Linee guida
Il successo in protesi fissa, nei suoi aspetti biologico, meccanico ed estetico, richiede una buona sinergia fra equipe curante (endodontista, chirurgo, protesista, ecc.), equipe odontotecnica e paziente. La corresponsabilità oggi prevista per l’odontotecnico implica per lui il diritto/dovere di essere coinvolto nella valutazione delle opzioni protesiche da spiegarsi e discutersi con il paziente. Gli obiettivi della riabilitazione protesica sono, in ordine di importanza, la funzione, la durata nel tempo e l’estetica, anche se quest’ultima negli ultimi anni ha assunto un ruolo privilegiato.
Le linee guida protesiche preparate per il Collegio dei Docenti dall’oratore prevedono:
1) anamnesi medica e odontoiatrica
2) esame obiettivo del cavo orale
3) allestimento dei modelli di studio
4) montaggio dei modelli di studio in articolatore a valori medi e loro esame
5) ceratura diagnostica (piani di trattamento complessi e su impianti)
6) formulazione del piano di trattamento e sua illustrazione al paziente
La sinergia studio-laboratorio si sviluppa attraverso la realizzazione dei modelli di studio, l’analisi della tipologia occlusale e la ceratura diagnostica per arrivare alla progettazione del tipo di protesi.
Si sottolinea l’importanza dell’esame dei modelli montati in articolatore, perché fornisce una serie preziosa di informazioni, riguardanti, fra l’altro, gli spazi disponibili, la tipologia occlusale, il tipo di preparazione dei monconi da adottarsi in rapporto agli spazi intermascellari.
Per quanto concerne la ceratura diagnostica (wax-up), vale la pena di distinguerne due tipi, una (A) per lo studio e l’analisi delle problematiche occlusali, chiamata da alcuni intercettiva e proposta da Ubassy, l’altra (B) destinata sia al ripristino occlusale sia al fine estetico.
Il wax-up riveste notoriamente un interesse particolare nella protesi implantare, perché da esso si ricavano la dima radiologica per lo studio del sito implantare ricevente, la guida chirurgica per l’inserimento delle fixture e le mascherine in silicone. Queste serviranno allo scopo di ottimizzare il fresaggio individualizzato degli abutment e di valutare gli spazi necessari per le fusioni e per il rivestimento estetico. (Fig. 1)
|
|
La ceratura che si prova in bocca con un fine funzionale ed estetico è realizzata su nuclei di resina: vi si possono effettuare, mediante asportazioni di cera, adattamenti occlusali (di entità limitata) che verranno incorporati nel manufatto definitivo. Infatti la morfologia del wax-up costituisce una guida preziosa, da non abbandonarsi mai nel corso degli step successivi, se si vuole ottenere il risultato programmato.
La ceratura diagnostica consente anche in certi casi di progettare sull’arcata antagonista, che il paziente a volte non vuole riabilitare, quei piccoli artifici che consentono di avvicinarsi a un piano occlusale ideale. E’ il caso dell’applicazione su denti posteriori inferiori di due onlay che evitano una protesi superiore con curve e guide incongrue. (Fig. 2)
|
|
La preparazione degli elementi dentali e la rilevazione delle impronte sono aspetti delle linee guida che si rischia un po’ di sottovalutare con l’avvento della cementazione adesiva, alla quale si attribuisce erroneamente la facoltà di rimediare a imperfezioni di adattamento fra corone protesiche e monconi. Anche le moderne impronte ottiche non hanno raggiunto, almeno a livello di pratica quotidiana, un’affidabilità sufficiente, quanto a precisione del fit protesico. Non è superfluo a tal proposito ricordare la massima del Prof. Martignoni: “Da una lesione acuta si guarisce sempre, mentre da una cronica, causata da un incongruo adattamento marginale o da un’errata emergenza, non si può guarire se non ripristinando un contorno corretto”.
Solo su elementi dentali che abbiano un parodonto sano (scaling, root planing, chirurgia parodontale) il risultato protesico offre i necessari requisiti di predicibilità, per quanto riguarda sia l’impronta sia il mantenimento del livello di salute dei tessuti marginali.
Funzione, salute parodontale ed estetica sono in stretto rapporto reciproco e dipendono dalle seguenti caratteristiche: A) la precisione marginale, B) l’integrità nel tempo della stessa, C) la morfologia del contorno protesico e D) il suo profilo di emergenza. Per ottenere tali traguardi sono necessarie ancora oggi: 1) un’accurata preparazione dei denti, 2) un esatto rilievo delle impronte, 3) scrupolosi protocolli di controllo, 4) corrette manipolazioni durante i procedimenti di inserimento e di cementazione.
|