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| Spunti dalla recente letteratura endodontica a cura di Giordano Tasca |
| Lunghezza di lavoro |
| Determinazione della lunghezza di lavoro nelle radici palatine dei molari Kim-Park M.A. et al. J Endod 2003; 1: 58-61 La determinazione radiografica della lunghezza di lavoro nelle radici palatine dei molari superiori può essere difficile per la sovrapposizione di strutture anatomiche (arcata zigomatica, seno mascellare) e per la curvatura vestibolare, presente nel 55% delle radici dei primi e nel 37% di quelle dei secondi molari. I canali palatini di trenta molari superiori estratti sono stati preparati con frese di Gates nei due terzi coronali e con file N° 20 al forame apicale. Si è misurata la lunghezza reale (AL) inserendo un NiTi file N° 20 fino a vederlo affiorare al forame apicale e ponendo uno stop di gomma al repere coronale. Il file, il dente (in direzione vestibolo-linguale) e un filo metallico di calibrazione sono stati posti su un sensore RVG e radiografati. La lunghezza radiografica (RL) dall'apice radiografico al punto di repere coronale era ottenuta mediante il calibro digitale del sistema RVG. La RL era mediamente minore della AL e la differenza AL - RL aumentava con il grado di curvatura della radice e fra i 25,5° e i 49,5° andava da 0,5 a 1,4 mm. Questa differenza è da mettersi in conto alle evidenti ragioni di illusione geometrica, oltre che al fatto che il forame apicale non coincide sempre con il vertice radiografico della radice. Se ne conclude che può essere difficile per il clinico determinare un'affidabile lunghezza di lavoro basandosi solamente sulle radiografie. Si raccomanda di combinare la misurazione radiografica con altri dati quali quelli forniti dai rilevatori elettronici dell'apice. |
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