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Ricostruzione estetica del settore anteriore mediante tecniche adesive indirette
di Marco Nicastro*, Francesco Ferretti**
* libero professionista in Roma
** titolare di laboratorio odontotecnico, Roma

Introduzione

In questi anni abbiamo assistito ad un lento, ma radicale cambiamento in odontoiatria: l’affermarsi delle metodiche adesive. Infatti se da un lato l’industria metteva a disposizione di noi clinici nuovi materiali da ricostruzione, adesivi, compositi e ceramiche, dall’altro si è sempre più consolidata l’esigenza di terapie più conservative che riducessero il sacrificio di tessuto dentale sano e che prolungassero il mantenimento della vitalità degli elementi dentari.

Dal punto di vista clinico tutto questo ha portato ad un grande cambiamento e alla necessità di sviluppare nuove metodologie cliniche adeguate all’impiego dei nuovi materiali. Infatti la possibilità di utilizzare dei principi di adesione fisico-chimici al dente, stabili ed efficaci, invece che dei concetti di ritenzione meccanica, sottosquadri e ritenzione primaria, ha modificato in maniera notevole le tecniche di preparazione dei denti.

Per quanto riguarda la ricostruzione indiretta del settore anteriore, il ripristino della funzione, la massima conservazione di tessuto dentario sano e l’estetica globale del sorriso, sono dei principi inscindibili ed irrinunciabili in un recupero conservativo della struttura dentale. Le faccette in ceramica rispondono a tutti questi requisiti e sono oggi, nella gran parte dei casi, la risposta più completa nel restauro dei settori anteriori. Un grande contributo a questa tecnica di ricostruzione è stato dato dalle moderne metodiche d’adesione smalto dentinale, che hanno ampliato l’originale definizione di gamma delle indicazioni per l’utilizzo delle faccette in ceramica. Questo ha permesso di raggiungere due dei maggiori obiettivi dell’odontoiatria conservativa: il massimo rispetto della struttura dentale sana e il mantenimento della vitalità dei denti restaurati.

La nostra è una esperienza prevalentemente clinica, rivolta ad evidenziare i vantaggi e gli svantaggi che ci portano oggi a scegliere delle metodiche di ricostruzione adesiva rispetto a quelle tradizionali e quanto queste metodiche hanno modificato il nostro approccio nella definizione del piano di trattamento dei nostri pazienti. L’Odontoiatria ha sempre cercato un materiale da restaurazione ideale per ricostruire e modificare l’estetica dei brutti sorrisi, la ceramica ha una lunga storia in campo odontoiatrico e rappresenta sicuramente uno dei materiali più biocompatibili e con migliori caratteristiche estetiche, è ben tollerata dai tessuti gengivali e la sua resistenza all’abrasione e alle colorazioni è eccellente.

L’utilizzo di queste metodiche presenta, tra i vantaggi, quello di avere una grande stabilità nel tempo del colore, perché la ceramica non assorbe liquidi dal cavo orale, ed un controllo più corretto dell’estetica; infatti, essendo realizzata con un metodo indiretto il tecnico può eseguire una stratificazione del materiale ceramico molto più accurata e raggiungere così dei risultati estetici più elevati. Altra cosa molto importante è l’elevata resistenza di questo tipo di restauri, il veneer di per sé è abbastanza fragile, bisogna essere molto attenti a non romperlo nelle procedure di cementazione, ma una volta che è unito allo smalto va a realizzare un complesso molto resistente alle forze di tensione e di taglio. Questa grande resistenza al distacco è data dall’elevata forza di legame che si crea tra la ceramica mordenzata ed il composito di fissaggio da un lato e tra il sistema adesivo e la dentina dall’altro.

Un ruolo molto importante ha il legame che si stabilisce tra adesivo e tessuti dentari. In questo ci viene in aiuto tutta la ricerca effettuata con i sistemi adesivi di ultima generazione che ci ha messo a disposizione una serie di materiali perfettamente adatti allo scopo.

Per ultima, ma non meno importante, è l’elevata biocompatibilità di questi restauri. Infatti, la superficie estremamente liscia della porcellana offre poca possibilità alla placca batterica di fissarsi sulla sua superficie specie se si fanno paragoni con altri sistemi di rivestimento. Sembra inoltre che alcuni sistemi di faccette in ceramica addirittura ostacolino l’accumulo della placca. Fra gli svantaggi di questo tipo di tecnica il fattore tempo è importante, il posizionamento delle faccette è una metodica delicata che richiede tempo ed attenzione, è un processo indiretto, perciò ha bisogno di due sedute sul paziente, una per la preparazione dei denti e l’impronta ed una per la sua cementazione, richiede inoltre sofisticate tecniche di laboratorio per la realizzazione. La cementazione è sicuramente l’aspetto chiave per la durata nel tempo delle faccette in ceramica, è molto importante l’utilizzo di sistemi adesivi e di cementazione di ultima generazione e di comprovata qualità. E’ inoltre indispensabile l’utilizzo di sistemi efficaci di isolamento del dente, Noi riteniamo l’uso della diga di gomma un sistema irrinunciabile per una corretta cementazione.

Un’analisi attenta della letteratura internazionale sull’argomento ci fa notare come sia affidabile nel tempo questa metodica: Calamia riporta un successo del 98% su un campione di circa 5000 faccette in ceramica cementate in circa dieci anni, Friedman ha presentato un’osservazione clinica per un periodo di quindici anni su un campione di 3500 restaurazioni con fallimenti inferiori al 10%.

In Italia il dottor Fradeani ha presentato una revisione clinica della messa in opera di 83 faccette in porcellana, realizzate con ceramica Empress Ivoclar®, con una sopravvivenza a sei anni di oltre il 98,8% delle restaurazioni. Altro studio molto interessante è quello del professor J.F. Roulet che ha dimostrato, in vitro, come le faccette in ceramica non siano affatto meno resistenti delle corone in ceramica integrale se queste venivano cementate sullo smalto, ma anzi avevano dei valori di resistenza decisamente superiori di quest’ultime. Queste esperienze unite alle nostre esperienze cliniche ci fanno scegliere la realizzazione di faccette in ceramica come una metodica di prima scelta nella restaurazione del settore anteriore.

Tutto ciò amplia notevolmente il campo di applicazione di questo tipo di metodica, rendendo la possibilità di trasformare casi complessi in casi più semplici da gestire. L’applicazione di queste tecniche ci permette inoltre di salvaguardare, in casi complessi, l’integrità dell’apparato pulpare e ci dà la possibilità di ricostruire i denti senza doverli trattare endodonticamente, senza dover realizzare ricostruzioni con perni salvaguardando una grande quantità di tessuto sano in confronto alle normali tecniche di ricostruzione protesica.


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