| USO DEL PRGF | ||
| Per accelerare la rigenerazione dell’osso e dei tessuti molli negli alveoli post-estrattivi | ||
| di Edoardo Anitua, Gorka Orive, Isabel Andía Ricercatori di Vitoria, Spagna |
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SOMMARIO Nei protocolli di post-estrazione differita a breve, medio e lungo termine è fondamentale applicare trattamenti che accelerino la rigenerazione sia dei tessuti molli sia dell’osso alveolare per ridurre il tempo di attesa del paziente e per migliorare la qualità del tessuto rigenerato. Riempire gli alveoli post-estrattivi con PRGF permette di ottenere osso alveolare in quantità (densitometria superiore a 500 hounsfield) e qualità (osso tipo 2 e 3) sufficiente, tanto all’interno come nelle pareti dell’alveolo. Questo consente d’inserire impianti con buona stabilità primaria già dopo 8-12 settimane rispetto ai 12 mesi previsti nel protocollo “standard” di Branemark. Il trattamento degli alveoli post-estrattivi mediante PRGF e fibrina autologa è un procedimento biotecnologico facile, economico e predicibile per l’ottenimento di osso alveolare e gengiva cheratinizzata, che permette di ridurre significativamente i tempi di attesa del paziente senza che siano rilevati effetti indesiderati. |
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INTRODUZIONE Nell’ultimo decennio l’odontoiatria ha avuto una decisa evoluzione grazie all’approfondita conoscenza delle malattie dentali e allo sviluppo di nuove tecniche e protocolli biotecnologici. Basta vedere come siano stati ampiamente superati protocolli prima considerati assiomatici, come quello disegnato da Bränemark per il trattamento con impianti. In questo primo protocollo standard si raccomandava, dopo l’estrazione di un dente, un periodo di guarigione di 12 mesi prima d’inserire un impianto nella stessa sede, dopo di che si doveva aspettare da 3 a 6 mesi prima della seconda chirurgia. Attualmente, si usano altri criteri per definire il tempo trascorso tra l’estrazione e l’inserzione di un impianto. Secondo questa classificazione, si parla d’impianti post-estrattivi immediati o differiti a breve, medio e lungo termine, in funzione del fatto che l’impianto si collochi subito dopo l’estrazione, dopo sei-otto settimane, o dopo tre o più mesi. Non c’è dubbio che la terapia immediata presenti molteplici vantaggi funzionali ed estetici per il paziente, ed accorci favorevolmente i tempi di trattamento. In alcune occasioni è però necessaria una completa rigenerazione dell’alveolo post-estrattivo e della gengiva cheratinizzata per garantire l’esito estetico e funzionale del futuro impianto. Determinate situazioni come le grandi lesioni periapicali, difetti a tre pareti, grandi crateri attorno ai denti o recessioni gengivali possono controindicare l’inserzione di impianti immediati postestrattivi. In questi casi bisogna aspettare il tempo necessario per la guarigione e la rigenerazione dell’alveolo. D’altra parte aumentando il tempo di attesa aumenta anche il grado di riassorbimento del processo alveolare con una perdita di altezza e larghezza della cresta alveolare, cosa che può rendere difficile o persino impossibile inserire degli impianti dentali. E’ precisamente in questo tipo di situazioni che è necessario applicare protocolli che accelerino il processo di rigenerazione dei tessuti molli e dell’osso alveolare in modo che si ottenga una quantità e qualità adeguata di osso e gengiva cheratinizzata e si riduca il tempo di attesa del paziente. Un’alternativa biotecnologica per accelerare la rigenerazione alveolare è il riempimento dell’alveolo post-estrattivo con una preparazione ricca in fattori di crescita detta PRGF[1]. Il PRGF è un volume concentrato di una preparazione molto specifica di plasma ricco di piastrine, ricavato in maniera semplice e rapida dallo stesso paziente, la cui attivazione permette di ottenere una matrice tridimensionale e biocompatibile di fibrina, dalla quale si libera progressivamente un insieme di proteine e fattori di crescita autologhi (GF: growth factors) che contribuiscono ad accelerare sia la guarigione che la rigenerazione ossea[8]. Nello stesso tempo, utilizzando la frazione plasmatica meno concentrata di piastrine è possibile ottenere un tappo di fibrina autologa, consistente ed elastica, biomateriale ideale per la chiusura dell’alveolo post-estrattivo. Nel presente lavoro, si descrive la tecnica di riempimento degli alveoli postestrattivi con il PRGF e la loro chiusura con fibrina autologa, in un campione di 11 pazienti di età media superiore ai 50 anni. L’obiettivo di questo studio è provare se la combinazione dell’effetto osteoinduttore dei GF con l’effetto osteoconduttore della matrice di fibrina riduce il tempo di attesa richiesto per la completa guarigione e la rigenerazione ossea. Inoltre, di valutare l’efficacia del tappo di fibrina come biomateriale autologo e biocompatibile per una chiusura alveolare ottimale. Per questo, sono state misurate la densità ossea e la qualità dell’osso alveolare su una tomografia assiale computerizzata eseguita tra l’ottava e la tredicesima settimana dopo l’estrazione, grazie ad un software specifico per la diagnosi e la pianificazione implantare (BTI Scan®)[3]. | ||
