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Editoriale di Sergio Barale
Amici sino in fondo

Da un ventennio funziona a Rimini un servizio per gli audiolesi. Pochi lo sanno. E le istituzioni sono assenti.

Vacanze di Natale. Rifletto, per cercare un senso ad un altro anno che se ne va. Nel bilancio di varia umanità di cui sono stato spettatore e attore, naturalmente c'è anche l'attività della nostra associazione. Non solo quello che ha fatto e fa per promuovere l'aggiornamento e la professionalità: qui sono tante le opere compiute, animate sempre dallo spirito dei fondatori. Non sarò mai abbastanza grato, ad esempio, al dottor Augusto Biaggi per il grande sostegno dato alla collaborazione fra odontotecnici e medici, in tempi in cui una simile scelta aveva un sapore di rottura, quasi rivoluzionaria, certamente controcorrente rispetto agli equilibri professionali correnti.

Ripenso a tutto questo, ma soprattutto ai valori di amicizia e di solidarietà che l'associazione incarna. E a quanto io, noi, individualmente, ci impegniamo perché quei valori rimangano patrimonio e testimonianza del nostro stare insieme. Se è vero che molto è stato fatto e che molto si potrebbe ancora fare, mi accorgo anche che non sempre siamo stati capaci di valorizzare o di dare visibilità alle iniziative messe in campo. Beninteso: non per ricavarne elogi o pacche sulle spalle, ma proprio per renderle più efficaci e incisive. Un esempio, che per me - lo spiegherò dopo - è anche un cruccio. Pochi forse sanno che gli Amici di Brugg si sono occupati anche dei colleghi odontotecnici sordi, inserendo da ormai diciotto anni in tutte le conferenze del congresso di Rimini un traduttore della lingua dei segni, rendendo possibile - unico esempio in Italia, io credo - l'aggiornamento (della qualità che si fa da noi) anche agli audiolesi. Ricordo in proposito la perfetta riuscita e il gradimento ottenuto nel corso della diretta televisiva del 1989, quando Giovanni Canova di Merano fece una dimostrazione sugli attacchi di precisione e la traduttrice, sistemata in un salotto apposito, permise a tutti, anche ai colleghi meno fortunati, di gustare appieno quella pagina importante di cultura odontotecnica. E' doveroso ricordare che alla nostra iniziativa hanno collaborato dapprima i professori Cappellato e Marzari e in questi ultimi anni i professori Stocchero e Caccaro, insegnanti presso la scuola Tommaso Pendola di Padova dove molti audiolesi si sono diplomati; a loro va tutto il nostro ringraziamento.

Eppure, e qui sta il cruccio di cui dicevo, il numero dei colleghi audiolesi non aumenta a Rimini, nonostante la disponibilità di sale attrezzate per gli incontri, nonostante sia ben nota l'importanza per quella categoria sfortunata della socializzazione. Da una parte è mancata un'adeguata "pubblicizzazione" dell'iniziativa, ma dall'altra non c'è stata la necessaria rispondenza da parte delle istituzioni, mi riferisco in particolare alle scuole speciali e all'Ente morale.

E' un piccolo esempio, ripeto, ma indicativo forse di una mentalità. Facciamo tante cose, ma il rumore della vita frenetica ci distrae, e non riusciamo a portarle sino in fondo. Personalmente continuerò in questa battaglia. Minima, se volete, ma penso che anch'essa possa fare onore alla nostra associazione. Se no, che Amici saremmo?

Sergio Barale


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