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Didattica Ricerca e Amicizia  di Giulio Preti
A Torino, l’odontoiatria è alla vigilia di un evento importante. La Clinica Universitaria sta per lasciare l’attuale sede, ormai obsoleta, per trasferirsi in una struttura moderna, in cui didattica, ricerca ed assistenza potranno essere svolte al meglio. Questo trinomio, che rappresenta lo scopo di ogni struttura universitaria, in Piemonte è da sempre oggetto di confusione. Si tende a confondere i compiti dell’Istituzione con quelli della libera professione e dei presidi sanitari sul territorio. Personalmente mi sono domandato il perché di questo stato di cose e la risposta l’ho trovata nella nostra storia.

Infatti, fino al momento dell’istituzione della Specialità di Odontostomatologia con frequenza obbligatoria (metà degli anni ’70) la Clinica Odontoiatrica ha privilegiato più l’assistenza che non la didattica e la ricerca. In questo contesto molti colleghi, all’inizio degli anni 50, si sono rivolti, allo scopo di apprendere i rudimenti fondamentali dell’odontoiatria, al collega svizzero Augusto Biaggi che svolgeva la propria attività a Brugg.

A Biaggi si è poi unito come Maestro il professor Luigi Castagnola. La voce di queste possibilità d’apprendimento si è sparsa e gli allievi sono diventati centinaia e centinaia... e furono gli Amici di Brugg. In seguito i corsi si sono trasferiti a Saluzzo sotto la direzione di De Chiesa e Pescarmona. Ma questa è storia recente. A rileggere il libro dedicato al 30° anniversario degli Amici di Brugg, si ha la netta sensazione di trovarsi di fronte ad una vera e propria epopea.

Nel 1984 viene istituito, in Italia, il Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria e finalmente la didattica e la ricerca vengono privilegiate.
Anche nella Clinica Odontoiatrica di Torino nasce una storia, molto più modesta, che racconto nella prefazione di un nostro libro di prossima pubblicazione. Un libro che ha la caratteristica di essere stato scritto non da un autore ma da un gruppo di amici. Non è, questo, il primo libro maturato nel contesto del reparto di protesi, ma è certamente il più completo, difficile, fortemente voluto e sofferto.

La pubblicazione di un articolo specialistico rappresenta il massimo traguardo di una ricerca, e la ricerca in senso più ampio segna il passo del progresso scientifico. Scrivere un libro, invece, è un po’ come scagliare una freccia che non deve cogliere necessariamente un bersaglio, ma deve restare in aria il più a lungo possibile: deve “toccare” non solo lo specialista, il cultore della materia, “il maestro”, ma anche l’allievo, il libero professionista: tutti coloro, insomma, che sapranno cogliere, se c’è, il messaggio di cui di volta in volta avranno bisogno.

Questo libro trasmette 25 anni di esperienza maturata presso la nostra Scuola: maestri e allievi hanno contribuito, attraverso interminabili seminari, divergenze e riconciliazioni, ma soprattutto una sana, profonda amicizia.
Come ricordo nella prefazione, se ogni libro racconta una storia, ci piace pensare che questa sia la nostra.

Giulio Preti

Archivio storico

La Rivista di Odontoiatria