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Il dilemma delle estrazioni in ortodonzia
a cura di Giordano Tasca
Sintesi della relazione di Marco Rosa al 46° Congresso degli Amici di Brugg
(Rimini, venerdì 16 maggio 2003)
Introduzione

In campo odontoiatrico spesso si incontrano opinioni confuse sulla necessità o meno di eseguire estrazioni, anche perché le indicazioni a tale tipo di intervento sono in continuo divenire con il mutare dei piani di trattamento. Due sono le categorie di condizioni nelle quali l'ortodonzia si trova confrontata con le estrazioni: la prima riguarda i casi in cui esse possono essere scelte per creare lo spazio necessario a un allineamento e a un'occlusione ideali, la seconda è quella in cui l'ortodonzia può essere indicata per chiudere spazi già esistenti (per precedenti estrazioni o per agenesie), in alternativa alla soluzione protesica. Un esempio di quest'ultimo tipo di evenienza è il caso di un molare inferiore anchilosato, che non cresce insieme al processo alveolare per cui rimane sommerso (Fig. 1): spesso non è possibile l'estrusione ortodontica perciò dev'essere estratto; con un trattamento ortodontico è possibile chiudere la sella edentula mesializzando il settimo e l'ottavo al posto del sesto e del settimo. (Figg. 2, 3)

Per affrontare un tema così vasto in un tempo necessariamente limitato, ma in maniera non superficiale, originale ed atta a fornire orientamenti concreti, l'oratore ha organizzato la presentazione attorno ad alcune opinioni diffuse (non solo fra gli odontoiatri ma anche fra i pazienti), che ha sottoposto a valutazione critica sulla base dei canoni più attuali dell'ortodonzia. La maggior parte della relazione riguarda la soluzione di problemi classicamente ortodontici, la seconda parte, più breve, si occupa di quella che si potrebbe definire "ortodonzia antiprotesica", rivolta a chiudere spazi già presenti.

Le opinioni diffuse, individuate come le più comuni e interessanti, sono elencate di seguito.

1) Le estrazioni sono necessarie per correggere l'affollamento dentale. L'affollamento sarebbe una condizione, specialmente quando di tipo severo, che richiede di prendere in considerazione il sacrificio di qualche elemento dentale per recuperare lo spazio necessario alla correzione della malocclusione.

2) Nei pazienti in fase di crescita il rischio di estrazioni è molto più basso. In altre parole durante lo sviluppo del bambino vi sarebbe la possibilità di ingrandire le arcate in modo da evitare le estrazioni.

3) L'esecuzione di estrazioni, soprattutto nei settori posteriori (secondi premolari e molari), consente di ridurre l'altezza facciale. Si migliorerebbe il pattern di crescita nei pazienti iperdivergenti, migliorando l'aspetto delle facce lunghe.

4) Le estrazioni appiattiscono il profilo.

5) Per correggere l'overjet nelle II classi è spesso necessaria l'estrazione di due premolari nell'arcata superiore allo scopo di arretrare gli incisivi.

6) Gli spazi edentuli, per estrazioni o agenesia, non possono essere chiusi ortodonticamente.

7) I bravi ortodontisti non fanno più le estrazioni.
Fig. 1, 2, 3 Anchilosi del 36; dopo l'estrazione si sono mesializzati 37 e 38

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