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| Ma in Italia c'è di meglio |
| Esperienza umana straordinaria, Congresso di Conservativa non entusiasmante. A Chicago c’era anche il futuro presidente dell’AIC, Franco Brenna. Queste le sue impressioni di viaggio. |
| Dottor Brenna, come ha vissuto il Midwinter 2003? È stata un’esperienza straordinaria sotto ogni punto di vista. Sono tornato a Chicago dopo diversi anni e l’ho trovata alquanto cambiata, certamente in continua evoluzione soprattutto dal punto di vista architettonico. A mio avviso è una città che, da sola, merita il viaggio. Pur non essendo una meta del turismo di massa Chicago può ricordare, per certi aspetti, Milano. Si respira un’atmosfera altamente professionale e pulita: giornate fredde, terse, in mezzo a costruzioni di una bellezza assoluta dove un appassionato di letture architettoniche trova riscontri tangibili “ad ogni sollevar di occhi”, con l’immediata possibilità di toccare con mano le più significative opere di questi Michelangelo del Terzo Millennio. Come giudica il programma dell’Accademia di Conservativa? Dal punto di vista scientifico devo dire che l’Operative Dentistry non mi ha entusiasmato. Mi aspettavo qualcosa di più. Fra i diversi contributi ho apprezzato molto la conferenza sullo Stato dell’Arte dell’Adesione di Bart Van Meerbeek, vale a dire la lecture-premio data a questo europeo (non a caso un europeo!) che è fra i relatori del Congresso Internazionale AIC di Riva del Garda. La sua è stata una “lezione” esemplare, chiara, pulita, ben rappresentata dal punto di vista iconografico, accattivante sia dal punto di vista scientifico che clinico. Sinceramente gli americani li ho invece trovati un po’ “spenti”. Fra l’altro in sala c’era meno pubblico rispetto agli anni precedenti. La stessa sessione delle tavole cliniche è stata sotto tono, pur dimostrandosi sempre un’iniziativa di estremo interesse. Nel corso dell’ultima mezza giornata del convegno, nella sala principale, vengono allestiti una quarantina di tavoli sui quali ogni oratore iscritto a parlare illustra, nell’arco di dieci minuti, la propria esperienza clinica o di ricerca sottoponendosi al “fuoco di domande“ che inevitabilmente arrivano dai diversi uditori che si radunano davanti a lui in piccoli gruppi. Ebbene, della quarantina di tavole presentate quest’anno ne ho trovate interessanti tre o quattro… Probabilmente questa edizione dimessa del Midwinter ha risentito dei venti di guerra e delle paure connesse. Ma è certo che questa tornata non ha retto il confronto con alcuni dei nostri grandi eventi congressuali… E dal punto di vista organizzativo? L’organizzazione l’ho trovata impeccabile, sempre puntuale, cortese, efficiente con specifico riguardo agli ospiti stranieri. Un particolare per tutti: ho trovato straordinario come siano riusciti a far muovere, in occasione del “lunch” del venerdì, qualcosa come cinquecento persone dai sotterranei della sala conferenze sino all’84° piano del grattacielo adiacente all’Hotel Fairmont, nell’arco di dieci minuti, fra scale mobili e ascensori, senza mai alzare i toni, nell’ordine più assoluto. E servire la colazione di lavoro, all’interno di uno dei più esclusivi e antichi Club della città, il Mid American, coniugando saluti, celebrazioni e riconoscimenti nel giro di cinquanta minuti. Il tutto “innaffiato”…da un magico panorama dell’intera Chicago che ammiri dall’alto a 360°. Ha visitato la mostra al McCormick? La mostra? Non se ne abbiano a male gli amici del mercato, ma non l’ho vista. Ho preferito visitare con mia figlia Adriana di 11 anni l’Art Institute di Chicago che da solo vale il biglietto aereo. Ho potuto apprezzare una delle più importanti collezioni di pittura impressionista esistenti sul suolo americano insieme ad un’importante quadreria classica dove si possono ammirare notevolissimi pezzi “provenienti” dalla nostra cara Italia. Da non perdere, sempre all’interno dell’A.I.C. (“particolare” l’omonimia!), una splendida sezione dedicata all’Arte Moderna e Contemporanea. Ci vogliono almeno sei ore per vederlo “abbastanza” bene ma , vi assicuro, vale il viaggio! Non si vive di solo denti! G. P. |
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