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Lavorare con i telescopi ingrandenti
di F. Montagna*, F. Dal Pont**
* Libero professionista, Sommacampagna (VR)
** Libero professionista, Treviso

Introduzione

Dagli inizi degli anni ’80 la ricerca della precisione ha progressivamente incrementato l’utilizzazione di sistemi ingrandenti e oggi si stima che il 20-30% degli odontoiatri utilizzi abitualmente nella prassi clinica telescopi ingrandenti e l’1% microscopi operatori.

Molto è stato scritto sia sui vantaggi delle metodiche di ingrandimento, costituiti dalle possibilità di controllare e documentare dettagli operativi, favorire posture corrette; sia sugli svantaggi rappresentati dalle difficoltà di approccio tali da condizionare lunghe curve di apprendimento, dalle necessità di protocolli operativi specifici e di personale addestrato agli elevati costi di acquisto.

Meno è stato scritto su altri aspetti, quali: le caratteristiche di costruzione che sono peraltro determinanti nel condizionare sia la scelta del prodotto da acquistare, che le regole di una utilizzazione consona alle preferenze personali e corretta nei confronti delle caratteristiche biometriche dell’operatore; nonché sulla potenziale presenza di patologie professionali.

Lo scopo di questo articolo è riportare l’attenzione sulle nozioni basilari inerenti i tipi di ottiche, di montature e di regolazioni che permettano di ottimizzare l’ausilio dei telescopi ingrandenti per la prassi lavorativa quotidiana dell’odontoiatra generico.


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