamo in Italia medici di valore internazionale in tutti i campi dell’odontoiatria e, quello che più conta, abbiamo un buon numero di medici che lavorano ad un livello medio paragonabile a quello delle nazioni d’Europa più progredite e, oserei dire, d’America.

Fra gli odontotecnici contiamo su elementi di primissimo ordine, specie nelle grandi città e molti giovani promettenti in questo campo si incontrano anche in provincia. Dicendo questo non penso solamente al gruppo degli Amici di Brugg, ma allargo il cerchio a molti medici e odontotecnici che, per altre vie, hanno fatto, come dice il Prof. Vogel, il «dentista ruspante», e hanno perfezionato le loro conoscenze beccando a destra e a sinistra.

Malgrado questi risultati tangibili, il «Santone» non si sente ancora contento!

Negli ultimi anni abbiamo allargato la cerchia dei Corsi di perfezionamento; ho scelto elementi dotati di qualità scientifiche sicuramente di alto livello. Sono stato aiutato a mettere in piedi un Centro di aggiornamento professionale in viale Cassala a Milano che, a detta di Peter Thomas e Passamonti, è il migliore da essi trovato, sia per quanto concerne i locali, sia come organizzazione.

Tutto questo naturalmente costa lavoro, denaro, fatica.

Il risultato è soddisfacente, ma solamente fino ad un certo punto. Ho notato che i corsi ad alto livello sono sempre affollatissimi, mentre abbiamo difficoltà a colmare i posti ai corsi a livello medio. Il nostro pane quotidiano sono la conservativa, l’endodonzia, la protesi totale, la piccola protesi, le preparazioni protesiche, la profilassi, la piccola parodontologia. E’ in questo campo ristretto che dobbiamo migliorare, che dobbiamo diventare «grandi», che dobbiamo perfezionarci.

Non possiamo montarci la testa e credere di essere già arrivati, di sapere tutto o anche solamente abbastanza.

Non siamo ancora all’altezza di un Pecchioni, di un Toffenetti, di un Vergnano, di un Borsotti, di un Chiarini, di un Pescarmona, senza parlare di un Martignoni, di un De Chiesa, di un Vogel o di un Bar.

Dobbiamo far atto di umiltà e mettere a disposizione dell’aggiornamento almeno mezzo milione all’anno, se vogliamo progredire e non segnare il passo o regredire! E’ forse una cifra eccessiva per un medico dentista che lavora a pieno regime? Amici, «chi si ferma è perduto», chi opera di «routine» e non segue il progresso, lavora solamente per mangiare o per vivere, ma soddisfazioni dal proprio lavoro ne avrà ben poche.

Dove va a finire il «fuoco sacro» dei primi Corsi di Brugg? Amici, al mio prossimo compleanno, saranno 68: ma io resto sulla breccia, resto sul ring. Però, senza il vostro aiuto, non mi resta che combattere contro delle ombre. Mi dite che i Corsi sono troppo cari? Ma pensate un momento al lavoro che hanno fatto per voi i relatori! Quanti Corsi hanno seguito per imparare quello che vi insegnano? Quante giornate e nottate hanno perso per preparare il materiale didattico? Quanti libri hanno letto e riletto per formarsi una base scientifica? Quanti articoli hanno tradotto o hanno scritto per aiutarvi senza essere remunerati? Forse hanno fatto tutto questo per farsi un nome? No, amici! Per farsi un nome, bisogna saper lavorare, perchè solo degli scritti ti procurano un nome fasullo.

(...) Forse vi ho annoiati, ma ormai tutti sanno che quello penso io lo dico, a costo di sentirmi dare del dittatore o del presuntuoso. Sicuramente molte volte sono in errore, ma è importante che molte volte abbia ragione e che questi miei sfoghi aiutino chi si sente anche parzialmente in difetto.

In ogni caso, quello che dico e faccio, lo faccio perché adoro la mia professione.

Augusto Biaggi


La Rivista di Odontoiatria