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| Un'errata programmazione implantare |
| Realtà studio-laboratorio |
| a cura di Giordano Tasca Dal programma per gli odontotecnici al 46° Congresso degli Amici di Brugg (Rimini, venerdì 16 maggio 2003) la sintesi della relazione di Giuliano Maino ed Emanuele Paoletto |
| Introduzione Per sviluppare l'argomento degli errori di programmazione implantare si prenderanno in esame i temi elencati di seguito. • Cause • Conseguenze • Tipologia degli errori che possono riguardare: la sede - l'età - il tipo di occlusione - la procedura chirurgica • Protocollo e mezzi: si illustra una traccia di linee guida seguendo la quale si riescono a evitare errori • Programmazione dei casi complessi Si tenga presente che complicazioni possono a volte presentarsi anche in casi correttamente progettati. |
| Cause E' individuabile anzitutto la frettolosità con cui l'operatore a volte agisce, o la sua eccessiva sicurezza: entrambi questi atteggiamenti portano a una raccolta insufficiente dei dati iniziali, la quale, a sua volta, induce alla sottovalutazione di uno o più aspetti della situazione clinica da affrontarsi. Viene in tal modo a mancare un piano di trattamento globale che tenga conto di tutti i fattori in gioco. |
| Conseguenze Le prime conseguenze ricadono sull'odontotecnico a cui viene richiesto un risultato valido da un punto di vista protesico, nonostante l'errata programmazione implantare. Egli deve fare ricorso alle sue competenze per escogitare una soluzione di compromesso accettabile e a tale fine è necessario che si ponga una serie di quesiti. • Quale tipo di protesi adottare (fissa, rimovibile, avvitata, cementata). • Quali pilastri scegliere (preformati o individualizzati, per sopperire a eventuali errori di inclinazione o a mancanza di parallelismo). • Quale tipo di denti applicare (ad es. premolari al posto di molari, per ridurre le dimensioni del tavolato occlusale più posteriore, in relazione alle condizioni cliniche e alla distanza fra gli impianti). • Quale tipo di occlusione stabilire (per assicurare la migliore funzione disclusiva in lateralità e in protrusione con il minor trauma a livello degli impianti). • Quali rapporti trasversali ricercare (per es. un cross-bite in situazioni particolari di grave riassorbimento osseo in modo da cercare di trasmettere carichi assiali). • Quali materiali impiegare (che siano in grado di sopportare carichi occlusali non ideali: oro, ceramica, composito, resina). Ovviamente l'errata programmazione comporta conseguenze anche per il paziente a livello di funzione e di estetica. Se un risultato estetico protesico inferiore alle aspettative genera l'insoddisfazione del paziente (talvolta fino all'insorgenza di problemi psicologici) altrettanto può accadere per insufficienze nei vari aspetti funzionali. Fra questi non si sottovaluti la possibilità di un'alterazione della fonetica, oltre naturalmente alla mancanza di stabilità occlusale e ai problemi di natura biomeccanica (svitamenti, fratture) e da ultimo, ma non per importanza, alla scarsa mantenibilità igienica. |
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