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Editoriale di Guido Garotti
La rivoluzione odontotecnica

Le novità tecnologiche hanno trasformato l’attività del laboratorio. Ma occorre ritrovare la strada perché sia vero progresso

Così anche l’area odontotecnica entra nel mondo moderno della informatica e delle tecnologie avanzate. Questo passo si concretizza negli ultimi anni e si oppone, anzi ancora meglio combatte con le difficoltà costanti che il mercato dentale evidenzia in questi primi anni 2000. Le novità più eclatanti e riconosciute sono :la costruzione di protesi osteointegrate; l’utilizzazione di ceramiche integrali e la conseguente cementazione adesiva; l’impiego in campo protesico di attrezzature computerizzate, quali il Cad-Cam; la modifica sostanziale ai sistemi di fusione a cera persa, con elettrodeposizione e metodologie di sinterizzazione; nuovi strumenti di lettura e trasmissione del colore dentale; e ultimo, solo in ordine di presentazione, un rivoluzionario metodo di trasformazione, tramite resine fotopolimerizzabili, dei corpi protesici nel segmento della protesi rimovibile.

Tralasciando solo in parte l’avvento del laser e dei suoi derivati si nota che una vera e propria rivoluzione è entrata nel Laboratorio odontotecnico. Se a questa prima analisi sommiamo il costante aggiornamento di alcuni materiali così detti tradizionali come i supporti tecnici per i moderni apparecchi ortodontici; le masse per rivestimento estetico per C&B, i compositi; l’inserimento di nuove forme di denti artificiali; il ritorno con particolari conformazioni dei denti prodotti in ceramica, con una nuova possibilità di individualizzarli; non dimenticando un continuo ampliamento delle tecniche e delle componenti merceologiche delle ceramiche dentali stratificate su metallo... tutto questo sommato, dicevo, si dovrebbe in parallelo pensare ad un successo costante in ambito odontotecnico. Ma questo in alcuni casi non avviene ed in altri, come per il segmento italiano, si nota un notevole calo del numero degli addetti ai lavori. Forse manca qualche cosa o si è disorientati ? A mio parere abbiamo tutto. Dobbiamo solo trovare la via ricordando gli insegnamenti dei nostri Maestri. E come dimenticare dalla finestra di questa testata il dottor Augusto Biaggi e i tanti che hanno seguito i suoi indirizzi?

Possiamo asserire che la strada del futuro unita alle tante novità merceologiche e tecnologiche resta la cooperazione e la condivisione degli stessi obiettivi da parte dell’Odontotecnico e dell’Odontoiatra.

Così aspettando il prossimo 48° Congresso la famiglia degli Amici di Brugg si conferma attuale e vincente verso il futuro. Buon lavoro e cordialità a tutti.

Guido Garotti


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