| Attuali orientamenti sui nuovi dispositivi gnatologici immediati |
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| di G. Lomurno, L. Lucarini, F. Bisello, F. Carrucola, M. Scolari |
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| DGI con appoggio occlusale solo posteriore bilaterale |
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Aqualizer
Tra i dispositivi ad appoggio posteriore bilaterale l’Aqualizer è sicuramente quello più conosciuto. Già nel 1974 il dott. Lerman uscì con due articoli sul giornale dell’ADA nei quali proponeva un dispositivo gnatologico che era in grado di equilibrare idrodinamicamente l’occlusione [12], era il prototipo dell’Aqualizer. Questo dispositivo è costituito da due cuscinetti che si interpongono tra le arcate dx. e sn., essi nel loro interno contengono un fluido (acqua) e sono collegati da una flangia che corre sulla zona vestibolare dell’arcata superiore, all’interno della flangia vi è un canale che mette in comunicazione il contenuto dei due cuscinetti. L’Aqualizer è prodotto in tre misure diverse, queste misure non riguardano l’estensione del dispositivo come dimensione totale, ma solamente lo spessore dei cuscinetti, basandosi sul concetto che il dispositivo deve modificare la dimensione verticale il minimo indispensabile. Il dispositivo è prodotto e commercializzato dalla Jumar Corporation. L’Aqualizer è particolarmente indicato per la diagnosi e la terapia di:
• Sindrome disfunzionale da dolore miofasciale con sintomi a base muscolare
• Cefalea in particolare di tipo tensivo
• Dolore ed irrigidimento al collo e alle spalle
• Colpo di frusta, aumenta il benessere del paziente nel periodo di guarigione
• Acufeni e altri sintomi nell’orecchio dovuti a problemi muscolari
• Fotofobia, affaticamento dell’occhio e altri sintomi collegati ai muscoli oculari
• Disturbi funzionali alla testa ed al collo, vaghi e difficili da diagnosticare [4]
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| Fig. 1 Confezione dell’Aqualizer |
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Fig. 2 Aqualizer: sono evidenti i due cuscinetti laterali e la flangia di collegamento dove corre il canale che mette in comunicazione il fluido |
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Fig. 3 Aqualizer in sito |
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L’Easybite ad appoggio totale www.easybite.it
Impiego del dispositivo diagnostico immediato Easybite
Valutazione di alcune possibili applicazioni: 1. Deprogrammazione Ridistribuzione delle forze occlusali 2. Rilassamento muscolare (riequilibrio muscolare) 3. Riallineamento mandibolare sulla linea mediana 4. Esecuzione di modelli di studio che evidenziano i precontatti nei molaggi selettivi 5. Aiuta nella ricerca della occlusione centrica prima di eseguire una estesa riabilitazione protesica convenzionale ed implantare 6. Locking acuto (preferibile) in caso di un fallimento della manovra manuale 7. Nell’approccio sintomatico: in particolare nei problemi dell’ATM determinati anche da incoordinazione muscolare, click e locking articolari, blocco mandibolare in chiusura ed in apertura, nel sospetto di precontatti e interferenze, nei trigger point, nelle cefalee muscolo-tensive, nelle cervicobrachialgie, nelle vertigini e negli acufeni
E’ utile ribadire che, durante il lavoro e carico nella regione dei molari, si può avere un precontatto che risulterà più dannoso tanto più esso sarà distale, il precontatto si comporterà da fulcro trasformando la leva di terza classe in una di seconda classe, se la disarmonia supera la capacita di adattamento del disco, il condilo uscirà dalla sede abituale portandosi in posizione ventrale e creando una situazione di squilibrio. Un risultato protesico congruo si ottiene solo dopo una indagine funzionale ed un controllo di eventuali precontatti.
L’utilizzo di una placca di deprogrammazione-decompressione e un controllo e riduzione dei precontatti che influenzano i pressocettori creando delle contrazioni muscolari indurranno il paziente ad un miorilassamento favorendo un rilevamento assiografico.
L’impiego dell’Easybite si presta nella ricerca dell’equilibrio, funzionalizzazione e controllo occlusale di una protesi convenzionale o implantare.
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| La situazione iniziale con il precontatto nella emiarcata di sinistra e schiacciamento del disco sinoviale di destra con sbilanciamento occlusale |
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Dopo l’eliminazione del precontatto si rileva un soddisfacente riequilibrio occlusale e bilanciamento dell’atm |
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| La linea mediana è spostata e non vi è equilibrio occlusale nella centrica abituale come si evince dall’analisi del modello |
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| L’easybite applicato consente una centrica neuromuscolare, la mandibola, le atm e il bite definitivo hanno restituito al paziente funzione nel pieno rispetto della stabilità occlusale con carichi articolari fisiologici (vedi arco gotico). Questa terapia permette di spezzare il circolo bite che elimina ogni interferenza occlusale e scarica l’occlusione perché individua già dal modello di studio i precontatti. |
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Mioset
In Italia un dispositivo molto diffuso è il Mioset. Il termine Mioset deriva dall’unione del termine mio = muscolo e la porzione terminale della parola inglese reset(17), in pratica con questo nome si esalta la capacità del dispositivo nel resettare il “sistema occlusione”. Questo è un dispositivo funzionale, come del resto tutti i DGI, pertanto la sua azione avrà effetti solo su disturbi funzionali e non su quelli su base organica.
Il Mioset è prodotto in una unica misura, uguale per tutti, le sue dimensioni rispondono alle esigenze della maggior parte dei pazienti. La standardizzazione è stata effettuata con l’analisi statistica delle forme degli archi mandibolari e delle posizioni terapeutiche cranio-mandibolari eseguite sia con strumenti elettronici che meccanici su circa 4000 pazienti per mezzo di una ricerca multicentrica [17].
Il dispositivo è costituito da un materiale con una elasticità differenziata stratificata, esso ha una struttura molto semplice che si estende solamente sul piano orizzontale, a differenza degli altri DGI i quali hanno la flangia che collega i bitepads interocclusali sul piano verticale. Questa caratteristica priva volutamente il Mioset di qualsiasi tipo di ancoraggio sia attivo che passivo, infatti il paziente per mantenere il dispositivo in sito è costretto a continui microcambiamenti di posizione i quali stimolano una rapida riprogrammazione neuromotoria dell’ATM.
Il Mioset viene da anni prodotto e commercializzato dalla AR.TE.MA. Srl. Nel loro sito internet, i produttori descrivono scrupolosamente le indicazioni del loro DGI, in particolare i casi dove esso può avere un logico utilizzo sono:
1. Nella prevenzione: in particolare prima di sottoporsi a lunghe sedute sulla poltrona odontoiatrica le quali possono indurre cervicalgie e cefalee muscolo-tensive da momenti stressanti. Inoltre la permanenza a bocca aperta per lungo tempo può indurre una reazione come quella del serramento determinando la compressione dei dischi articolari con segnali nocicettivi fino al coinvolgimento dell’orecchio interno (acufeni, vertigini). Prevenzione in casi di restauri protesici in porcellana, ritenuta dai più altamente traumatizzante sul parodonto. Ancora nella protesi può essere utile per il rilassamento della muscolatura prima di effettuare grosse riabilitazioni protesiche. In ortodonzia può tornare utile per prevenire le dislocazioni del disco in corso di terapia (Mioset è l’unico dispositivo che può essere utilizzato anche in presenza di bande ed attacchi). L’uso del Mioset può tornare utile anche nelle parodontopatie per diminuire il carico sul parodonto o nelle protesizzazioni definitive su impianti, in genere può risultare una ottima protezione del lavoro effettuato dal dentista [17].
2. Nell’approccio sintomatico: in particolare nei problemi dell’ATM determinati anche da incoordinazione muscolare, click e locking articolari, blocco mandibolare in chiusura e in apertura, nel sospetto di precontatti e interferenze, nei trigger point, nelle cefalee muscolo-tensive, nelle cervicobrachialgie, nelle vertigini e negli acufeni [17].
3. Per la diagnosi differenziale [8].
4. Nella terapia dei Disordini Cranio Cervico Mandibolari (DCCM) [7].
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| Fig. 4 CMioset in sito |
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EZ-Splint
EZ-Splint è un dispositivo abbastanza usato negli Stati Uniti, esso pur non avendo le caratteristiche idrodinamiche dell’Aqualizer ha comunque caratteristiche che lo rendono competitivo come la sua robustezza e la regolazione dei suoi bitepads sul piano orizzontale [26], questo gli permette l’adattamento su un maggior numero di arcate indipendentemente dalle loro dimensioni.
Lo scopo di easy splint è quello di dare al paziente un dispositivo che gli consenta di partecipare alla gestione e al controllo dello stress, quando è al lavoro nelle attività ricreative o nello sport [26]. Il segreto sta nello spessore e nell’elasticità ottimale dei bitepads. L’azione iniziale è quella della riprogrammazione dei muscoli quando sono sottoposti allo stress [26].
Su questo dispositivo, benché utilizzato, non vi sono pubblicazioni che ne avvalorino l’efficacia.
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| Fig. 5 EZ-Splint in sito |
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Fig. 6 Regolazione sul piano orizzontale del bitepads dell’EZ-Splint |
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Fig. 7 EZ-Splint |
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Stress-Gard
Lo Stress-Gard è un nuovo dispositivo americano che si differenzia dagli altri per lo spessore, abbastanza sottile, dei suoi bitepads.
Questa caratteristica spesso gli può dare dei vantaggi, infatti, i suoi bitepads interferiscono, con la dimensione verticale DV, in maniera ridotta rispetto agli altri DGI. Sappiamo che aprire eccessivamente la DV provoca lo stiramento dei fusi neuro-muscolari i quali determinano una risposta centrale inducendo l’aumento della contrazione. Avere dunque una ridotta interferenza sulla DV è positivo ma a volte un piccolo rialzo occlusale non è sufficiente per eliminare i contatti tra gli elementi dentari, in particolare nei movimenti eccentrici. In questi casi il dispositivo non ha gli effetti desiderati e quindi non è indicato. Anche questo dispositivo non ha pubblicazioni che ne avvalorino le capacità terapeutiche.
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| Fig. 8 Stress-Gard in sito |
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Fig. 9 Stress-Gard |
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