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Lotta alla carie infantile
l'Italia anticipa il mondo
a cura di Guido Peggion
Risultati molto confortanti dal recentissimo Studio multicentrico sulla salute orale dei bambini svolto su scala nazionale sotto l'egida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Il nostro Paese ha già raggiunto gli obiettivi fissati dall'OMS per il 2010. Ce ne parla Laura Strohmenger, coordinatrice della ricerca: “Fra quattro anni possibile il dimezzamento”
Siamo andati a trovare la professoressa Laura Strohmenger per aggiornarci sull'attività del Centro di collaborazione OMS per l'epidemiolo gia e l'odontoiatria di comunità, di cui è responsabile; per chiederle un bilancio dopo un quinquennio dall'avvio dell'esperienza “Dental Building”, la Clinica odontostomatologica dell'ospedale San Paolo di Milano, di cui è direttore sanitario; per avere il polso del Corso di laurea in odontoiatria dell'Università degli Studi (Polo San Paolo) di cui è professore ordinario; per sapere come e dove va la cultura odontoiatrica nazionale, di cui è esponente fra i più ascoltati. Del lungo elenco di domande, alla fine, ne sono rimaste poche e non perché la professoressa Strohmenger abbia abdicato all'abituale cortesia. Ma perché l'attualità ha preso il sopravvento, sotto forma di una discreta mazzetta di diapositive fresche di stampa, ben ordinate sulla sua scrivania al secondo piano di via Beldiletto. E' un regalo che ci fa, se fossimo altro da una rivista di settore lo chiameremmo scoop, certo è una primizia. Sono i primi risultati di uno “Studio multicentrico sulla prevalenza della carie in Italia” riferito ai bambini di quattro anni e ai ragazzi di dodici. L'indagine epidemiologica è stata fatta sotto l'egida dell'OMS e con la collaborazione della S.It.I., Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (nobili e antiche le origini: fu fondata nel 1878 da Gaetano Pini). Referenti il dottor Guglielmo Campus e il professor Paolo Castiglia dell'Università di Sassari e la professoressa Strohmenger, appunto.
Veloce e attendibile

La ricerca ha richiesto appena diciotto mesi. Indagato su tutto il territorio nazionale un gruppo campione rappresentativo di 14 mila bambini delle fasce di 4 e 12 anni d'età

Il rilevamento è durato un anno e mezzo e si è appena concluso. Ora siamo nella fase di elaborazione dei dati e questo servizio anticipa le prime conclusioni a cui si è giunti. E' d'obbligo però in premessa sottolineare i numerosi aspetti che rendono unica questa ricerca e ne fanno un supporto assai attendibile nell'individuazione degli indici di patologia orale fra la popolazione infantile. Centrando in pieno lo scopo di “fornire all'Organizzazione Mondiale della Sanità stime affidabili e aggiornate del fenomeno” e di “effettuare confronti fra le diverse aree italiane”.

La metodologia dell'indagine - impostata sui criteri di comunità fissati dagli standard OMS - ha previsto innanzitutto la campionatura di un gruppo rappresentativo della popolazione infantile rispettivamente di 4 e di 12 anni (14 mila su un totale di circa 145 mila in base al censimento Istat del 2001) ed ha coperto tutto il territorio nazionale (diciassette località, isole comprese). Il rilevamento è stato svolto nelle scuole da un gruppo di giovani odontoiatri affiancati da igienisti, sufficientemente ristretto per ridurre al minimo la cosiddetta varianza inter-examiner (ne vedremo più avanti significato e importanza). Il possibile errore umano è stato inoltre minimizzato anche dal largo utilizzo dello strumento informatico nella trascrizione dei dati.

L'intera organizzazione dell'indagine infine ha potuto contare sulla collaborazione, nelle diverse sedi indagate, sia delle facoltà universitarie, sia di singoli professionisti iscritti ad Andi, sia dei docenti di igiene medica e orale. E - particolare nient'affatto trascurabile in questo tipo di iniziative - è stata resa possible per il sostegno economico fornito da una multinazionale del settore, la Unilever. Abbiamo fin qui detto poco e in maniera approssimata. Tutto il resto, i fatti e gli antefatti e soprattutto i risultati ce li racconta in prima persona Laura Strohmenger. Sentiamola.

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