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| Biomateriali in chirurgia rigenerativa | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| a cura di Giordano Tasca | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Sintesi della relazione tenuta al 47° Congresso degli Amici di Brugg (Rimini, maggio 2004) da Adriano Piattelli e Carlo Mangano | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Prima parte | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Diversi sono i biomateriali attualmente disponibili in chirurgia rigenerativa. L'oratore ha fatto riferimento principalmente a un suo studio che ne ha valutato istologicamente il comportamento nella tecnica di rigenerazione ossea. Sono state analizzate carote ossee per ogni diverso tipo di biomateriale, prelevate da pazienti sottoposti a intervento di grande rialzo di seno mascellare, di rigenerazione orizzontale e verticale di cresta alveolare, di rigenerazione ossea guidata. I prelievi, eseguiti dopo 6-8 mesi dall'innesto, sono stati preparati per essere osservati al microscopio ottico a luce trasmessa e polarizzata. E' stata eseguita l'analisi istomorfometrica per calcolare la quantità di osso mineralizzato, la quantità di biomateriale residuo e la quantità di spazi midollari. Osso autologo Esso rappresenta certamente il golden standard tra i biomateriali. L'uso dell'osso autologo presenta tuttavia degli svantaggi: la quantità prelevabile da siti intra-orali è limitata ed è per questo che trova, ad esempio, scarse indicazioni nel rialzo di seno mascellare. Nello studio suddetto tutte le particelle di osso autologo erano circondate da osso neoformato. L'osso autologo tendeva ad andare incontro a un processo di riassorbimento molto lento. Osso demineralizzato (DFDBA) Le particelle di osso demineralizzato che si trovavano localizzate vicino all'osso preesistente erano circondate da osso neoformato, mentre le particelle localizzate a distanza maggiore non mostravano segni di processi di remineralizzazione e osteogenesi. Le particelle hanno dimostrato di essere scarsamente riassorbibili e sono state ritrovate in prelievi eseguiti dopo molti anni. Osso bovino inorganico La maggior parte del biomateriale appariva circondata da osso neoformato. Non esistevano gaps all'interfaccia tra osso neoformato e biomateriale. Il biomateriale presentava una scarsa riassorbibilità. Idrossiapatite La maggior parte delle particelle di idrossiapatite era circondata da osso. In alcune zone le particelle sembravano essere cementate da osso neoformato di spessore variabile. Carbonato di calcio Le particelle si presentavano unite da tessuto osseo neoformato. All'interfaccia non era possibile osservare la presenza di gaps. In alcune zone sulla superficie dei granuli si riscontravano aree di riassorbimento. Non si osservavano cellule infiammatorie. Occasionalmente erano presenti piccoli capillari negli spazi midollari localizzati tra le particelle. Biovetri Le particelle di biovetri si presentavano circondate da osso neoformato e l'osservazione a forte ingrandimento dell'interfaccia osso-biovetro non rivelava spazi otticamente vuoti. L'osso neoformato tendeva a unire tutte le particelle tra loro. Acido polilattico/acido poliglicolico Nelle biopsie era presente osso corticale, maturo, con segni di rimodellamento nel terzo apicale, mentre nella parte centrale era presente osso più trabecolare. Il biomateriale era quasi completamente riassorbito. Osso bovino + peptide sintetico La maggior parte delle particelle non mostravano segni di riassorbimento ed erano completamente circondate da osso maturo. L'osso era in diretto contatto con le particelle del biomateriale e non erano presenti gaps tra il materiale e l'osso. Non erano presenti cellule caratteristiche dell'infiltrato infiammatorio oppure cellule multinucleate intorno alle particelle di biomateriale. Solfato di calcio L'osservazione a piccolo ingrandimento metteva in evidenza tessuto osseo neoformato con ampie lacune osteocitarie. In alcuni campi si osservavano piccoli residui di solfato di calcio. In nessun campo si riscontravano cellule infiammatorie. Conclusioni Numerosi studi clinici mettono in evidenza una percentuale alta di sopravvivenza degli impianti inseriti in osso rigenerato con i diversi biomateriali. In tutti i prelievi esaminati è stata osservata la presenza di osso neoformato, che univa le particelle dei vari biomateriali; tutti i biomateriali valutati in questa breve rassegna hanno determinato una neoformazione ossea. Sono state prese in considerazione anche la quantità di osso mineralizzata, la quantità di spazi midollari e la quantità di biomateriale residuo (sintetizzate nella tabella 1) riscontrando delle differenze in modo particolare per ciò che riguarda la quantità di biomateriale residuo. Il materiale costituito da acido polilattico/acido poliglicolico risulta il più riassorbibile, seguito da solfato di calcio, biovetri, carbonato di calcio, osso bovino addizionato di peptide sintetico, idrossiapatite, osso bovino inorganico e osso demineralizzato. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Tabella 1 Analisi istomorfometrica dei biomateriali esaminati |
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