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Il nostro congresso  di Fabio Toffenetti
Così antico così attuale

Non è facile dopo più di quaranta congressi produrre ancora un programma originale e attraente, anche se qualcuno potrebbe pensare il contrario e cioè che l'esperienza maturata renda più facile il lavoro di progettazione e organizzazione. In realtà come ben sanno tutti coloro che hanno fatto parte di un qualche comitato scientifico, oggi le cose sono più difficili che nel passato: il pubblico è più attento ed esigente, la pletora delle offerte svolge una accanita concorrenza lungo tutto l'arco dell'anno, trattando moltissimi temi e proponendo di continuo i migliori relatori al punto che alcuni di essi e gli interessanti argomenti da essi trattati sono veramente inflazionati e difficilmente riproponibili.

Qual è dunque l'atteggiamento degli Amici di Brugg al riguardo e con quale criterio essi propongono il loro programma annuale?

Un'analisi dei fattori che hanno portato all'attuale successo di pubblico dei Convegni degli Amici di Brugg, lasciando da parte l'influenza di fattori esterni quali la concomitanza di una imponente ed importante esposizione di materiali contemporanea al congresso e della spinta all'aggiornamento che negli ultimi anni si è avuta a causa della necessità dei crediti di aggiornamento, rivela la determinante importanza dell'approccio clinico-pratico già portato avanti dai fondatori dell'associazione, come pure dell'attento controllo dell'informazione divenuto invece sempre più stretto nelle ultime edizioni. Il comitato scientifico dell'associazione si sente quindi responsabile soprattutto verso le più giovani leve e si sforza di fornire un valido supporto di informazioni alla pratica quotidiana, garantendo l'attualità e la supervisione delle proposte culturali, senza dimenticare di rendere più appetibile l'intero programma infiorandolo con argomenti di particolare richiamo o con relatori di più chiara fama.

Un discorso a parte merita il programma del giovedì pomeriggio, che definiamo Corso precongressuale gratuito. Per opera dei più giovani ed entusiasti membri del comitato, questo corso si è trasformato in un evento culturale molto importante e molto seguito: in esso una dozzina di oratori che si succedono con tempi brevissimi e prefissati sviscerano un argomento in maniera completa e brillante, entrando immediatamente nel vivo dei problemi senza perdite di tempo, ripetizioni o compiacimenti, con un effetto didattico sorprendente. Quello che il pubblico però ignora sono le difficoltà di radunare questo gruppo di relatori per le discussioni e le prove che si susseguono nei sei mesi precedenti il congresso e le fatiche che organizzatori e oratori affrontano per rendere perfetta ed oliata questa macchina, e mi piace qui tributare loro un grazie di cuore.

Un'altra fondamentale recente novità nell'offerta culturale degli Amici di Brugg è la collaborazione con la Fondazione Castagnola, che consente di riprendere ed ampliare nei corsi (gratuiti!) della Fondazione alcuni argomenti proposti nel Congresso: ed è già cominciato nell'autunno scorso un altro tipo di collaborazione, quello con la Comunità di San Patrignano che mette a nostra disposizione gli ambulatori odontoiatrici e una grande sala conferenze per permetterci di riorganizzare quelle dimostrazioni in diretta televisiva, che erano una prerogativa del Congresso degli Amici di Brugg negli anni Ottanta, ma che le attuali leggi sanitarie impediscono di realizzare all'interno degli spazi congressuali.

Sono queste sinergie che, insieme con l'entusiasmo e l'operosità del comitato scientifico, consentono ancora agli Amici di Brugg di proporre annualmente a dentisti, odontotecnici, assistenti e igienisti programmi di aggiornamento che rendano più valido e stimolante il loro impegno professionale.

Fabio Toffenetti


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