Hai dimenticato la password?
Pagina:  «  1/2  » 1 • 2

La sindrome del tunnel carpale
le conoscenze dell'igienista dentale
di Annamaria Genovesi*, Rita Guazzagni*, Giacomo Derchi*, Chiara Lorenzi**
Università degli Studi di Genova, Corso di Laurea in Igiene Dentale
* Insegnamento di Scienze e Tecniche di Igiene Orale (titolare: L.I.D. Annamaria Genovesi)
** Insegnamento di Patologia Speciale Odontostomatologica (titolare: Prof. Ugo Covani)

Riassunto

Il lavoro offre un quadro sinottico sulla Sindrome del Tunnel Carpale in quanto malattia professionale che colpisce Igienisti Dentali e Odontoiatri. Questa sindrome risulta fortemente debilitante in quanto è caratterizzata da forti dolori e parestesie. Dagli studi svolti nel corso degli ultimi anni risulta sempre più evidente che colpisce prevalentemente chi svolge lavori manuali, che implicano movimenti ripetitivi senza un adeguato periodo di riposo. Inoltre anche la condizione ormonale della donna, gravidanza e menopausa, è responsabile della comparsa di sintomatologie riconducibili alla STC.

Abstract

The job faces one thematic of the Syndrome of the Carpal Tunnel which is professional disease for Dental Hygienist and Dentists. This syndrome turns out strongly debilitating because it is characterized from strong pains and paraesthesias. From the studies carried out during last years it seemed obvious that disease affect people who mostly carries out manual jobs, taht imply repetitive movements without an adapted period of rest. Moreover also the hormonal condition of the woman, pregnancy and menopause, is responsible of the appearance of associated phenomenology to the STC.

Parole chiave

Tunnel carpale, Prevenzione, Ergonomia

Key words

Carpal tunnel, Prevention, Ergonomics

Introduzione

La Sindrome del Tunnel Carpale (STC) è un complesso di sintomi derivanti dalla compressione del nervo mediano. Il tunnel carpale è un canale (Fig. 1) localizzato nel polso, formato dalle ossa carpali tra le quali è teso il legamento traverso del carpo, un nastro fibroso che costituisce il tetto del tunnel stesso, inserendosi da un lato sull’osso scafoide e trapezio e dall’altro sul piriforme ed uncinato (ossa del carpo della mano).

In questo “tunnel” passano strutture nervose (nervo mediano), vascolari e tendinee (tendini dei muscoli flessori della mano). Questi tendini sono avvolti nelle loro guaine sinoviali e la loro infiammazione può provocare un aumento di volume non compensato da modificazioni volumetriche del tunnel, in quanto struttura ossea indeformabile, con conseguente sofferenza da compressione a carico del nervo mediano.
In alcuni casi il fattore eziologico è una patologia ben precisa, in altri è il risultato di fattori di rischio più difficilmente documentabili sul piano della patogenesi, principalmente il lavoro manuale e le condizioni ormonali del sesso femminile.

Le patologie a cui si può riferire la STC sono molteplici come: le tenosinoviti dei flessori, le artropatie infiammatorie (artrite reumatoide), il diabete mellito, la gotta, ecc. Il ruolo eziologico del lavoro manuale ripetitivo trova riscontro nella più frequente presenza della STC a carico della mano destra nel destrimane e della mano sinistra nel mancino. In relazione alla categoria di lavoro il rischio può essere influenzato da numerosi fattori quali: il tipo di strumenti utilizzati, la durata giornaliera e totale del lavoro manuale, tipo di movimento ripetitivo ecc.

Silverstein e coll. hanno rilevato un rischio 15 volte superiore per chi esercita lavori manuali, con una maggiore incidenza per le attività ripetitive caratterizzate dall’applicazione di forza elevata.
Da indagini statistiche il 47% dei casi di STC sono riconducibili al lavoro manuale per il movimento di flessione/estensione delle dita e del polso.

L’uso continuativo di strumentazione vibrante, come strumenti sonici ed ultrasonici normalmente utilizzati dall’igienista dentale, possono sicuramente agevolare l’insorgenza di una sintomatologia dolorosa principalmente in corrispondenza a due sedi ben distinte:
• a livello dei recettori cutanei, soprattutto sui polpastrelli (Fig. 2);
• a livello del tunnel carpale.

La frequenza della STC nella donna è di circa 16 volte maggiore rispetto all’uomo. Aumenta in età menopausale e in gravidanza, tanto che ne sono colpite dal 18 al 31% delle gestanti, mentre dal 7 al 10% mostrano segni obbiettivi o alterazioni elettrofisiologiche. In uno studio condotto tra il 1961 e il 1980 si è rilevato che l’incidenza della STC è di 88/125 casi su 100.000 abitanti con rapporto di 3:1 femmine/maschi.
Atroshi e coll. su 3000 soggetti adulti hanno evidenziato: il 14,4% di persone con dolori e/o parestesie riconducibili alla STC, il 3,8% con patologia certa rilevata da dati clinici, il 4,9% con neuropatia confermata con test neurologici, il 2,7% con STC confermata clinicamente e con test neurologici ed il 18% del campione che, anche se asintomatico, presentava comunque segni di neuropatia.

In prevalenza la sintomatologia è bilaterale, ma normalmente prevale sul lato dominante. I sintomi hanno un andamento remittente-recidivante con periodi di riacutizzazione in concomitanza con intense attività manuali, nei mesi invernali, di notte od al risveglio. I principali sintomi positivi sono rappresentati dalle parestesie e dai dolori, quelli negativi dall’ipoestesia e dall’ipostenia. Si può intervenire con cure mediche, normalmente di effetto transitorio o con la chirurgia, più efficace ma anche più invasiva; giova ricordare tuttavia che la prevenzione comunque si è dimostrata la miglior terapia. Alla base della prevenzione troviamo l’ergonomia volta ad aumentare l’efficienza e l’efficacia dell’attività lavorativa riducendone i danni all’operatore. Il segreto è gestire con efficacia i materiali, il tempo, gli appuntamenti, la disposizione degli oggetti, razionalizzando ed economizzando i movimenti. La salute dell’apparato muscolo-scheletrico passa da una postura corporea neutra, rappresentata da un punto di equilibrio situato in una linea mediana che virtualmente attraversa il nostro corpo (Fig. 3).

Fig.1 Anatomia del tunnel carpale Fig. 2 Zona di innervazione sensoriale del nervo mediano a livello della mano. Fig.3 Posizione dell'igienista in rapporto al paziente: posizionare il gomito in linea con la bocca del paziente per ottenere una posizione neutra.

Infatti oltre alla STC, di cui ci occupiamo in questo articolo, si possono sviluppare danni a carico di altre strutture muscolo-scheletriche (vedi tabella sotto).

Patologie Sintomi Cause Origine
Sindrome del tunnel carpale Intorpidimento, dolore, formicolii di pollice, indice, medio Compressione del nervo mediano durante l'attraversamento del tunnel carpale

Compressione, nella regione del collo e delle spalle, delle fibre che danno origine al nervo mediano
Postura corretta di mano, polso, braccio, collo, spalle, busto
Compressione del nervo ulnare Intorpidimento, formicolio, perdita di forza Compressione del nervo al passaggio attraverso il polso Estensioni verso l'alto e basso

Piegamenti laterali
Sindrome del muscolo pronatore Intorpidimento, dolore, formicolii di pollice, indice e medio Compressione del nervo mediano Torsione della mano
Presa con forza
Estensione e flessione
Infiammazione delle cuffie dei rotatori Forte dolore Infiammazione del sacco sub-acromiale Gomiti tenuti staccati dal corpo e alti

Braccia lontane dal corpo
Disturbi muscolari Intorpidimento, dolore, perdita di forza Danni ai muscoli di mano, polso, braccio, collo, spalle, busto Postura scorretta
Disturbi neovascolari Intorpidimento, formicolii, dolore di polso, mano e dita Stress da sforzo Piegamenti in avanti della testa

Inarcamento in aventi delle spalle
Danni provocati da guanti inadatti Intorpidimento, formicolii, dolore di polso, mano e dita Affaticamento di muscoli e tendini Uso di guanti di forma impropria

Guanti troppo stretti al palmo della mano

Uso di guanti ambidestri invece che destri e sinistri

Esiste un’area neutra di movimento (Fig. 4) per ogni articolazione, un range all’interno del quale gli spostamenti non richiedono forza muscolare elevata, causa questa di eccessivo disagio e tensione.

Il collo, le spalle, la schiena, il braccio, l’avambraccio, il polso ecc. possono essere articolati nel rispetto di gradi prestabiliti, all’interno di angolazioni che, con l’uso e la consuetudine, diventano movimenti naturali per raggiungere il risultato con il minor dispendio di energia. L’igienista usa principalmente tre posizioni intorno alla poltrona rispetto al paziente: di fronte, di lato, dietro. Per convenzione, si fa riferimento all’orologio sia per l’operatore destro che mancino: ore 9 o ore 15 di fronte, ore 11 o ore 13 di lato, ore 12 dietro in entrambi i casi.

Da questo concetto base, nasce uno schema sulle posizioni della testa e del mento in funzione dell’area da trattare e delle zone di posizionamento alla poltrona, distinte per l’operatore destro e per il mancino. I movimenti richiesti per ottenere un buon trattamento parodontale sono di tipo rotatorio in quanto, usando il dito anulare come fulcro, si ruotano mano, polso ed avambraccio. Durante la strumentazione parodontale, l’igienista è costretto ad eseguire movimenti ripetitivi, che richiedono una forza considerevole per tempi lunghi, mantenendo i muscoli nella stessa posizione (Fig. 5). Usando piccoli accorgimenti possiamo limitare l’affaticamento provocato dal sovraccarico delle tensioni a livello della mano e del polso.

Relax: la forza muscolare va applicata solo durante i passaggi dello strumento sulla superficie del dente, sfruttando i tempi morti fra un passaggio e l’altro per riposare i muscoli.

Lentezza dei gesti: come i movimenti veloci diminuiscono il controllo della strumentazione ed affaticano i muscoli, una lenta esecuzione consente maggior precisione senza compromettere le strutture anatomiche.

Pause: senza togliere gli strumenti dalla bocca, una piccola pausa alla fine di ogni passaggio consente un minimo, ma benefico rilassamento dei muscoli.

Gestione dei pazienti: alternando casi che richiedono una strumentazione più vigorosa con casi più semplici o con attività diverse, possiamo gestire l’agenda in modo da evitare la stanchezza.

Un ulteriore aiuto deriva dal posare lo strumento ogni 20 minuti, dal distendere e scuotere le dita, eseguendo periodicamente lenti movimenti di stiramento muscolare onde riattivare la circolazione sanguigna, senza distogliere lo sguardo dal campo operatorio.

Possiamo concludere che ignorando l’importanza dell’assunzione di posizioni neutre, sia del corpo che del polso, e l’utilizzo sistematico e costante di semplici accorgimenti, si provocano stress all’organismo spesso sottovalutati dall’operatore. Dunque appare chiaro che la prevenzione è la miglior cura per ridurre l’incidenza delle problematiche a carico dell’apparato muscolo scheletrico e dell’insorgenza della sindrome del tunnel carpale.

Fig.4 Schiena: posizione neutra da 0° a 10°; oltre diventa una posizione errata Fig.5 Elementi responsabili dei danni muscolo-scheletrici

Pagina:  «  1/2  » 1 • 2


Archivio storico

La Rivista di Odontoiatria