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Editoriale di Roberto Weinstein
Pedagogia e didattica

In occasione dell'ultimo Congresso degli Amici di Brugg ho trascorso, forse un po' colpevolmente, poco tempo nell'aula nella quale ero relatore, e molto tempo nella sala dedicata ai medici e in quella dedicata agli odontotecnici. Per non parlare dei passi spesi nei corridoi della mostra. In altri termini, mi sono gustato l'evento. L'oggetto del Congresso, il suo intrinseco elevatissimo livello di qualità mi ha condotto ad una serie di valutazioni. Sono partito dalla considerazione che la moderna pedagogia medica ci insegna che il discente deve essere messo in grado di: 1) sapere; 2) saper fare; 3) saper essere.

I significati di questi tre “pilastri” della preparazione del medico o dell'odontoiatra sono evidenti.

“Sapere” è l'acquisizione di informazioni teorico-pratiche, il bagaglio culturale delle discipline di base e l'approccio sistematico alle problematiche della patologia e della terapia.

“Saper fare” definisce la capacità dell'allievo di essere in grado di realizzare una determinata procedura operativa, basata sul “sapere” e su protocolli operativi condivisi, oggigiorno basati, laddove presenti, sulle prove di efficacia, sugli studi clinici randomizzati e controllati.

“Saper essere” definisce le modalità di comportamento che il medico (il dentista) deve adottare nel corso del “saper fare”: per esempio la gestione della comunicazione con i pazienti. Tutto questo è, o più onestamente dovrebbe essere, oggetto della preparazione universitaria: ma anche ipotizzando che questi obbiettivi vengano conseguiti al cento per cento al termine degli studi, dobbiamo fare i conti con l'obsolescenza delle conoscenze.

Sappiamo tutti che l'evoluzione delle conoscenze è oggi molto rapido, e che dopo pochi anni le informazioni scientifiche in nostro possesso non solo sono superate, ma spesso anche, in larga percentuale, errate. Di qui la necessita di une educazione continua post laurea, con l'obbiettivo di aggiornare e migliorare le nostre cognizioni.

Come realizzare questo obbiettivo?

Ci viene in aiuto la EBD, l'Evidence Based Dentistry, che ci insegna a scegliere le fonti del nostro aggiornamento, a riconoscere la qualità degli articoli scientifici che leggiamo, a valutare le riviste scientifiche, a navigare su Internet alla ricerca delle informazioni, a pesare i relatori delle conferenze che ascoltiamo, con delle modalità precise e ben documentate.

Molti di noi hanno seguito e seguono questi metodi di aggiornamento post laurea.

Sono utili, stimolanti, intellettualmente affascinanti. Tali da innescare una serie di dubbi, di considerazioni, di distinguo. Per esempio: dopo essere venuto a conoscenza (il “sapere”) che quel determinato intervento chirurgico è quello che ha dato i migliori risultati secondo gli RCT (Randomized Clinical Trial) più recenti, chi mi insegnerà a eseguirlo (il “saper fare”)?

Dove imparerò a proporlo nel modo più adeguato al mio paziente (il “saper essere”)?

La risposta la trovo tutti gli anni agli Amici di Brugg.

Questo tipo di Congresso, sempre per definizione dedicato al “saper fare”, spesso guardato con sufficienza dai soloni dell'EBD, rappresenta in Italia, insieme ai Corsi di aggiornamento delle più importanti Società scientifiche, la punta più alta dell'aggiornamento pratico.

La medicina basata sulle prove di efficacia ci spiega che, per quanto concerne la pratica clinica, basata sui criteri dell'evidenza, si deve guardare ai clinici di provata esperienza, come tali indicati dalla comunità scientifica e professionale. Questo, nella definizione del programma del Congresso, viene sempre e da sempre rigorosamente realizzato dagli Amici di Brugg: mai un compromesso, sempre la ricerca di una eccellenza, non fine a se stessa, ma rigorosamente ancorata alla realtà scientifica.

In altri termini, rigore ed etica nella definizione dei temi congressuali e dei relatori sono il motivo conduttore di questa straordinaria Associazione.

Per questi valori morali, che definiscono un modo di essere, tutti gli anni a maggio, sono a Rimini.

Insieme a migliaia di altri carissimi amici.

Roberto Weinstein


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