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Lettera dalle vacanze  di Fabio Toffenetti
Vacanze... tempo di riposo, di distacco dalle quotidiane attività lavorative e organizzative, tempo di ritmi più biologici e fisiologici, senza l'assillo dell'orologio e del telefono. Però dopo aver ricuperato una dimensione più umana del vivere, tempo di riflessioni, tempo di bilanci, tempo di progetti. Anche per noi Amici di Brugg è stato un altro anno impegnativo, denso di attività, di contatti, di proposte, un anno in cui fermarsi a riflettere non è stato possibile. E allora nel silenzio dei boschi affiorano le domande, le solite domande, chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo, e perché lo facciamo, e come lo facciamo?

Chi sono oggi gli Amici di Brugg? In realtà dei primi Amici di Brugg ne sono purtroppo rimasti ben pochi, tra quelli che ci hanno lasciati prematuramente e quelli che sono giunti alla fine di una lunga vita: l'estate torrida ci ha anche privato di uno dei primissimi Amici, che ricordiamo anche nelle pagine della Rivista: il carissimo Elia Giorgetti, uomo giusto e saggio, dotato di una faconda oratoria, stemperata però da toscano sarcasmo, e dolce, caro, affettuoso amico, intimo di Biaggi e Castagnola, organizzatore di indimenticabili Convegni. Ci sentiamo molto più soli senza l'aiuto e il consiglio di questi personaggi che hanno creato il nostro sodalizio e ci sentiamo anche molto piccoli al loro confronto.

Oggi gli Amici di Brugg si identificano in un piccolo gruppo di volonterosi che cercano di portare avanti le idee di base tramandateci dai nostri fondatori ed in una larga base di colleghi affascinati dagli ideali dell'Associazione e attratti dalla grande opportunità dell'incontro annuale culturale e merceologico di Rimini. Questa è dunque la responsabilità che sentiamo verso il nostro pubblico e che chi lavora con noi e per noi deve avere ben chiara. Sentire come un privilegio quello di rappresentare una associazione che fa dell'etica professionale la sua bandiera. Organizzare le attività culturali con il solo scopo di fornire ai colleghi informazione controllata e clinicamente utile. Non trascurare le opportunità del contatto umano e dell'aiuto al collega, all'amico, alle persone meno fortunate. Di questa impostazione la nostra grande base ci è grata e ce lo dimostra con un costante incremento annuale della partecipazione. Quest'anno addirittura con una impennata nel grafico delle presenze a Rimini.

Questa impennata è stata però in parte dovuta ad un fattore esterno, cioè alla frenesia improvvisamente creata dal problema dei crediti di aggiornamento, che ha non poco disturbato il consueto quieto svolgersi dei lavori: persone sedute per terra (per fortuna non notate dai vigili del fuoco), lamentele degli espositori per scarsa presenza all'esposizione nonostante il grande numero dei partecipanti al Congresso, eccetera. Rivolgiamo qui al Ministro l'accorata preghiera di volere al più presto dare una definitiva regolamentazione dell'importante materia, per permettere a noi e non soltanto a noi di continuare in un ambiente più sereno, confortevole e prevedibile a fornire l'informazione culturale che dai colleghi viene richiesta e apprezzata.

Le solite domande hanno avuto la consueta risposta: meno filosofie e più fatti concreti...

E quindi ritorniamo al lavoro, non senza elevare un pensiero di gratitudine a tutti coloro che ci aiutano a portare avanti il nostro compito, la redazione della Rivista, quella del frequentato sito Internet, gli amici consiglieri, i nostri generosi sponsor...

Tutti quelli che fanno in modo che possa continuare ad esistere l'utopia che chiamiamo Amici di Brugg.

Un caro saluto dal vostro
Fabio Toffenetti

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